Un cinema muto per un Napoli che non soffre di vertigini

Un cinema muto per un Napoli che non soffre di vertigini

© “STADIO MARADONA” – FOTO MOSCA

“La mattina andammo a fare riscaldamento al San Paolo, Carlos (Tevez) mi parlava di questo stadio, ma io che ho giocato nel Barça mi dicevo, che sarà mai! Eppure, quando misi piede su quel campo sentii un qualcosa di magico, di diverso. La sera quando ci fu l’inno della Champions, vedendo 80.000 persone fischiarci mi resi conto in che guaio ci eravamo messi! Qualche partita importante nella mia carriera l’ho giocata, ma quando sentii quell’urlo fu la prima volta che mi tremarono le gambe! Bene, fu lì che mi resi conto che questa non è una solo squadra per loro, questo è un amore viscerale, come quello che c’è tra una madre ed un figlio! Fu l’unica volta che dopo aver perso rimasi in campo per godermi lo spettacolo!” (Yaya Touré).

Era il 22 novembre 2011 quando il Napoli batté in casa il Manchester City in una notte di Champions League. Sugli spalti si cantava, e ai più grandi tremavano le gambe. Quello, però, sembra un ricordo lontano, perché oggi allo stadio Maradona vi è un silenzio tombale.

In questa situazione, certamente un rigore sbagliato pesa più di un macigno, ed è più difficile recuperare una partita quando la sfortuna non ne vuole sapere di lasciarti andare. In sottofondo, in loop, il vociare dei singoli tifosi, mentre l’allenatore urla dalla lontana panchina, Non è così che deve andare. Non è così che dovrebbe essere in questa città.

Il Napoli è primo in classifica, grazie alle 8 vittorie su 8 partite di campionato. 24 punti sono numeri da capogiro, e nessuno in Europa ha fatto meglio degli azzurri. Continuando coi numeri, in campo non si lotta più in 12 contro 11, o in 80mila contro 11. Può sembrare ridondante, ma sta sfumando l’essenza del calcio. Immaginate se poi si dovesse vincere qualcosa: quasi si cancellano anni di canti, cori e gioie condivise sugli spalti.

Spalletti ed i suoi ragazzi volano e non soffrono di vertigini. La storia recente ci insegna che quando si è lì in alto, poi si ha più paura di inciampare, e puntualmente si cade. Oggi non è così, perché nelle ultime due sfide, le più complicate da inizio stagione, il Napoli ha cercato la vittoria con la consapevolezza di una big d’Europa. Gli azzurri sono primi, ed i tre punti sono sempre stati conquistati meritatamente.

Non fateci pentire a fine anno, perché se mai il Napoli continuasse a questi ritmi, si parlerebbe di un’annata strepitosa, ma col tifo silenzioso. Non fateci pentire a fine anno, perché farebbe ancor più male che cadere giù quando si soffre di vertigini.

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