Il Gran Premio di Las Vegas: un palcoscenico senza azione
Il Gran Premio di Las Vegas del 2025 ha messo in luce le contraddizioni della Formula 1, sempre più orientata allo spettacolo e meno alla competizione sportiva. I tifosi, però, continuano a seguire il campionato, sperando in un cambiamento con i nuovi regolamenti.
Frame della partenza del GP 2025 di Las VegasIl ventiduesimo Gran Premio del Mondiale di Formula 1 2025, disputato a Las Vegas, ha messo a nudo le contraddizioni di un campionato sempre più spettacolare e meno sportivo. Con la fine della stagione che si avvicina, i fan continuano a seguire la competizione, ma dietro la cortina di lusso e intrattenimento la vera essenza della Formula 1 sembra essersi persa. Un po’ come cantavano i Queen nella loro iconica “The Show Must Go On”: per gli sponsor, il circus deve continuare.
Chi ha visto il Gran Premio americano non può non essersi accorto di come la Formula 1 sia ormai più un baraccone che uno sport. Le battaglie vere in pista sembrano ormai un ricordo, sostituite da uno spettacolo sempre più maneggiato da chi detiene i diritti televisivi, ovvero Liberty Media, che si lecca i baffi a ogni errore commesso da piloti e squadre. La corsa di Las Vegas ne è una dimostrazione lampante.
La vittoria di Max Verstappen non ha sorpreso, ma a colpire è stato il finale: il clamoroso colpo di scena che ha visto le McLaren (in lotta per il titolo) essere squalificate per un consumo eccessivo del fondo piatto. Non vogliamo certo parlare di complotto: le regole sono regole, e vanno applicate.
In fondo si tratta di una circostanza che sarebbe potuto capitare a chiunque, ma il fatto che sia successo a tre gare dalla fine del campionato, nella terra di Hollywood, sembra quantomeno sorprendente.
Quello che invece non sorprende è la passione dei tifosi, che nonostante tutta questa finzione, seguono la F1 con un entusiasmo immutato. Loro ancora assonnati alle 5 del mattino, quando è iniziata la gara, sono quasi svegli per tifare per i propri beniamini, ma poi quando si svegliano del tutto capiscono che la loro levataccia non è stata ricompensata da una vera competizione sportiva, perché quando i piloti provano a fare il loro mestiere con convinzione, interviene la FIA a sanzionarli. Poi c’è sempre chi si riscalda il cuore apprezzando l’impegno mostrato da chi di fronte a pronostici sfavorevoli dà prova di determinazione come ha fatto Charles Leclerc che è arrivato in sesta posizione combattendo contro i mulini a vento.
La gara di Las Vegas doveva essere una di quelle entusiasmanti, secondo gli esperti, non solo per l’ambientazione unica, ma anche perché il pubblico americano è abituato a vivere le corse con il rumore dei motori e il brivido della velocità. Non dimentichiamo che la celebre espressione “Start your engines” nasce proprio in America, dove il motorsport fa parte della cultura sportiva.
Gli eventi in notturna, pur non essendo un’invenzione americana, trovano comunque un palcoscenico perfetto a Las Vegas: le luci, i colori e l’atmosfera della Strip amplificano ogni dettaglio. Negli Stati Uniti tutto è più grande, l’effetto visivo è amplificato.
Las Vegas, con le sue strade scintillanti, i casinò, l’Hotel Bellagio e il Caesars Palace, è sicuramente uno scenario magnifico. Ma una volta tolta la lussuosa cornice voluta dai team e da Liberty Media, cosa resta veramente della gara? Poco più di una passerella per supercar e grandi sponsor. L’azione in pista è stata, come al solito, ridotta all’osso.
Ecco perché lo sguardo dei tifosi è ormai rivolto verso i nuovi regolamenti, che dovrebbero portare una ventata di cambiamento, piuttosto che verso la lotta per il titolo, che sembra già scritta. La Formula 1 2025, con tutte le sue contraddizioni, si avvia verso la fine. Non si sa ancora chi sarà il campione, ma visto che mancano solo due gare, forse la prossima corsa darà qualche risposta definitiva.
