ESCLUSIVA – Azzurro Fluido: “Garcia doveva lasciare prima, ora serve un allenatore bravo e non un traghettatore”

Chi sarà il prossimo allenatore del Napoli dopo Garcia? Sport del Sud ha provato a rispondere a questo quesito con Azzurro Fluido.

Napoli, Azzurro Fluido
Articolo di Alessandro Pierno14/11/2023

Rudi Garcia e il Napoli si preparano a dirsi addio. Sono stati solo 5 i mesi che il tecnico francese ha allenato la squadra campione d’Italia e, in questo lasso di tempo, l’ex Roma non ha creato empatia con la piazza, la stampa e anche con qualche membro della rosa. Il futuro del Napoli potrebbe essere Igor Tudor? Mazzarri? Si poteva fare di più con Garcia? A tutti questi quesiti abbiamo provato a dare risposte con Valerio (in arte Azzurro Fluido), tifosissimo e innamorato della maglia azzurra che crea contenuti per le varie piattaforme 2.0:

Valerio cosa ne pensi della situazione che si è creata intorno a Rudi Garcia?

“Garcia è arrivato alla fine del suo mini-ciclo a Napoli e purtroppo le dichiarazioni di ADL legate alle perplessità sul francese sono state poi fatali per il lavoro di Garcia. Il presidente ha provato a rimediare mettendosi a disposizione della squadra a 360 gradi, presentandosi agli allenamenti, intervenendo negli intervalli delle partite ecc, però tutto questo non ha fatto altro che mettere in difficoltà i giocatori compromettendo anche il loro rapporto con l’allenatore. Se parliamo dei numeri se non si confronta questa stagione con quella dello scudetto possiamo definirla anche un’annata “normale” per quelli che sono gli obiettivi societari. Probabilmente ad ottobre quando bisognava cambiare le alternative non hanno convinto De Laurentiis e ha riconfermato Garcia, i risultati però non sono arrivati e oggi ci troviamo a commentare l’imminente esonero del tecnico“.

Parli di stagione “normale”, però in campionato il Napoli non è ancora riuscito a fare 3 vittorie di fila

“All’interno di un discorso di dimensionamento noi tifosi ci siamo abituati bene, perchè il Napoli negli anni ha sempre avuto un crescendo. Tre vittorie consecutive sono il minimo per una squadra che vuole almeno centrare il quarto posto. Quando parlo di continuità però parlo di una squadra che all’interno della Serie A ha davanti tre club che andranno sempre, o quasi, in Champions: il Milan, l’Inter e la Juventus. Il Napoli si gioca un posto nell’Europa che conta con le romane, l’Atalanta e ogni tanto con la Fiorentina, ecco cosa intendo quando parlo di normalità. È un peccato che con Garcia si sia arrivato a questo punto, l’anno scorso il Napoli ci ha dimostrato di poter andare ben oltre quella che è la sua dimensione in Italia”.

Cosa non ha funzionato tra il Napoli e Garcia?

“Io in Garcia cercavo la credibilità, quest’anno era un qualcosa di unico perchè si arrivava a questo campionato da campioni d’Italia e serviva una figura credibile per la squadra la quale doveva riporre tutta la fiducia nel nuovo allenatore e nelle sue idee. Serviva un allenatore rivoluzionario, come quando nel 2015 arrivò Sarri, lui a quei tempi era un allenatore in crescita ma forse non era il più credibile, con le sue idee però ha prima convinto grandi campioni come Callejon, Albiol, Higuain ecc a seguirlo, e poi ha portato i risultati. Garcia non ha idee di gioco clamorose, e questo ha creato una sorta di gestione “ancelottiana” dove lui ha iniziato dal lavoro di Spalletti e poi ha provato a inserire qualcosa di suo, ma non ci è riuscito dato che le sue idee non sono rivoluzionarie. Bisogna dire che De Laurentiis quando ha scelto Garcia ha peccato di presunzione, andava ai microfoni e diceva che questo Napoli lo poteva allenare chiunque, e questa scelta è arrivata solo da ADL perchè Meluso non era ancora il nostro ds e Giuntoli aveva la Juventus in testa. Ora non si può più sbagliare, a Napoli si sta usando il termine “traghettatore“, a noi non serve questo, a noi serve un allenatore bravo che sa quel che fa. Il Napoli è in corsa per il quarto posto e deve giocare 2 coppe, non serve l’allenatore che ti fa il contentino e ti chiude la stagione incurante dei risultati. De Laurentiis ha cavalcato il malumore della piazza, Garcia non ha mai lavorato con tranquillità, infatti per me doveva dimettersi e se rimane non potrà fare meglio di come sta facendo. La squadra non si autogestirà, ma con un po di orgoglio qualche prestazione importante la faranno ma niente di più visto che il Napoli non ha le basi per un progetto”.

Dopo Verona e il secondo tempo con il Milan sembrava un nuovo inizio per il Napoli, poi gli ultimi risultati in casa con U.Berlino ed Empoli sono stati decisivi. È solo colpa di Garcia?

“Non voglio dare la colpa solo all’allenatore, ho analizzato diversi numeri mettendo a confronto i dati dei due anni di Spalletti con la stagione di Garcia, ti assicuro che i numeri sono molto simili, anzi, sembrerà assurdo ma il Napoli con Garcia muove palla anche più velocemente rispetto a quando era allenato da Spalletti. Di conseguenza anche i giocatori devono prendersi le loro responsabilità. Serve una struttura societaria forte, tutte le squadre hanno dei momenti no, e quando arrivano si devono affrontare con coesione. Garcia non convinceva nemmeno ADL che lo ha scelto, di conseguenza neanche i calciatori riescono a lavorare bene e fidarsi di lui”.

Se dobbiamo fare il gioco delle colpe chi ne ha di più? L’allenatore o chi lo ha scelto?

“Si deve partire da ADL, quando è stato fatto il nome di Garcia nessuno se lo aspettava, si parlava di Galtier e io lo stavo studiando. Poi ho studiato Garcia e già li non mi convinceva, mancava da troppo in Italia e da qualche anno aveva lasciato l’Europa, però in estate ho pensato che la sua esperienza in un’ambiente caldo come Roma poteva aiutarlo a gestire le dinamiche del Napoli. Così non è stato, ma il problema è stato continuare ad affidarci al 4-3-3, perchè per il presidente bisognava ripartire da questo modulo, il che significa che i colloqui che ha fatto con gli altri tecnici non hanno avuto i giusti argomenti e ha ricevuto tutti questi no. Se sono arrivati questi rifiuti vuol dire che non era convinto neanche lui di Garcia, e che il francese non era la prima scelta”.

Oggi mi sono imbattuto casualmente in un tuo tweet dove hai stilato la lista degli allenatori che ti piacerebbe vedere sulla panchina del Napoli. Manca però quello che sembra essere più vicino, Tudor…

“In realtà ho escluso di proposito Mazzarri, Cannavaro e Tudor proprio perchè sono quelli più scontati. Ho provato a rispondere alle seguenti domande: chi arriva dopo Garcia? Il suo successore avrà il suo stesso andamento in termini di risultati? Quindi ho cercato altri allenatore che potessero essere idonei alla piazza mettendo in mostra la loro media punti. Ci sono allenatori bravi che però hanno pro e contro, come la lingua e come i tempi di adattamenti al campionato italiano. Non è una situazione facile quella del Napoli“.

E di Tudor cosa pensi?

Il Tudor del Verona fece grandi cose, però è un allenatore che si basa su concetti come l’intensità e tante altre dinamiche. Sarebbe una rivoluzione culturale per il Napoli, e ci vorrebbe tempo per attuarla al meglio. È un allenatore che ha personalità, e in questo momento è quello che serve, io non sono riuscito a capire quanta personalità avesse Garcia e non ho mai capito quanto fosse rispettato dalla rosa. Se Tudor mostra personalità anche con il presidente e con la stampa allora forse potrà dare un segnale forte. Con il Verona e con il Marsiglia ha fatto molto bene, è un allenatore giovane, perchè dovrebbe venire come traghettatore? Deve esserci un progetto dietro e ci vuole intesa di pensiero con i dirigenti. Secondo me servono almeno 3 anni per un ciclo, come successe con Sarri. Capisco che Tudor voglia un contratto più importante a livello progettuale, ma se si vuole andare con il traghettatore allora un profilo potrebbe essere quello di Mazzarri visto che conosce l’ambiente ed è a fine carriera. Forse un altro traghettatore potrebbe essere Nicola, che da carica, però De Laurentiis deve capire che al Napoli serve un allenatore bravo per il post Garcia”.

De Laurentiis apprezza molto Italiano e Thiago Motta, visto che entrambi sono in scadenza con i loro club l’idea del traghettatore potrebbe essere una strategia per prelevare uno dei due tecnici?

“Questa intuizione ha molto senso, specialmente se si pensa che ADL ha inserito delle clausole all’interno del contratto di Garcia per separarsi dal tecnico dopo il primo anno, ciò significa che il presidente aveva messo in conto un possibile fallimento o una mancanza di risultati e Garcia sarebbe stato il tappabuchi di un anno intero per poi riversarsi su un altro allenatore. De Laurentiis è molto sensibile quando subisce certe sconfitte, si innamorò di Sarri quando il suo Empoli vinse contro il Napoli; Con Italiano la storia è simile visto che gli fa la corte da quando con lo Spezia vinse contro di noi al Maradona. De Laurentiis nel suo piccolo e nei suoi intenti mi ricorda Berlusconi, vuole imporsi nel calcio come l’ex presidente del Milan e cerca di fare questo senza gli investimenti di cui disponeva Berlusconi“.

Quale partite faresti rigiocare al Napoli quest’anno?

Napoli-Lazio, quella partita è stata l’inizio dell’incubo. Poi personalmente io odio perdere contro Sarri, è stato l’allenatore che ho amato di più e poi ci ha tradito andando alla Juve e con dichiarazioni dove poteva dipingerci meglio. Nelle ultime due vittorie della Lazio contro di noi ha rinnegato il suo gioco, perchè non ci hanno dominati. Sarri però è un allenatore intelligente, che capisce il momento e ti fa male anche senza usare le proprie armi”.

Il Napoli sta avendo difficoltà anche con i rinnovi, penso per esempio a quelli di Zielinski e Osimhen che sono due titolari che si rischiano di perdere a parametro zero

“Osimhen dopo Frosinone-Napoli fu molto chiaro “Decide il boss” riferendosi a De Laurentiis. Lui è un professionista, sa che ha ancora 2 anni, sa che il Napoli gli ha offerto un contratto importante e ha sempre parlato bene della piazza. Oggi è uscito un video durante Napoli-Empoli ADL e Osimhen stavano in tribuna a vedere la partita e il presidente saluta Victor e ignora Calenda, dopo 12 incontri vuol dire che il rinnovo non è più possibile. Se tu Napoli chiedi 200 milioni per la cessione del tuo calciatore devi corrispondere un ingaggio che sia all’altezza del valore, e così rischia di perderlo a zero. Su Zielinski secondo me il discorso è più complesso, se penso che l’anno prossimo può andar via a zero sto già male. Quando non è in campo è come se mi mancasse la terra sotto i piedi, Zielinski è fondamentale per questo Napoli, è troppo forte ed è troppo sottovalutato dalla piazza. Secondo me Zielinski ci tiene più di Osimhen a Napoli e al Napoli“.

Tolte Inter e Juve le altre stanno facendo un campionato altalenante: la fortuna del Napoli è che le altre squadra non riescono ad ingranare?

“Questo campionato ha un livello basso, i numeri delle grandi sono sempre in calo. Questo vuol dire che bastava davvero poco per rimanere competitivi per lo scudetto, l’Inter sembra essere uscita più forte dell’anno scorso, e la Juve senza coppe può dire la sua. Il prossimo allenatore deve fare leggermente meglio di Garcia e ha tutte le possibilità per riprendere in mano il proprio campionato”.