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Napoli brutto, brutto

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© “NAPOLI ESULTANZA” – FOTO MOSCA

Missione compiuta, la partita era da vincere soprattutto perché giocata contro la peggiore squadra della serie A in questa fase del campionato, falcidiata da infortuni di ogni tipo. Si temeva l’ambiente, si è parlato addirittura di “guerra”. Questo fa capire il nostro insanabile provincialismo: dopo aver giocato partite al Meazza davanti a 75000 spettatori inferociti, a Roma due volte, a Bergamo, carichiamo vigilie di gara contro squadrette in stadi di seconda, forse terza categoria. Ma per piacere…

Come risultato ne viene fuori una partita di una bruttezza indicibile. Se la Salernitana pareva Belfagor in libera uscita dal Louvre, il Napoli le teneva ampiamente testa in versione zio Fester la sera di Halloween. Davvero uno sconcio di prestazione la nostra. Quello che ha lasciato perplessi è stato l’approccio alla gara e la condotta per tutto il primo tempo. E bisogna anche riconoscere che le cose si sono messe in discesa grazie al recupero concesso dall’arbitro, sforato di qualche secondo, altrimenti saremmo andati al riposo sul nulla di fatto e le pressioni nel secondo tempo sarebbero state diverse.

Al termine di un girone d’andata trionfale e proprio perché certe mancanze non hanno prodotto danni, vale la pena fare alcune riflessioni. Non tutti i giocatori sono uguali nella determinazione che mettono in campo, nel sentire pienamente l’importanza epocale di quello che stanno costruendo insieme a Spalletti. Ci sono professionisti e professionisti.

Di Lorenzo, Rui, Osimhen, Lobotka, Elmas, per citarne alcuni, non fanno mai mancare il loro apporto innanzitutto di sacrificio fisico e concentrazione. Sempre: si giochi contro l’ultima o la prima, rischiano le zampette e mettono in campo quello che hanno. Con i loro limiti tecnici, fisici, mentali, tattici, loro ci sono sempre.

Altri si concedono lunghe pause, che talvolta durano intere partite, si guardano bene le gambe, fanno calcoli, Dio solo sa quali. Anguissa è il secondo anno che parte a razzo e poi si siede. Si siede soprattutto mentalmente. Ieri ha il merito di aver fornito l’assist a Di Lorenzo ma prima di allora prestazione irritante: non la sola.

Zielinski: Spalletti, basta!!!  Abbiamo finalmente visto Insigne andare via, prima o poi ci libereremo anche di questo giocatore con la vis pugnandi di un panda. Ma prima di ciò, per quante altre partite lo dovremo vedere vagare sul campo senza costrutto e soprattutto senza voglia?

Lozano: abbiamo detto in tempi non sospetti che sembrava fuori dal progetto. Sta facendo passare i mesi che lo separano dalla cessione, Spalletti lo sa e ne centellina l’utilizzo, ma è un handicap non un valore.

Lodi sperticate vanno fatte invece a Meret, dopo tante critiche. È soprattutto un bravo ragazzo, molto serio: non è un fulmine in porta né sarà mai un leader, neppure della sua stessa difesa, ma si sta dimostrando ampiamente resiliente e le sue prestazioni sono cresciute proporzionalmente alla sua sicurezza.

Stiamo vivendo un sogno. Ma partite come quella di ieri, quella con la Cremonese con i titolari in campo e prima ancora quella contro l’Inter non lasciano tranquilli. Soprattutto se le prestazioni sono figlie di culi e teste “pesanti”.

Domenica con la Roma sarà una battaglia vera, non quella ridicola di ieri. Soprattutto contro un grande tecnico come Mourinho: attenzione! FORZA NAPOLI SEMPRE

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