Il Napoli frena ma non delude
Contro il Verona, il Napoli ha mostrato i suoi limiti più o meno importanti in rapporto all’obiettivo e ha confermato alcuni punti di forza.

© “NAPOLI” – FOTO MOSCA
Si, ieri sera il Napoli non ha deluso e non ha certo giocato la sua peggiore partita. Ha lottato con la consueta passione e voglia. Ha mostrato i suoi limiti, più o meno importanti in rapporto all’obiettivo che abbiamo in testa, e ha confermato alcuni punti di forza.
Molti commentatori alla ricerca di facili consensi hanno troppo enfatizzato vittorie stentate contro squadre di livello inferiore (cfr. nell’ultimo periodo Salernitana, Torino, lo stesso Bologna) per poi oggi deprimersi dopo il pareggio impostoci da un tostissimo Verona. Lo scontato e ancor più deprimente passo successivo è diventato lo scarico della frustrazione sull’arbitro. Certamente scarso ma ininfluente.
Gli Azzurri hanno fatto quello che potevano. Abbiamo scoperto un Jesus, scornacchiato da tanti, ottimo centrale difensivo. Di Lorenzo, a dispetto delle partite giocate (tutte), talvolta incontenibile. Anguissa, una volta di più pietra miliare di questa squadra. Insigne, sì proprio lui, ieri dappertutto in ripiegamento e in ripartenza: con Anguissa l’unico a mostrare un controllo di palla decente sotto pressing. Strano destino quello di questo giocatore, non certo il mio preferito: in una serata difficile, in cui ha davvero speso tutto se stesso per la squadra, ha raccolto critiche ingiustificate.
Il Verona nelle ultime giornate aveva tra l’altro battuto la Juve, rifilato 4 gol alla Lazio e praticamente vinto con il Milan. Altri pareggi in trasferta (Genoa, Salernitana) sono sembrati suicidi dopo partite dominate. Squadra molto solida e fisica, forse la migliore incontrata dal Napoli finora.
Sapevamo che sarebbe venuta con il coltello tra i denti, che avrebbe impostato la partita su duelli individuali e che avrebbe pure fatto gioco. Tutto si è puntualmente verificato e per i primi 35 minuti ci è stata nettamente superiore, avrebbe meritato di chiudere avanti il primo tempo nonostante il palo di Osimhen. Poi il Napoli è venuto fuori, tenendo botta con carattere in un secondo tempo equilibrato in cui gli scontri fisici hanno definitivamente prevalso sul gioco.
D’altro canto noi partiamo sempre con “l’handicap Zielinski”: il polacco -oltre ad essere al momento inutile in qualunque fase di gioco– condiziona anche la prestazione di Ruiz quando si incontrano squadre veloci e asfissianti come il Verona. Anguissa da solo non può tenere in piedi il centrocampo sul possesso palla avversario né ha le caratteristiche per impostare sotto pressing. Sintesi: anche ieri non ricordo parate di Montipò mentre Ospina ha compiuto invece almeno due mezzi miracoli.
Più in generale, nonostante i progressi compiuti con Osimhen finalmente a tempo pieno, Anguissa e lo stesso Jesus, il Napoli continua ad essere carente in fisicità e “garra” dalla linea mediana in avanti. Pesi piuma che si confrontano con pesi medi, mischie di rugby da 600 kg che provano a spingerne altre da 900. Gli attuali Mario Rui, Fabian Ruiz, Zielinski, Insigne, Politano, Mertens, non possono giocare insieme senza pagare grave dazio contro squadre come il Verona e altre.
Il centrocampo va protetto, rinforzato: in campo sono necessari più muscoli, dinamismo, cazzimma. Abbiamo fiducia che Spalletti trovi la quadra, oggettivamente difficile per tradizionali carenze di rosa.
Dicevamo che i limiti del Napoli vanno interpretati anche rispetto all’obiettivo: il nostro obiettivo credibile resta la CL ed è su quello che si devono misurare esaltazioni o delusioni.
Se parliamo di gioco e campo, non passato e chiacchiere, il Napoli oggi ha una rosa inferiore a molte altre, sicuramente a quella di Milan e Inter. Ha finora monetizzato le difficoltà di alcune squadre di vertice grazie soprattutto alla continuità di risultati che l’hanno portata a vincere, in un modo o in un altro, tutte le partite alla portata e pareggiarne due. Grande merito ma finora di questo si parla.
Da qui in avanti si comincerà a fare davvero sul serio: come Dante con le Muse, noi ci affidiamo ancora una volta al nostro vate Spalletti e gli diciamo “qui si parrà la tua (definitiva) nobilitate”.
FORZA NAPOLI SEMPRE
