Napoli, spiragli di luce
Il Napoli passa anche a Lecce dopo aver travolto l’Udinese in settimana: pochi giorni fa sembrava sull’orlo del baratro.

© “NAPOLI” – FOTO MOSCA
Il Napoli passa anche a Lecce dopo aver travolto l’Udinese in settimana. Pochi giorni fa sembrava sull’orlo del baratro: impazzava un #Garcia out plebiscitario, oggi sembra quasi che niente sia successo e l’entusiasmo è di nuovo alle stelle. Neanche stessimo giostrando suripide montagne russe…
Cerchiamo di capire cosa è accaduto, innanzitutto sul terreno di gioco.
I progressi intravisti contro il Bologna di alcuni giocatori determinanti, in primis i tre di centrocampo e Kvara davanti, sembrano consolidati. Il gioco è più veloce, i reparti più vicini, si arriva nella trequarti con scambi stretti più che con i lanci alla sperindio del primo scorcio di campionato. Non sappiamo -e invidiamo le certezze di qualcuno- se questo sia dovuto a un ritorno al modulo spallettiano (l’ “autogestione” come battezzata da qualche buontempone) o semplicemente perché una migliore forma fisica abbia consentito ai giocatori di esprimersi meglio all’indomani di una tormentatissima fase di preparazione. In difesa, intatte le riserve su Meret anche ieri lacunoso, l’improvvisata coppia Ostigard- Natan ha dato risposte più che positive. Il secondo, etichettato come una solenne fregatura ancor prima di mettere un piede in campo, ha dimostrato di poter reggere il proscenio dignitosamente senza essere Kim. Non finiamo sulle gambe l’ultimo terzo di partite, i cambi di Garcia appaiono più sicuri e centrati. Infine c’è Osimhen che continua a metterla spesso dentro: lui merita un discorso a parte.
Da un punto di vista gestionale il tecnico sembra intenzionato a ruotare i componenti della rosa più di Spalletti. Ieri Osimhenè partito dalla panchina, senza l’ammonizione di Simeone probabilmente sarebbe entrato anche più tardi. Finalmente stiamo vedendo Lindstrom e Cajuste con continuità. Ieri persino Gaetano che in pochi minuti ha segnato e procurato un rigore rubando palla in area avversaria.
Detto ciò il Napoli in queste prime 7 giornate ha vinto contro Frosinone e Lecce in trasferta, Sassuolo e Udinese in casa, pareggiato con Genoa e Bologna fuori e persoal Maradona contro una Lazio che anche ieri ha subito il Milan ben oltre il 2-0 finale. Sì d’accordo: sospiriamopure di sollievo per le ultime due vittorie ma lasciamo i fescennini a ben altre controprove.
Osimhen, dicevamo. Nessuno discute l’importanza del giocatore anche da separato in casa. Però: non esulta ai gol, fa manifestare agli amici il suo desiderio di andare via, cede i rigori agli altri più come atto di ribellione che di generosità e infine monta una cagnara pazzesca su un post tanto ingenuo quanto cretino della Comunicazione del Napoli. Seappaiono davvero oscuri i motivi per i quali un’Azienda seria debba fare satira sugli errori dei suoi giocatori per giunta su una piattaforma più che demenziale (per non dir peggio) come TiKTok, il comportamento del giocatore esprime tutta la sua immaturità e poca serenità. E’ vero che quel che contaai fini del risultato è il rendimento in campo ma noi continuiamo a essere convintiche nodi così intricati prima o poi debbano trovare un pettine o forbici che li gestiscano in via definitiva.
Il campionato finora non ha mostrato un padrone sicuro. Il Napoli potrebbe giocarsi le sue carte per qualsiasi obiettivo,nonostante gli inusuali errori di quest’estate. Perché molti errori sono stati commessi che certamente non possono essere cancellati da vittorie contro comprimarie. Il futuro al momento appare molto incerto, sicuramente ne sapremo di più a fine ottobre dopo il trittico Fiorentina, Verona e Milan.
FORZA NAPOLI SEMPRE
