Andrea Petagna è il jolly di Spalletti
Andrea Petagna è una pedina fondamentale per Luciano Spalletti, soprattutto quando è arrivato il momento di sbloccare il risultato.

© “PETAGNA” – FOTO MOSCA
Andrea Petagna è un nome che a Napoli ha sempre fatto discutere: c’è chi lo apprezza e chi riuscirebbe a farne a meno. Tuttavia, è doveroso sottolineare quanto il ragazzo, classe 1995, sia sempre pronto a sacrificarsi per la maglia.
Nella scorsa stagione ha trovato spazio in seguito ai diversi problemi fisici di Mertens e Osimhen. In 16 partite ha collezionato 4 gol e 3 assist: il suo primo gol arriva nella trasferta contro il Benevento, insaccando la rete del definitivo 1-2 per gli azzurri. Va a segno anche nella sfida esterna con il Crotone e realizza il gol vittoria nel match contro la Sampdoria. Infine, trova la rete contro l’Empoli in Coppa Italia, oltre che nella sconfitta interna contro lo Spezia.
Ad inizio campionato sembrava che le strade tra l’attaccante e il Napoli si stessero per dividere: la Sampdoria era pronta a ricevere il via libera, proprio nelle ultime ore della sessione di calciomercato.
Ciò nonostante, il giocatore sceglie di restare in città con i suoi compagni, anche rinunciando ad un aumento del proprio stipendio.
Il gol a Marassi
Sicuramente il momento clou che ha convinto l’ex Spal a restare, è stata la rete decisiva all’ottantaquattresimo a Marassi contro il Genoa.
Una partita che il numero 37 ha giocato dando tutto sé stesso, subentrando con gli artigli già affilati in panchina. “Tu resti qui”, gli aveva detto il mister qualche secondo dopo aver siglato il gol che ha regalato i tre punti agli azzurri nella trasferta contro i rossoblù.
La partita contro la Salernitana
Durante il secondo tempo di una partita insidiosa, le occasioni latitano. Così Spalletti prova a modificare qualcosa inserendo Elmas e Petagna per gli spenti Lozano e Mertens. Al 61′, dopo pochi minuti dal loro ingresso, arriva il gol del vantaggio: azione confusa, con Petagna che colpisce la traversa e, sulla ribattuta, Mario Rui mette in mezzo dove c’è Zielinski più lesto di tutti a colpire il pallone e battere Belec. L’attaccante azzurro, per il resto della partita, si fa trovare pronto: tiene palla, fa a sportellate e fa salire i compagni che, grazie a lui, respirano in momenti di grande apnea.
Senza dubbio, il soprannominato bulldozer è una pedina fondamentale per il tecnico toscano, soprattutto quando è necessario smuovere qualcosa, e quando è il momento di sbloccare la partita una volta per tutte. Con la giusta fiducia della sua équipe, dell’allenatore e qualche minuto in più nelle gambe, Petagna potrebbe essere una valida punta titolare a gennaio, quando non ci sarà Victor Osimhen.
