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De Laurentiis ora è veramente solo

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©️ “DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA

Durante il seminario di Sociologia, Sport e Comunicazione, al Dipartimento di Scienze Sociali, spuntò tra i vari ospiti anche Nicola Lombardo, responsabile della comunicazione della SSC Napoli. Prima di lui, però, presero la parola Gianluca Agata, responsabile della comunicazione Napoli City Half Marathon, e Antonio Gnassi, direttore Broadcasting & Media delle Universiadi 2019.

Era il 5 aprile del 2019, e gli interventi dei due, che presentavano per l’appunto la mezza maratona e la XXX Universiade estiva, mi colpirono fortemente. Nelle loro parole emergevano la passione, l’impegno, l’entusiasmo, e soprattutto l’amore per la città di Napoli. Entrambe le compagini, poi, furono supportate da video di presentazione proiettati alle loro spalle. Le immagini mostravano il Vesuvio, il Centro Storico, i cittadini, i mercati di frutta, i sorrisi dei turisti in città.

Fu poi la volta di Nicola Lombardo, che spiegò come funzionava l’area della comunicazione della SSC Napoli. A dir la verità, dedicò molto più tempo a rispondere alle domande di noi studenti che a parlare del suo impegno lavorativo. Io ero lì con la mano alzata, ed il mio turno però sembrava non arrivare mai. Quand’ecco che il professore mi indica e finalmente Lombardo è pronto ad ascoltare la mia questione.

Gli ho chiesto perché il presidente della squadra più importante del sud Italia non valorizza mai la città ed i propri tifosi. Perché le realtà più piccole, come quelle rappresentate dai sigg.ri Agata e Gnassi, regalavano il giusto spazio alla metropoli più grande e, perché no, più bella del Mezzogiorno al contrario della sua società calcistica? Perché questi si facevano forza con le foto del Centro Storico, mentre De Laurentiis era pronto a puntare il dito, a dire che la sua azienda è l’unica che funziona a Napoli, e che qui il resto vale poco o nulla?

Mi sa che Lombardo non si aspettava una domanda simile. Iniziò a vacillare, a fare un strano giro di parole per dire che la mia percezione in realtà era sbagliata. Mi disse addirittura che il patron azzurro portò Ancelotti in giro per la città, e fu per questo motivo che l’attuale allenatore del Real Madrid dichiarò che Napoli fosse la città più bella del mondo.

Ma la realtà è diversa. Per De Laurentiis Napoli è una città come le altre. Anzi, è una di quelle che funziona peggio in Europa. Non è la città della pizza, perché quella di Roma è più buona. È una città che deve arrangiarsi, come ha sempre fatto nella sua storia, perché prima del suo arrivo il Napoli ha vinto “solo” due scudetti. E sapete cosa funziona qui? “Solo il calcio”. Il suo calcio.

La frattura che il presidente ha creato con i suoi tifosi è sempre più ampia. Ampia così tanto che è ormai impossibile da sanare. E per un lungo periodo, anzi lunghissimo, De Laurentiis era convinto di avere dalla sua parte la maggior parte della tifoseria. E contro, magari, solo i gruppi organizzati e qualcun altro “vessato dalla moglie”. Invece Dimaro ci racconta tutt’altro. Ha tutta la tifoseria azzurra contro, ogni anno sempre di più. La cessione di Koulibaly non ha certo aiutato gli umori dei presenti a Dimaro, ma non è questa la vera motivazione. È che la soluzione, caro Aurelio, ce l’hai sempre a portata di mano. Il problema è che quella mano la tieni ben nascosta in tasca. Il problema è che della città di Napoli, e dei suoi tifosi, non ti è importato mai nulla. Ora, presidente, veramente sei solo.

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