La prima scossa è il 3-5-2: lo hanno capito tutti tranne Mazzarri
Dice di voler emulare il calcio di Spalletti, Mazzarri. Scurdammoce ‘o ppassato, perché quel Napoli non esiste più. Così come col Monza e col Torino, gli azzurri cercano la soluzione esclusivamente per vie centrali. Ed avrebbe senso se si giocasse con due attaccanti, o con un area di rigore più folta. Invece no: si è […]
Foto MoscaDice di voler emulare il calcio di Spalletti, Mazzarri. Scurdammoce ‘o ppassato, perché quel Napoli non esiste più. Così come col Monza e col Torino, gli azzurri cercano la soluzione esclusivamente per vie centrali. Ed avrebbe senso se si giocasse con due attaccanti, o con un area di rigore più folta. Invece no: si è deciso di non sfruttare i punti di forza, attualmente, della squadra, ossia le accelerate di Kvaratskhelia e Politano. Il risultato è che a 45 minuti, contro l’ultima della classe, il Napoli ha calciato una sola volta nello specchio della porta.
Il secondo tempo: Mazzarri cambia volto
Con l’avvio del secondo tempo Mazzarri cambia volto alla squadra e trasforma il modulo in un 3-4-2-1, con Raspadori e Kvara, da numero 10, dietro Simeone. Il tecnico opta poi per Zerbin a tutta fascia al posto di Politano. Il Napoli, oramai è notizia, ha il comando della gara, senza però risultare mai pericoloso. Il georgiano non indovina né un dribbling né un passaggio semplice. Forse è giunta l’ora che si accomodi in panchina. Raspadori sbaglia ogni tipo di stop e di aggancio alla palla.
Le curve urlano a gran voce: “Noi vogliamo gente che lotta”. Ed ecco che arriva, come per magia, il gol del vantaggio di Rrahmani sullo scadere. E la cosa più bella di tutte è, più della rete, la “raggia” nell’esultanza del kosovaro: maglia stracciata da dosso e corsa sotto la B.
