L’Empoli è facilmente penetrabile: non segnare vuol dire non essere all’altezza

L'Empoli di Andreazzoli è una squadra dal progetto tecnico molto interessante: i toscani, però, dietro lasciano molto a desiderare.

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Articolo di Lorenzo Maria Napolitano24/04/2022

© “EMPOLI – PARISI” – FOTO MOSCA

I sogni scudetto del Napoli restano ancora legati alla toscana: come Sarri, Spalletti, la Fiorentina, adesso la storia passa per il Castellani. L’Empoli di Andreazzoli rappresenta una di quelle squadre con un progetto tecnico più che interessante, nonostante è forse il più trascurato finora. I toscani avevano guadagnato poche attenzioni in estate, soprattutto dopo l’addio di Alessio Dionisi, che nella scorsa stagione è stato il principale artefice della loro promozione dalla Serie B e che è finito sulla panchina del Sassuolo. L’Empoli aveva salutato un allenatore giovane e ambizioso, per riabbracciare quello con cui il club era retrocesso poco tempo fa.

Innanzitutto la rosa è piuttosto giovane (ha la seconda età media a partita più bassa della Serie A con 23.8 anni), e sta mostrando una proposta di gioco abbastanza efficace nei risultati. Salvo quanto accaduto nella seconda metà di campionato, in cui – inspiegabilmente – hanno faticato ad arrivare vittorie. Infatti, l‘ultima vittoria dei toscani risale a dicembre, quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Cutrone castigò gli azzurri. Da lì, partita stregata.

Bajrami, il sole della squadra di Andreazzoli

La squadra toscana gioca un calcio molto intenso, verticale, orientato alla riconquista veloce del pallone e agli attacchi rapidi in transizione. L’obiettivo è provare a smarcare sempre un calciatore dietro le linee per poter mandare in tilt il sistema difensivo avversario. Il giocatore principale è Bajrami che con la sua abilità nello smarcarsi e nel rifinire è spesso centrale nelle sortite offensive. L’albanese è infatti molto abile negli spazi stretti e nel rifinire intorno agli ultimi 25-30 metri dalla porta. Queste sue qualità gli permettono di potersi rendere pericoloso per la difesa avversaria. Le sue prestazioni, condite da sei reti e cinque assist, hanno provocato un interessamento da parte dei top club di Serie A, tra questi anche il Napoli.

Giuntoli aveva valutato l’albanese per sostituire il partente Lorenzo Insigne. Membro di un prolifico reparto offensivo, questo è uno dei punti di forza della squadra, insieme al pressing alto; buona intensità durante la partita; riaggressione e pressione continua; inserimenti continui delle mezzali in area di rigore. Inoltre, i toscani sono la terza squadra per km percorsi in questa stagione.

I punti deboli della squadra

Se da un lato abbiamo esaltato le capacità offensive della squadra di Andreazzoli, lo stesso non si può fare per il reparto difensivo: non si cade in errore se lo si definisce il punto debole della squadra. Soprattutto in campo aperto, i difensori trovano più di una difficoltà. Questa, figlia della lentezza dei centrali. Nonostante ciò, l’Empoli gioca a viso aperto… un invito a nozze (almeno così dovrebbe essere) per Victor Osimhen. Anche le marcature in area di rigore vengono spesse perse dai difensori, per non parlare di quelle fuori area, ed anche qui, il Napoli spesso sa essere letale. Insomma, generalizzando l’Empoli è una squadra che, a causa della difesa, subisce molti gol. Di testa, da fuori area, su ripartenza. Una squadra che mira allo scudetto, non può non approfittare dei regali, in termini di spazio, della squadra di Andreazzoli. Insomma, la squadra non ha ancora trovato il giusto equilibrio nelle due fasi, ma le sue prestazioni sono state più convincenti di quelle delle principali candidate alla retrocessione.

Difatti, nonostante sono passati quattro mesi dall’ultima vittoria, i toscani godono comunque di un’ottima posizione in classifica. Anche con le big, comunque, la squadra è dimostrata competitiva: ha battuto la Juve in trasferta, parzialmente limitato Roma e Inter e avrebbe meritato qualcosa in più contro la Lazio. Sul Napoli, già detto.

Come una squadra che subisce tanto può essere così pericolosa? una fase di possesso vincente

L’Empoli costruisce generalmente dal basso, utilizzando tutti i 4 difensori più un centrocampista, che solitamente era Ricci (ora approdato al Torino). È probabile che questo ruolo venga preso da Stulac, giocatore con spiccata attitudine di regia.  Quindi è corretto dire che i toscani costruiscono con un 4+1, coprendo il campo sia centralmente, che lateralmente con i due terzini. L’Empoli non ha una retroguardia particolarmente dotata a livello tecnico.

Questo fa sì che se la formazione avversaria inizi a pressare in maniera intensa, fino quasi sul portiere, i toscani non abbiano spiccate capacità nell’uscire palla al piede. Per evitare quindi il rischio di perdere la sfera in zone pericolose, la difesa o il portiere (Vicario), rilanciano direttamente in avanti. È il cosiddetto “attacco diretto” su Pinamonti. L’attaccante dell’Empoli è discretamente abile nel gioco aereo, e sa prendere bene posizione sul difensore avversario. La ricerca della seconda palla per mantenere il possesso è anch’esso aspetto fondamentale della tattica di Andreazzoli.

I problemi, iniziano nella fase di non possesso. Non è tanto l’atteggiamento che assume la squadra quando è senza palla, ma è la difficoltà da parte della retroguardia di difendere con ordine e attenzione in area di rigore. Sono evidenti, infatti, cali di concentrazione e blackout. Per questo motivo il tecnico Andreazzoli vuole evitare che la squadra difenda troppo bassa o addirittura in area di rigore, dove può andare in difficoltà.

Questo porta ad un atteggiamento molto aggressivo e a una pressione altissima fino sul giro palla del portiere avversario. Questa strategia viene utilizzata anche dal Torino, ovvero difendere alto per non andare in difficoltà nelle marcature posizionali vicino alla propria porta

L’ultima chiamata

Quanto, invece, all’importanza del match, su questa non c’è da discutere più di tanto: quattro giornate ancora da disputare, esclusa questa, e le milanesi, l’Inter soprattutto, spingono forte per lo sprint finale. Dopo le prestazioni con Fiorentina e Roma, questa è davvero l’ultima chiamata per restare aggrappati al treno scudetto. Persa questa, perso tutto. Salvo catastrofi delle due squadre davanti.