“Tenderly”, il trittico terribile degli azzurri

Il Napoli ha completato a Torino il trittico “terribile” in campionato, con l’intervallo della trasferta a Madrid. Un trittico troppo "Tenderly", tenero.

Gatti, Osimhen
Articolo di Mario Gargiulo11/12/2023

©️ “OSIMHEN” – FOTO MOSCA

Il Napoli ha completato a Torino il trittico “terribile” in campionato, con l’intervallo della trasferta a Madrid. Dopo la vittoria di Bergamo, che aveva fatto sperare in una svolta della stagione, le tre partite successive dovrebbero (il condizionale è quanto mai necessario quando si parla di tifoseria partenopea) aver riportato tutti alla realtà. Realtà che francamente ci è apparsa lampante ancora prima che la stagione dello scudetto si concludesse: all’indomani della fuga dei “due” con la squadra che già da settimane balbettava, dei musi lunghi delle presunte “star” e soprattutto delle fesserie immani (quanto inaspettate) commesse dal Presidente in estate.

Congedato Garcia, odiato dai più e considerato il primo colpevole dello sfascio, la squadra è semplicemente passata da un vergognoso approccio rinunciatario di molte delle sue conclamate punte, ad un più realistico impegno inerme che definiremmo con il titolo di una meravigliosa canzone portata al successo tra gli altri da Nat King Cole, Ella Fitzgerald e Billie Holiday: “Tenderly”, ovverossia Teneramente.

Teneramente i nostri eroi si sono consegnati a due portaerei come Real e Inter, loro sì infarcite di veri ottimi giocatori e qualche fuoriclasse, e a una modestissima Juve al quale abbiamo interamente trasferito la buona ciorta  dell’anno scorso. Teneramente il Napoli ha tenuto il possesso palla, teneramente con Zielinski e Anguissa a centrocampo, Di Lorenzo e la difesa tutta, il disastroso georgiano, l’inesistente “fortissimo” centravanti e il Politano del secondo tempo, è stato capace di perdere una partita contro una squadra che si è retta solo su un grande portiere e un’ottima difesa. 

Leggeremo sicuramente di “grande” primo tempo. Sicuramente ci saranno spazi per la crocifissione di Orsato, reo di aver ammonito l’eroe georgiano per la tenera reazione contro Gatti che qualche minuto dopo darà all’incontro l’unica svolta logica possibile, sicuramente l’onnipotente “sistema” sarà tirato in ballo dai chiagnazzari seriali, così come gli “irreversibili” danni provocati da Garcia. Nessuno dirà che con la rosa del Napoli l’anno scorso è avvenuto un miracolo e che al massimo un piazzamento tra le prime quattro è nelle concrete possibilità della squadra, ad oggi pure remote: sicuramente nulla più. Per una volta anch’io mi cimento con le pagelle per cercare di dare un senso di razionalità a queste considerazioni:

Meret: 5 perché non ho ragioni di dare 4 come vorrei

Di Lorenzo: 4 voto alto perché nel primo tempo ha fatto discretamente l’ala.  Chiesa, quando ha voluto, dietro l’ha scherzato

Rrahmani: 3 un danno 

Jesus: 5 riserva delle riserve in una squadra con ambizioni

Natan: 5,5, il meno peggio in fase difensiva

Anguissa: 4, qualcosa davanti nel primo tempo ma in copertura inesistente

Lobotka: 6, non è più quello dell’anno scorso ma lotta e recupera qualche pallone

Zielinski: 2, perché dare 0 non è “polite”

Politano: 5, solo per i primi 20 minuti

Osimhen: 4, chiunque ci fosse stato al suo posto sarebbe stato lo stesso

Kvara: vedi Zielinski. Sembra essersi rintrucillito, nelle scelte come nelle conclusioni

Speriamo che almeno contro il Braga l’obiettivo minimo venga raggiunto

FORZA NAPOLI SEMPRE