fbpx

Vincere aiuta a vincere: lo sta scoprendo anche il Napoli

osimhen

© “OSIMHEN” – FOTO MOSCA

Il Napoli piace, ma soprattutto si piace. La sensazione di compiutezza che sta trasmettendo da settimane adesso sembra abbia pervaso anche gli stessi giocatori, e non si tratta di vanità: quella è fine a sé stessa. Sperimentano linee di passaggio, azzardano il dribbling o il controllo orientato: ogni cosa dà l’impressione di essere al posto giusto. Il gioco espresso resta semplice e leggero, niente di codificato o esasperato, può succedere sempre qualcosa di bello quando la squadra aumenta i giri. Lo fa in modo compatto, univoco ed efficace.

Il Cagliari ha dovuto confrontarsi con questo tipo di realtà. Per la prima volta, probabilmente, il Napoli ha dovuto affrontare un avversario che ha cominciato la gara col chiaro intento di subire il meno possibile, anche in situazione di svantaggio, magari sperando in qualche colpo di coda finale. Anche questo esame è stato ampiamente superato. Lo scarto non è quello delle ultime uscite, ma gli spettatori che hanno riempito il Maradona hanno potuto godere di un’altra ottima prestazione.

La consapevolezza, nei singoli e nel gruppo, cresce a vista d’occhio. Osimhen si è confermato una presenza incisiva in area di rigore, senza far mancare l’apporto in fase di non possesso. Discorso analogo per Lorenzo Insigne, un capitano al servizio della squadra, a suo agio in questa veste, anche se le trattative per il rinnovo ancora non decollano. Dal momento che ripetere giova, impossibile non menzionare Anguissa, sempre più accademico e pulito nel modo di giocare e dare ritmo alla manovra.

Il risultato è una partita mai in bilico, che ha avuto il solito andamento: il Napoli per i primi minuti lascia l’iniziativa, prende le misure, segna, controlla la gara, mette al sicuro il successo e gestisce ciò che resta della sfida. I tanti tocchi del finale innervosiscono molto più per l’impotenza percepita dall’avversario che non per lo scherno. Gli azzurri ad un certo quasi non corrono più, lasciando libertà d’iniziativa all’impeto dei subentrati. Insomma nessuna grande novità, specialmente in classifica. Ma – come si dice – “nessuna nuova, buona nuova”.

Leave a Reply

Your email address will not be published.