Clamoroso a Monza: parte con una sconfitta la nuova stagione del Napoli

Comincia con un’umiliante sconfitta a Monza la nuova stagione del Napoli alla difesa del titolo. Anzi no, fermi tutti.

Articolo di carloiacono15/05/2023

©️ “MONZA-NAPOLI” – FOTO MOSCA

Clamoroso al Brianteo: i campioni d’Italia sono caduti a Monza, sotto i colpi di Dany Mota e Andrea Petagna. Comincia con un’umiliante sconfitta la nuova stagione dei partenopei alla difesa del titolo. Anzi, no. Fermi tutti. Si giocava la trentacinquesima giornata di ritorno della Serie A 2022/2023, quella che il Napoli ha già vinto con cinque giornate d’anticipo, custodendo al momento quattordici lunghezze sulla attuale seconda a netto di penalizzazioni varie, e onorando, come nessuno dai tempi di Diego, una maglia che aspettava di esser bardata di un tricolore da trentatré anni. 

Cestiniamo “umiliante”, le critiche, il disonore, la “panchina è corta”, “Spalletti ha sbagliato”, “se ne andranno tutti”. Sono passati solo 9 giorni. Il Napoli e Napoli festeggiano il proprio successo da quella sera ininterrottamente come fosse un matrimonio indiano, come potrebbe una squadra mantenere la giusta concentrazione e la cattiveria agonistica in tali condizioni? E, soprattutto, perché dovrebbe? 

Il viaggio con meta scudetto degli azzurri si è concluso, si è arrivati anche prima, si è andati veloci. Ora comodi a destinazione è lecito rilassarsi, che senso ha rimettersi in macchina per percorrere qualche chilometro in più che non porta da nessuna parte?

I 91 punti, la classifica marcatori, le vittorie in trasferta… i record che si inseguono, saranno inseguiti da altri dopo, superati da altri, esistono per essere infranti. Ciò che resterà è già impresso nella storia e lì resterà per sempre, meglio celebrare che rincorrere. Godere, che farsi il sangue amaro per una sconfitta in quel di Monza, per mano di quel Monza che la coppia sempreverde Galliani-Berlusconi ha tirato sù dal niente. Che Palladino allena un gran bene, il ragazzo si farà.

Della partita c’è poco da raccontare, o tutto quello che c’è riguarda i padroni di casa. Il Napoli non è sceso in campo, non ha messo la spina. Gli avversari si. Sono la neopromossa con più punti all’attivo, ricoprono l’ottava posizione in classifica, a dieci punti dall’Europa – dopo un inizio targato Stroppa che contava 5 sconfitte e un pareggio in 6 gare. Giocano un calcio moderno e totale, volevano mostrarlo ai campioni e l’hanno fatto, laureandosi i primi a fare la festa agli iridati, senza più birra in corpo ma con tanto champagne

Abbiamo visto volti quasi sconosciuti sul prato verde: Gollini, Bereszynski, Zerbin. L’ex Fiorentina è stato probabilmente il migliore dei suoi, con un paio di interventi da numero uno. Male hanno fatto il terzino della Samp e l’esterno, usciti al 62esimo e a fine primo tempo. Gollorius è stato trafitto da Mota nel primo tempo, al termine di un’azione rocambolesca.

Ha raddoppiato Petagna, ad inizio della ripresa, con una rete tecnicamente squisita. Il Napoli ha reagito, ma nemmeno più di tanto. Meritava sicuramente un rigore, fallo di Pessina su Osimhen in area. Il signor Cosso non è andato al VAR, e ha fischiato contro.

Cose pazzi: forse non vogliono far vincere lo scudetto agli azzurri, o sono semplicemente scarsi

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