Esiste una cultura dello sport in Italia?
Ci si è ridotti a considerare sport solamente il professionismo. Tutto quel che c’è sotto è diventato incredibilmente solo un hobby.

Non so se vi è mai capitato, in questa era Social, di imbattervi in contenuti che, per forza di cose, generano interazioni pazzesche, numeri abnormi che portano a galla, oltre a qualche bella testimonianza, anche tanta, tantissima spazzatura.
Lavorando molto sulle piattaforme del signor Zuckeberg, sono molto attento a questi tipi di contenuti, specialmente perché spesso e volentieri suscitano in me riflessioni che, a loro volta, costruendo sul “letame” Social, provano ad aprire dibattiti civili.
Digressione iniziale a parte, volevo parlarvi del post in cui mi sono imbattuto ieri.
Su di un blog molto conosciuto a livello nazionale, uno di quelli dove nessuna notizia “sfugge via” si parlava del ritorno all’attività di un ex calciatore professionista, rimessosi gli scarpini per respirare nuovamente calcio tra i dilettanti.
Tra qualche messaggio spiritoso e qualche altro meno, mi è comparso qualcosa che ha catturato in maniera particolare la mia attenzione: “I goal nei campionati amatoriali, UISP, CSI, ecc. non valgono nulla”
Capite che, una frase del genere, letta da uno scarsissimo attaccante di periferia, il sottoscritto, crea non pochi fastidi.
Al di là del commento per ribattere, quel che mi ha davvero smosso la coscienza, è stato un quesito che incontro spesso: in Italia esiste una cultura dello sport? Dell’attività sportiva?
Mi pare che ultimamente ci si sia ridotti a considerare sport solamente il professionismo, tutto quel che c’è sotto è diventato incredibilmente solo un hobby. Un passatempo.
Questo, a mio avviso, è un pensiero diffuso anche per il caos presente nella società odierna, una cloaca che raccoglie la frenesia di una vita che non ammette fughe dal mero “lavorare”.
Spesso e volentieri, parlando con molti miei coetanei, mi accorgo di quanti mollino per motivi di lavoro, per orari che non concedono spazio ad altro se non che al dare.
Così, con un sistema che via via si logora sempre di più, lo sport perde ogni giorno un pezzo della sua credibilità: non agli occhi dell’appassionato che continua a praticare “fottendosene” dei giudizi, ma agli occhi di quello stesso giudicante, quello che probabilmente non ha mai messo un piede su un campo di calcio, basket, pallavolo e via dicendo. Ma che comunque si prodiga in affermazioni di questo tipo, incantato dalla sua autostima.
Che poi questa persona si sarà resa conto, scrivendo, di cosa voglia dire fare goal (indipendentemente dalla categoria)? Soddisfazione personale, benessere fisico, salute mentale.
Se tutto ciò è diventato nulla significa che il calcio, tutto quanto, ha smesso di appartenerci.
