Il Bari si illude: biancorossi rimandati al prossimo appello

Prima Sibilli, poi Edjouma, poi il nulla: il Bari spreca clamorosamente il doppio vantaggio e si fa rimontare dall'Ascoli.

Articolo di Giovanni Cortese22/01/2024

Al Del Duca va in scena l’ennesima occasione persa per i biancorossi, che lasciano per strada due punti utili a tornare in zona playoff, dati i risultati maturati in questa fitta settimana.

Mister Marino conferma il 4-3-3 visto al San Nicola la scorsa settimana, unica novità Matino in difesa al posto di Capitan Di Cesare, con la fascia di capitano che finisce sul braccio di Maita. In avanti, confermato il tridente composto da Sibilli, Nasti e Kallon.

Mister Castori manda in campo i marchigiani col solito 3-5-2, con il tandem offensivo formato da Mendes e Rodriguez. Approccio di gara più che buono per i biancorossi che riescono a sbloccare la contesa nei primi minuti di gioco, quando Edjouma viene messo giù da Falasco e, dopo un controllo al Var, il signor Ghersini indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta Sibilli, che batte Viviano e porta il Bari in vantaggio. I biancorossi galvanizzati tengono bene il campo e al 20′ raddoppiano in ripartenza: Nasti cerca e trova Kallon in profondità, il 91 biancorosso cerca e trova Edjouma in area di rigore, che calcia a botta sicura e mette il pallone alle spalle di Viviano. Il Bari, anche se cala di intensità, riesce a tenere fino alla fine dell’intervallo il doppio vantaggio.

Nella seconda frazione di gioco, dopo un’occasione in ripartenza, il Bari cala vistosamente. L’Ascoli prende coraggio e, complici gli ingressi di Pucino e Puscas, che entrano non al meglio, i biancorossi arretrano il proprio baricentro, agevolando l’Ascoli che non ha nulla da perdere. Mister Castori passa al 3-4-1-2. Sugli sviluppi di una croce, Pucino apre malamente il braccio e colpisce D’Uffizi, che va a terra. Per il signor Ghersini, ci sono gli estremi del rigore. Dal disco va Mendes, che batte Brenno, accorcia le distanze e torna in partita.

Comincia un’altra gara, con i padroni di casa che ritrovano coraggio e il Bari che va in confusione e non riesce a proporsi più avanti. L’Ascoli capisce che può rimettere la gara in equilibrio ea dieci minuti dalla fine trova il pareggio quando D’Uffizi calcia da fuori area, palla deviata che arriva sui piedi di Mendes, il quale da pochi passi mette il pallone in rete: Ascoli- Bari 2-2.

La rete dei marchigiani costa cara a Vicari, che si fa male ed è costretto a lasciare il campo per Zuzek nel finale di gara. Nelle battute finali della partita, c’è spazio anche per Menez al posto di Dorval. I biancorossi, proprio con l’ingresso del numero 7, provano a rendersi pericolosi, con l’attaccante francese che guadagna un calcio di punizione e va vicino alla rete su un tiro deviato in corner.

Tutte le azioni dei biancorossi vengono imbastite con le individualità e con i nervi, ma senza lucidità fino al 96′, quando termina il match del Del Duca e il Bari butta via una vittoria che sarebbe stata importantissima ai fini della classifica, ma soprattutto avrebbe significato trovare una continuità di prestazioni e risultati. Invece, come spesso accade, al Del Duca è andato in scena una gara a due volti: un buon primo tempo con il Bari che trova un buon approccio e riesce a sbloccare il risultato con due belle azioni, che portano al rigore su Edjouma ea una ripartenza letale sull’asse Nasti-Kallon con il primo gol in biancorosso dell’ex Steaua Bucarest, e in contrasto un finale di frazione e un secondo tempo rivedibili dove emergono i soliti limiti di questa squadra.

Limiti strutturali e di mentalità, come spesso è successo in questo campionato, impediscono al Bari di chiudere definitivamente le partite, facendosi spesso raggiungere, anche quando il vantaggio è di due reti di distacco: un film troppo visto in questa stagione. Il Bari sembra non imparare mai la lezione, non riuscendo a tenere la continuità anche nella stessa partita, a questo si aggiungono le ingegnosità dei singoli, soprattutto nel rigore assegnato all’Ascoli; Pucino non è stato impeccabile su D’Uffizi, mentre nel gol del pareggio dell’Ascoli la squadra è sembrata statica nella deviazione che ha consentito a Mendez di battito Brenno.

Questa volta destano qualche perplessità anche le scelte di Mister Marino nei cambi. Non si spiega come sia stato possibile richiamare Kallon per Pucino, andando a toccare gli equilibri sull’out di sinistra su una catena Dorval-Kallon che era più che efficiente. Così come non si spiega come sia potuto entrare a Puscas, arrivato il giorno prima con un solo allenamento nelle gambe, e lasciare Menez in panchina per schierarlo negli ultimi minuti di gara.

La gara del Del Duca forse ha messo in evidenza quanto la coperta sia corta sia in difesa sia al centro. Auspicando che l’infortunio di Vicari sia meno grave possibile, sarebbero utili un esterno sinistro vice Ricci, ma soprattutto una mezzala già pronta che possa far rifiatare Edjouma prima di quanto abbai fatto Lulic, che ha ancora pochi minuti di autonomia a disposizione. Infatti, se è vero che l’ex Frosinone deve trovare la forma giusta, è anche vero che il Bari non può aspettare a lungo un calciatore nel girone di ritorno. Auspicabile, dunque, l’arrivo di una mezzala, così da consentire al centrocampista croato di recuperare la migliore forma.

Ciò che resta della gara del Del Duca è l’amaro in bocca di un’occasione sprecata e la delusione per una squadra che non riesce a compiere il passo che serve per essere definitivamente competitiva e non vivacchiare a metà classifica in un campionato che fino a ora è stato anonimo. Il Bari, se vuole disputare una seconda parte di campionato differente e dare una svolta a una stagione che fino a ora è stata contraddistinta da alti e bassi per raggiungere i playoff, distanti ora due punti e obiettivo di questa stagione dichiarato dalla società stessa, deve darsi una scrollata e subito, a partire dalla prossima partita in programma sabato 27 gennaio quando al San Nicola arriverà la Reggiana per la ventiduesima giornata di campionato (fischio di inizio H. 16.15).