Napoli: le insidie dell’Eintracht Francoforte
Il sorteggio di Champions League abbina gli azzurri all'Eintracht Francoforte. Per una volta l'urna è benevola, ma la squadra tedesca non è da sottovalutare.

© “OLIVER GLASNER” – FOTO MOSCA
Contro ogni ricorso storico, è per una volta benevolo il sorteggio di Champions League capitato agli azzurri nell’urna di Nyon. Il Napoli, agli ottavi di finale, stranamente non incrocia il PSG e pesca comunque una teste di serie, la detentrice dell’ultima Europa League: l’Eintracht di Francoforte. Una squadra che in questa fase chiunque avrebbe voluto incontrare sul proprio sentiero, ma che nessuno deve commettere l’errore di sottovalutare, nonostante si sia qualificata per il rotto della cuffia, in uno dei gironi più equilibrati ed emozionanti visti nell’intera competizione.
I tedeschi, allenati dall’austriaco Oliver Glasner che predilige il 3-4-2-1, negli ultimi anni hanno cumulato tantissima esperienza europea, confermandosi una bella realtà con una solida società alle spalle. Nonostante abbiano ceduto pedine di livello come Haller e Kostic, ad oggi possono vantarsi comunque del pregio di giocare un buon calcio, corale, fatto di fiammate e prettamente offensivo. Ciò che colpisce di questa squadra è che quando si trova di fronte al proprio pubblico cerca in ogni modo di rimanere in partita, ma soprattutto di rispettarlo, con l’intento di creare un’atmosfera sempre più calda. La loro minaccia, indubbiamente, é il fatto di poter contare su tante soluzioni e su buone individualità: l’esperienza di Mario Gotze e l’energia del capitano Sebastian Rode, la freschezza dell’italiano -ex Juventus- Pellegrini, la fisicità difensiva di Ndicka – ormai non più uno sconosciuto – l’imprevedibilità di Kamada ed il talento di Lindström -uno dei migliori prospetti offensivi dell’intera Bundesliga- e la rapacità e precisione sotto porta della loro prima punta Kolo Muani.
Ma resta comunque una squadra che il Napoli può domare e che tranquillamente può mettere in difficoltà in tanti modi, perché sono tanti i momenti della gara in cui la loro attenzione cala, lasciando parecchia libertà agli avversari. Questa “pigrizia” è evidente soprattutto in fase di non possesso della palla, soprattutto se prolungata. Sono piuttosto evidenti le falle lasciate nelle distanze tra reparti nella zona centrale del campo e le inferiorità numeriche che tendono a crearsi nei duelli su entrambe le fasce. Inoltre, proiettandosi con tanti effettivi nell’altra metà del campo, i teutonici sono tendenzialmente esposti al contropiede. Con tutta franchezza é un avversario a cui bisogna prestare la dovuta attenzione, ma ad oggi gli uomini di Spalletti sono un fiume in piena e per quello hanno mostrato resta comunque abbordabile. Perché nella doppia sfida tra febbraio e marzo, non potranno non sognare i quarti di finale ed annegare il Francoforte: “meno forte”, dei partenopei sulla carta.
Articolo a cura di Antonino Treviglio
