Cittadella-Napoli 1-3: l’esordio di Reja e il primo gol in azzurro di Montervino

Il 23 gennaio 2005 faceva il suo esordio sulla panchina del Napoli Edy Reja. Nel 1-3 contro il Cittadella fu grande protagonista Montervino.

Montervino
Articolo di Luca Piedepalumbo23/01/2022

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Diciassette anni fa il Napoli non lottava per ottenere una posizione in zona Champions League, né tantomeno contendeva lo Scudetto a squadre come Inter, Juventus e Milan. Tuttavia, il San Paolo era quasi sempre gremito e l’entusiasmo alle stelle.

Dopo il dolore del fallimento, si apriva l’era De Laurentiis, un nuovo esaltante capitolo della storia del club partenopeo. Si sognava la promozione in Serie B. In campo non c’erano i vari Cavani, Higuain, Hamsik o Koulibaly, nessun campione. Ma calciatori affamati, grati per la maglia che indossavano, per i quali il Napoli rappresentava l’occasione della vita.

Il 23 gennaio 2005, diciassette anni fa, il Napoli non giocava a San Siro o all’Olimpico, ma contro il Cittadella, in Serie C, allo Stadio Euganeo di Padova, davanti a circa 2500 spettatori. Quel pomeriggio fece il suo esordio sulla panchina azzurra Edoardo Reja, reduce dalla promozione in Serie A con il Cagliari, subentrato a un deludente Gian Piero Ventura. Pierpaolo Marino affidò all’allenatore friulano il compito di risollevare il Napoli, lontano ben 15 punti dal Rimini capolista.

La squadra partenopea, che non vinceva da 112 giorni in trasferta, passò sul campo del Cittadella con un perentorio 1-3 che mostrava i segnali di un collettivo in crescita. La punta di diamante era Emanuele Calaiò, a centrocampo ci si affidava alle geometrie e all’esperienza di Gaetano Fontana, in difesa la coppia di centrali Scarlato-Ignoffo garantiva solidità e compattezza alla squadra.

Protagonista del match fu Francesco Montervino, in campo all’ultimo momento al posto di Montesanto. Il centrocampista andò a segno per la prima volta in maglia azzurra, con un’ incornata di testa su assist di un giovanissimo Ignazio Abate e servì al Pampa Sosa la palla del terzo gol partenopeo. Per non farsi mancare nulla, allo scadere il numero 4 fu protagonista anche di un rocambolesco autogol, spedendo alle spalle di Gianello un cross di Milani proveniente dalla destra.

Il successo ottenuto all’Euganeo, oltre a rilanciare le ambizioni del Napoli, fu importante anche perché giunto attraverso una prestazione soddisfacente sotto molteplici punti di vista. In campo si vide finalmente una squadra cinica, pratica e a tratti anche cattiva. Come allora richiesto a gran voce dal presidente De Laurentiis: meno belli, ma più concreti.

Quello 2004/2005 fu un campionato amaro per i tifosi azzurri. Il Napoli, infatti, perse la Finale Playoff nel doppio derby contro l’Avellino. Tuttavia, grazie soprattutto al lavoro del tecnico Edoardo Reja, quella fu anche la stagione della svolta per il club azzurro, che negli anni successivi raggiunse la doppia promozione e la tanto agognata Serie A.

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