Un calcio alle palle – Mi dii la mano ingegner Allegri
Il ragionier Spalletti guida la rivolta del Sud contro i grandi poteri del Nord. Il Megadirettore Galattico bianconero defenestrato, mentre l'ingegner Allegri si dilegua nel tunnel.
Foto Mosca© “ALLEGRI” – FOTO MOSCA
Che giornata alla Megaditta Serie A! Da almeno 30 anni non si assisteva a tanto trambusto. Il Megadirettore Galattico, sempre in doppio petto bianconero vestito, ha subito una delle più grandi umiliazioni della sua ‘onorabilissima’ carriera. L’ingegner Allegri, tanto amato quanto odiato dalla suprema dirigenza, nulla ha potuto contro il riscatto della classe operaia guidata dal ragionier Spallacci, Spallucci, Spalloni…Spalletti, imbecille! Ah…chiedo umilissimamente perdono ragioniere. L’ufficio sinistri azzurro sta mettendo su una rivoluzione ideologica all’interno della Megaditta. Il riscatto del Sud sui grandi poteri del Nord. I tentativi di arginare la ‘Kvarivolta’ dell’ufficio bustarelle e raccomandazioni, coadiuvato da quello furti e ricatti, franano uno dopo l’altro di fronte agli assalti del ragionier Spallazzi, ehh…pardon Spalletti.
Napoli-Juventus, caricata a pallettoni da tutte le testate giornalistiche durante la settimana di avvicinamento alla partita, avrebbe dovuto creare una sorta di buco nero gravitazionale a favore dei signori del Nord. Il Megadirettore Galattico credeva, quasi con assoluta certezza, di poter sedare i tumulti in classifica e ristabilire l’ordine prestabilito. Madornale errore. Non c’è posto nell’acquario con gli impiegati per i ragazzi dell’ufficio sinistri azzurro. Il cavaliere nero mascherato guida l’attacco ai piani alti, imbracciato come un ariete d’ebano dal capo rivolta di Certaldo al grido: “La corazzata Juventus è una cagata pazzesca!”. 92 minuti di applausi. Più o meno la durata del massacro zebrino sul campo del Maradona.
Primo assalto dell’armata Spalletti. Cade il portiere polacco a difesa del piano, sotto i colpi di Osimhen l’indomabile, e le acrobazie di ‘Kvarantastic’ Kvaratskhelia. Quindi, avanza la truppa azzurra alla conquista della Megaditta Serie A. Il successivo piano vede l’invertirsi dei ruoli: Victor from Wakanda annichilisce fisicamente il mastino Bremer, e serve il georgiano magico, al quale non resta che aprire il piatto destro ed esultare. Si suda a freddo ai piani alti. Ecco, dunque, il momento della massima resistenza bianconera. Svuotato l’ufficio ricerche impiegati murati vivi, per un breve istante, i rivoltosi iniziano a dubitare della loro ribellione. Ma è solo una visione mistica momentanea della (Di) Maria a confondere i propositi di Spalleni…ops Spalletti.
Poi, un respiro e la ripresa. Nell’ordine: dopo 10’ Rrahmani, dopo 20’ ancora l’ariete Osimhen, chiude l’assalto il macedone ‘Alessandro’ Elmas Magno. Dalla finestra dell’ultimo piano della Megaditta adesso sventola il vessillo azzurro del Napoli. Defenestrati gli altri Megadirettori naturali rossoneri e nerazzurri. Al fischio finale l’ingegner Allegri tenta di dileguarsi ratto come la folgore verso il tunnel. Ma eccolo piombar su di lui, dal fianco destro, il ragionier Spalletti con bracco teso e palmo aperto. “Dove pensi di andare così, solo soletto?” è il sottotesto del linguaggio del corpo di Lucianone. “Mi dii la mano ingegner Allegri, poi potrà andare a nascondersi”.
8+2=10, ovvero: Atalanta-Salernitana
E con la bomba da tre punti l’Atalanta si porta a due lunghezze piene di vantaggio sulla Salernitana. Ops, ho sbagliato sport, non stiamo parlando dell’inizio del primo quarto di una partita di basket. Parliamo di calcio, e parliamo di vibranti umiliazioni. Nicola, mentre leggete queste poche parole, è già in vacanza, esonerato e disperato. Ha tentato fino all’ultimo di riprendere il controllo del Lusitania granata, senza riuscire, tuttavia, a invertire la rotta. La Dea ha silurato a dovere il piroscafo della Iervolino Company, costringendo questo a promuovere sul ponte un nuovo capitano. Nessuno, e dicasi nessuno, aveva subito 8 reti negli ultimi 27 anni.
Professionisti dell’informazione arrivano persino a deridere in diretta sui propri social la Salernitana. Irriverente, certamente; questione di stile, certamente; ma la realtà dei fatti resta. È dalla trasferta del 30 ottobre con la Lazio che i granata non portano a casa 3 punti. Gli spettri dello scorso anno tornano a battere con il dito sulla spalla dei tifosi della Salernitana.
I 35 gol subiti in 18 giornate illustrano più che a dovere i problemi della formazione campana. De Sanctis si preoccupa di cercare centrocampisti e attaccanti, ma quella groviera che chiamano difesa è guidata da Fazio (con tutto il rispetto possibile), meno mobile di un bradipo tridattilo. Ora, se con l’Atalanta il risultato finale ha recitato 8-2 per i bergamaschi, nel prossimo turno la Salernitana dovrà affrontare nel derby il miglior attacco del campionato, guidato dal capocannoniere della Serie A. Come pensate possa finire? Il cambio di timoniere in panchina porterà una scossa, o almeno questa è la speranza in casa granata. Attenzione, però, ai corto circuiti. Un’altra goleada potrebbe essere fatale per la psicologia del gruppo.
