Bamba Dieng è una storia da raccontare

Bamba Dieng

Realtà invisibili, pene ed esaltazioni. Storie, che vale la pena di raccontare. Epifanie che hanno il valore dell’irrecuperabile e del casuale. Sabato abbiamo avuto modo di assistere ad una di queste. In Ligue 1 l’Olympique Marsiglia di Sampaoli ha fatto visita all’AS Monaco (0-2) e ha trovato la sua terza vittoria in campionato grazie ad un ragazzo di 21 anni: Cheikh Ahmadou Bamba Mbacke Dieng, attaccante senegalese che non ha soltanto segnato due goal.

67 minuti. Poco più di un’ora è bastata a Bamba Dieng per prendersi le attenzioni di tutti i presenti al Louis II. 

67 minuti, dicevamo, per siglare due reti, ma soprattuto per mostrare alla Francia intera un talento particolare, selvaggio, potente, della stessa genetica dei grandi attaccanti senegalesi che abbiamo conosciuto negli anni. Penso a Camara, a Diouf, a Mané.

Il nativo di Pikine, città di circa un milione di abitanti, è apparso nel match, ha stimolato i presagi, attraverso due conclusioni non scontate nei primi minuti, colpendo due pali. Erano un uovo che si schiude alla vita quei momenti, forse solo un antipasto, forse solo un caso. E come un caso l’ha affrontato Dieng, con la spensieratezza e il retaggio di chi non conosce il termine “arrendersi”.

Ha segnato il suo primo gol in Ligue 1 con coraggio, sfruttando una accelerazione disarmante, che ha reso impotente Matsima – il difensore avversario -, e una lucidità non comune e sfuggente alla reattività di Nübel. Ne ha fatto un altro nella ripresa, per chiudere il cerchio e la partita, rendendo onore allo splendido assist del suo compagno Amine Harit. Al fischio finale sarà rinato di nuovo – di certo agli occhi di chi lo ha visto – leggendo i suoi score, quasi documento di riconoscimento personale: cinque tiri, due pali, due goal.

Eppure Dieng non è nato ieri. Chi segue la Ligue 1 ha potuto fotografare lampi della sua brillantezza lo scorso anno, quando faceva la spola tra Marsiglia B e prima squadra, quando mise il suo nome a referto in una gara di Coppa di Francia – quella dei grandi – contro l’Abbé-Deschamps.

Dieng si è formato al Baols Baols di Sonacos, a 14 anni è entrato nell’accademia dei Diambars, a 17 ha firmato il suo primo contratto. La consacrazione è arrivata quasi subito, dopo poche partite era chiaro di essere difronte non al solito ragazzino, ma a un giovane differente.

Debutta in massima serie nel 2019-2020: è superiore ai pari età, e anche ai professionisti dell’intera Nazione. Segna 12 reti in 14 presenze, per tutti è “Bamba Gol”. 

E se la fortuna aiuta gli audaci, allora deve aiutare Dieng. Il Diambars sigla un partnership con l’OM, manderà ogni anno due dei suoi giocatori migliori alla squadra francese.

Non si discute nemmeno sul nome che sarà stampato sul primo biglietto per Marsiglia. 

Arriva sulla Canebière nell’ottobre 2020 sotto la guida di Nasser Larguet, tecnico ad interim del Marsiglia B. Affronta l’avventura come un tirocinio, conquista la riconferma. Poi, Pablo Longoria – nuovo Presidente dell’OM – in estate non ha le risorse per acquistare una riserva di Arkadiusz Milik, è inaspettatamente Dieng si ritrova con Monaco ai suoi piedi, come un principe.

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