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Lo Bello: “Apprezzo le parole del ds del Torino, non le sopracciglia ad ali di gabbiano”

ranocchia belotti torino-inter

Dopo un periodo tutto sommato di relativa calma e assenza di errori grossolani da parte del Var tra ottobre e fine dicembre, con il nuovo anno stiamo assistendo ad una santabarbara di polemiche. Badate bene, tutte, o quasi, giustificatissime. È sufficiente osservare quanto accaduto nelle ultime quattro giornate di campionato per unirsi al coro e tirare un sospiro esasperato. In ordine: un fuorigioco fantasma in Fiorentina-Atalanta; un mani netto sul gol non ravvisato al monitor in Milan-Udinese; un tocco solare di un difensore sul piede di un attaccante in Napoli-Milan; dulcis in fundo il Var si ripete nel bis della domenica precedente a favore dell’altra milanese in Torino-Inter.

La tecnologia in campo fu introdotta seguendo il modello ‘on field review’ americano e deformandolo in un ibrido marchiato a fuoco FIFA. Senza quella chiarezza di comunicazione che contraddistingue quello a stelle e strisce. Infatti, anziché azzerare errori e polemiche, le ha inasprite dato la mancanza di alibi in virtù delle immagini. Eppure, si vuole trovare scusanti anche alla non perfetta inquadratura. E anche laddove vi fosse, a cosa serve la Var se si sorvola sul clamoroso rigore non assegnato al Torino per fallo netto di Ranocchia su Belotti? È davvero incredibile come da casa tutti abbiano visto lo sbaglio e chi è predisposto a segnalare questi errori (Massa, internazionale) non abbia visto nulla. Tutti errori inaccettabili che compromettono la corsa allo scudetto e alla zona Champions.

Come di consueto abbiamo cercato di fare un po’ di luce su quanto sta accadendo con il nostro interlocutore di fiducia: l’ex arbitro internazionale Rosario Lo Bello.

Mi piacciono le affermazioni del direttore sportivo del Torino Vagnati, il quale poteva vantare sopracciglia normali, non come qualcun altro con il fischietto in bocca ad ali di gabbiano. Da vero sportivo ha parlato con eleganza e sincerità. Non voglio ritrarmi, ma non ho parole. Ovviamente auguro a Massa di non scontare eccessive conseguenze, purtroppo, temo, non la passerà del tutto liscia.

Poi si parla anche di assenza di immagini. Ma ci sarà un tecnico in sala Var? Così come è uscita agli altri, deve uscire anche lì. Non è possibile che l’immagine incriminata sia in possesso della Rai e non della sala Var che costa un pozzo di denari”.

Questa mattina la Gazzetta dello Sport propone alcune opzioni tra le misure che andrebbero prese per porre fine a questo caos Var: 1. Permettere alle panchine di chiedere la revisione di un episodio; 2. Mantenere coppie fisse arbitri-Var in tutte le partite; 3. Inserire una spiegazione delle scelte nel post partita; 4. Permettere l’on field review in qualsiasi situazione. Lei come la vede?

Manca tra le opzioni quella più importante: lasciare che sia l’arbitro a decidere. Anche perché quando parliamo di collaborazione, non è che dopo il triplice fischio questi siano amici o compagni di bevute come prima, consentimi, come eravamo noi. Oggi non accade la stessa cosa, quindi, la proposta di creare coppie fisse arbitri-Var potrebbe portare a migliorare la sinergia, la conoscenza e lo stesso rispetto tra coppie di colleghi.

Allora, vogliamo regolare un po’ questa collaborazione? Ho l’impressione che le idee non siano molto chiare. A prescindere dalle considerazioni, ma non è meglio prestare un po’ più di attenzione (con tono di biasimo)?”.

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