Esclusiva – Sickwolf: “Coi soldi di Zielinski non trovi un altro Zielinski”
A Sport del Sud lo youtuber Sickwolf analizza le strade intraprese da Napoli e Roma, e come queste possono cambiare nella prossima stagione.

È ormai tradizione correre su YouTube ad ogni fine gara della Roma per ascoltare i commenti e i punti di vista di Sickwolf. I contenuti del tifoso giallorosso oscillano, come un pendolo, tra l’accurata analisi di una partita e l’ormai consueto supersfogo di stampo folkloristico. Ciò rende Simone uno dei personaggi più simpatici della piattaforma video e del mondo giornalistico.
Simone, il Napoli, ancora una volta, sfiora lo scudetto e rimanda il discorso al prossimo anno. Cosa manca per lo step finale?
“Ho un pensiero ben preciso sulle squadre che non siano le vincenti Juve, Inter e Milan. Queste tre, quando hanno vinto, avevano sempre la rosa più forte. La Roma del 2001, ad esempio, vinse lo scudetto all’ultima giornata. Aveva tanti punti di vantaggio e nelle ultime giornate iniziò a venire meno. È un discorso di mentalità, e la mentalità la ottieni acquistando giocatori di mentalità. È difficile, però, per squadre che non hanno un grande monte ingaggi, comprare calciatori simili. I campioni, il Napoli, se li crea a Napoli.
Cavani e Lavezzi ne sono l’esempio. Il discorso è uguale per la Roma: Salah, Alisson, Marquinhos e Rudiger ce li siamo creati a Roma. Non avevano la mentalità vincente all’epoca”.
Zielinski e Fabiàn Ruiz hanno deluso le aspettative. Dovevano essere il punto forte della squadra ma sembrano dei pesci for d’acqua. Seguendo uno dei format del tuo canale YouTube, ti chiedo: “li tieni o li scarti“?
“Ne venderei uno dei due. Per me il giocatore che deve rimanere a Napoli, perché fondamentale, è Zielinski. Sa fare tutto a centrocampo: tra Udine, Empoli e Napoli ha fatto il mediano, la mezzala, l’interno, il trequartista, l’ala: è ovunque. Poi credo che il crollo degli azzurri abbia penalizzato entrambi i calciatori. Ma ci son state anche tante varianti, dagli infortuni alla Coppa d’Africa. Poi c’è da dire che Spalletti ha quel suo “periodo di crisi” ogni anno.
Detto ciò, terrei Zielinski. Se poi potessi scegliere terrei entrambi. Fabiàn, però, ha tanto mercato, soprattutto in Spagna, a cifre surreali, forse anche più del valore che il calciatore porta al Napoli. Piotr ha poco mercato, e coi soldi che prenderesti per Zielinski non trovi un altro Zielinski”.
Sei un tifoso della Roma e conosci bene Spalletti…
“Ho avuto alti e bassi con Spalletti, ma per un romanista è normale. Ti dico che Spalletti è il punto di forza del Napoli. Trasforma qualsiasi calciatore medio in calciatore valido, a differenza forse di ciò che ha fatto Mourinho con i vari Villar, Diawara, Mayoral. Però Spalletti ha dimostrato di non esser vincente. Non ha mai vinto uno scudetto: gli manca sbloccarsi”.
L’anno prossimo il Napoli dovrà fare a meno di Lorenzo Insigne. È il momento giusto per separarsi?
“Non è mai il momento giusto per separarsi. Da tifoso di calcio sono cresciuto col mito di Totti e, nonostante Insigne abbia avuto degli alti e bassi, l’ho sempre visto come uno che ha iniziato la carriera al Napoli e avrebbe dovuto concluderla al Napoli. Faccio fatica a pensare come gli azzurri possano sostituire Insigne”.
Il prossimo anno in carreggiata scudetto ci saranno anche Roma e Lazio?
“Molto difficile. Con Mourinho pensavo avremmo fatto un grande mercato, e in realtà non è arrivato nessuno di così importante. Quello della Roma è stato più un mercato di riparazione estivo, nel senso che sono stati acquistati calciatori per sostituire quelli andati via, come Abraham per Dzeko, Viña per Spinazzola, Oliveira per Diawara. La vedo difficile per la corsa scudetto, ma spero in un piazzamento in Champions. Certo, dobbiamo sperare in un crollo delle quattro davanti, perché restano loro le più forti.
Per la Lazio il discorso è ancora più difficile. Credo che i biancocelesti siano un anno dietro di noi, ed il nostro mercato dello scorso anno sarà il mercato della Lazio di quest’anno. Probabilmente perderà Acerbi, Luiz Felipe andrà via a parametro zero, forse partirà Milinkovic-Savic. Poi alcuni sono venuti meno: Lazzari ha faticato, Hysaj ha fatto molto male, Pedro e Felipe Anderson si sono spenti durante la stagione. C’è da dire, però, che Sarri fa molto bene al suo secondo anno. Intanto adesso si parla di due nomi per il calciomercato dei biancocelesti: Fagioli, che però è una scommessa, e Romagnoli, che va in scadenza col Milan”.
Sei uno dei pochi che, sin dall’inizio, ha difeso Mourinho a spada tratta. Cosa serve ora per fare il salto di qualità?
“Sicuramente serve un mediano, poiché Mourinho gioca con il 3-4-2-1, con gli esterni a tutta fascia. Veretout sembra esserti perso, anche se sicuramente è anche colpa dell’allenatore, perché non si diventa scemi tutto assieme (ride ndr). Poi ho fatto fatica a capire l’acquisto di Oliveira. Il mister chiedeva fortemente un centrocampista difensivo, poi arriva il portoghese che è molto offensivo, e anche molto lento, e Mourinho era entusiasta. Chiuso il mercato dice di nuovo “Sì, però mi manca il centrocampista”. È una mossa che non ho capito. Si parlava di Xhaka lo scorso anno, si è parlato di Matic… Tutti molto interessanti, ma vediamo come si evolverà.
Bisognerà capire, poi, come rientra Spinazzola. Se sta bene e hai Zalewski lì su quella fascia sei coperto. Forse prenderei un panchinaro a destra, perché oltre Karsdorp hai Maitland-Niles e Santon e no, non si può fare… e visto che Zaniolo sembra sempre sul piede di partenza, e la Roma non gli ha ancora rinnovato il contratto, forse prenderei un trequartista.
Poi in difesa non so. È vero che hai quattro difensori per tre posti, ma ne prendi un altro che possa fare il titolare? La Roma ha Ibanez, Mancini, Kumbulla e Smalling, che sono tutti buoni ma nessuno è Koulibaly. È come se avessi tutti Rrahmani. Capiremo se uscirà qualcuno”.
Concludendo, scambieresti il tuo Abraham con il mio Osimhen?
“L’anno scorso si faceva una domanda simile con Theo Hernández e Hakimi. Io ti rispondo come credo avrebbero risposto un tifoso del Milan e dell’Inter al tempo, e ti rispondo come se fossi adesso un tifoso del Napoli: no! Ma non perché uno sia più forte dell’altro. Sono due calciatori diversi, magari Abraham aiuta più la squadra ed è più carismatico, mentre Osimhen è più veloce, attacca meglio gli spazi ed è più esplosivo, ma per me questo è uno scambio che i tifosi del Napoli e della Roma direbbero no. Tu ti tieni quello che hai!”
