La parabola di Lozano: da insostuibile con Gattuso a incognita con Spalletti
Arrivato a Napoli nella stagione 2019/2020, Hirving Lozano viene presentato dal club azzurro come l'acquisto più oneroso dell'era ADL.

© “LOZANO” – FOTO MOSCA
Arrivato a Napoli nella stagione 2019/2020, Hirving Lozano viene presentato dal club azzurro come l’acquisto più oneroso dell’era ADL.
Nella sua prima annata ai piedi del Vesuvio, il messicano alterna la propria stagione con due gestioni diverse. Nella prima parte sotto la guida di Carlo Ancelotti, che vedeva nell’ex PSV, l’erede perfetto di Josè Callejon. Ancelotti, poi, lascerà la panchina a stagione in corso a Gennaro Gattuso, con il quale avrà da subito un rapporto amore e odio con il calciatore.
Poco spazio per il messicano nella prima stagione
Lozano inizia alla grande la sua esperienza con il Napoli: esordio contro la Juve dove segna il gol del 3-2, riportando gli azzurri in partita allo Stadium.
Da quel gol iniziano i primi problemi per il messicano: poco minutaggio e un’intera prima parte di stagione giocando fuori ruolo, non permettono al ragazzo di dimostrare il proprio valore. Il chucky termina così la sua prima stagione in Italia, giocando 34 partite stagionali e mettendo a segno solo 5 gol.
Gattuso, dall’orco cattivo alla figura di padre
Dopo l’esonero di Carlo Ancelotti nella stagione 2019/2020, sulla panchina azzurra arriva Gennaro Gattuso. Quest’ultimo, non inizia nel migliore dei modi il suo rapporto con Lozano.
Il calciatore verrà allontanato in uno dei primi allenamenti dall’allenatore ex Milan, il quale accusa il numero 11 di scarso impegno. In quell’anno arriva dall’Inter anche Matteo Politano, che nello scacchiera di Gattuso occupava lo stesso ruolo del chucky, togliendo ancor di più minutaggio al messicano.
Nell’annata successiva il rapporto tra l’esterno ex PSV e mister Rino è completamente diverso. Il tecnico calabrese si batte affinché il ragazzo non venga ceduto, promettendo di rimetterlo ai livelli di quando militava in Olanda.
Gattuso mantiene la promessa: Lozano era diventato un giocatore completamente diverso rispetto a quello che i tifosi vedevano in campo la passata stagione, riuscendo ad arrivare in doppia cifra in campionato e toccando i 15 gol stagionali.
Capace di segnare e di fare segnare i propri compagni, Hirving si toglie la soddisfazione di superare in termini di reti la leggenda messicana Hugo Sanchez, e di fare il secondo gol più veloce del campionato di Serie A (9 secondi).
È lo stesso giocatore a dichiarare e ringraziare il proprio allenatore, che ha sempre puntato su di lui, reintegrandolo gradualmente all’interno del gruppo squadra e rendendolo un punto fermo.
L’arrivo di Spalletti fa tornare i fantasmi del passato
Dopo una stagione da protagonista, quella di quest’anno era vista da tutti i tifosi l’anno della consacrazione per Lozano.
L’addio di Gattuso fa sedere sulla panchina del Napoli Luciano Spalletti il quale, durante il corso di questo campionato, ha sempre speso belle parole per il giocatore, nascondendo però le prestazioni deludenti e sottotono che il messicano riportava in campo.
L’infortunio in nazionale di quest’estate e una prima parte di preparazione completamente saltata, hanno fatto partire l’ex PSV indietro nelle gerarchie, venendo usato principalmente come arma a partita in corso, e come nella stagione 2019/2020, l’attaccante azzurro è costretto ad inseguire e scalare le gerarchie per una maglia da titolare.
A cosa è dovuto il rendimento sottotono di Lozano?
L’infortunio in nazionale e la prima parte di preparazione estiva saltata, sono stati fattori che sicuramente hanno influito sul rendimento calante del chucky.
Cambiare allenatore comporta nuovi schemi e nuovi sistemi di gioco i quali non sempre è facile entrarne nei meccanismi, e Lozano questo lo sa bene. Dal suo arrivo in Italia ha già avuto tre gestioni tecniche diversi, dove non sempre è riuscito a esprimersi ai massimi livelli.
Sicuramente stiamo parlando di un giocatore che va incoraggiato, e che va tenuto sempre in fiducia.
Lo sapeva bene Gattuso, che in ogni partiva: incoraggia, strillava, stimolava il messicano a far sì che rendesse sempre al massimo sul terreno di gioco.
Cosa aspettarsi da questa seconda parte di stagione?
Dopo quasi 3 anni di Napoli, in cui abbiamo visto un giocatore che vive di momenti, non si può che chiedere al messicano di recuperare quella condizione che durante la stagione 2020/21 lo ha contraddistinto per gol e giocate.
Tutti ci aspettiamo che Lozano torni ad essere quel calciatore capace di cambiare le partite con una sola accelerata. Se lo augurano, soprattutto l’allenatore.
