Kvaratskhelia non è Godot, Lindstrom alla De Ketelaere?

Il Napoli vince contro il Verona e lo fa grazie ai cambi di Mazzarri e a un ritrovato Kvaratskhelia.

Kvaratskhelia, NapoliFOTO MOSCA
Articolo di carloiacono05/02/2024

©️ “KVARATSKHELIA” – FOTO MOSCA

Per fortuna del Napoli, Kvaratskhelia non è Godot. Alla fine (minuto 87’) arriva il georgiano a stracciare dalle pareti della città i cartelloni che invitavano all’ennesima rappresentazione del teatro dell’assurdo: i campioni d’Italia messi alla gogna dal piccolo e calpestato Hellas.

Kvarabaggio da Tbilisi ha aggiunto d’impulso una veloce virgola di colore puro ad una sfida in chiaroscuro. Impressione, en plen air, tiro a giro, Montipò battuto. Vittoria.

3 punti giusti, tutto sommato. 3 punti da prendere per quello che sono. 3 punti che sino alla fine della stagione saranno e dovranno fare la primavera del Napoli. Le bocche buone vadano altrove. Nun c’è trippa pe gatti, dicono a Roma. In pratica “chest’è”: un solo obiettivo, il quarto posto da raggiungere con le buone o le cattive, pochi fronzoli.

Tante individualità, di Kvara abbiamo già detto, e in attesa di Osimhen, il nuovo arrivato Ngonge e soprattutto “the revenant” Lindstrom. Il danese, entrato sullo 0-1, ha dimostrato che finché avrà ancora un respiro, combatterà. Da oggetto misterioso a De Ketelaere Capitolo 2 il passo è breve, opmærksomhed!
L’ex Francoforte la sua natura non l’ha dimenticata: controllo in area, finta di corpo, palla del pareggio servita a Ngonge. Non chiamatela epifania. Un danese e un belga con i baffi anni 70’ hanno fatto non una barzelletta ma una rimonta.

L’ha vinta con i cambi Mazzarri, è il caso di dirlo. Insieme ai nordici d’Europa, nella ripresa in campo anche il barrese Mazzocchi, l’emiliano Raspadori e l’altro fiammingo Dendoncker. Zero minuti per il nuovo arrivato Traorè.

Della partita bisogna raccontare il ritorno al passato, forse anche al futuro, al 4-3-3, senza non riescono a starci, è una coperta di linus. C’è da augurarsi che il prossimo allenatore gli dia fuoco.

Il Napoli ha avuto un ottimo approccio. Per 25’ minuti circa abbiamo assistito ad un settimanale “attacco contro difesa”. Verona in trincea, azzurri all’assalto. Kvaratskhelia a guidare l’offensiva. Il georgiano aveva il fuoco dentro, era quello della passata stagione, il giovane favoloso da Real Madrid. 



È andato vicino alla rete due volte: prima di sinistro, poi di destro al volo (questa occasione è da guardare più volte, coordinazione elegante). Avrebbe conquistato anche un rigore, ma ça va sans dire.

Fatto sta che il Napoli si è spento a metà primo tempo. Beckett avrebbe scritto “non accade nulla, nessuno arriva, nessuno se ne va, è terribile!”. Tanto che a inizio ripresa il Verona ha preso coraggio, i ruoli si sono invertiti. È arrivato il gol di Coppola, di testa, forse di spalla.

Poi i cambi, Mozzocchi, Lindstrom, Ngonge, individualità, Kvara, talento, che hanno fatto il pareggio e la vittoria, che faranno il risultato stagionale: spirito di gruppo e conigli dal cilindro.