Un suicidio che toglie forze al campionato
Un Napoli con la coda tra le gambe perde partita e forze preziose in vista del campionato. La Fiorentina vola, meritatamente, ai quarti di finale.

©️ “SPALLETTI” – FOTO MOSCA
Nel freddo di uno stadio Maradona semivuoto, il Napoli cede contro la Fiorentina. La squadra di Italiano, ferita dalla brutta batosta subìta a Torino nel posticipo di lunedì, scippa la qualificazione per i quarti di finale di Coppa Italia.
Esordio dal primo minuto per Tuanzebe, che prende il posto di Juan Jesus. È proprio suo il primo intervento difensivo della partita. Protagonista in negativo, però, sul gol di Vlahovic: prima prova l’anticipo sull’attaccante e poi non riesce a recuperare in scivolata.
Gli azzurri, col classico 4-2-3-1, cercano più volte l’imbucata centrale, e nei primi minuti sembra essere la chiave di lettura per cambiare il risultato sul tabellino. Le manovre più pericolose, però, sono state sprecate più volte da Elmas e Petagna. Ben studiate anche le palle profonde indirizzate agli esterni, quasi come se a comandare l’attacco ci fosse Osimhen.
A creare maggiori disagi al Napoli, però, che dal 20esimo alla fine dei 90 minuti ha tirato il freno a mano, è stato Saponara. Il trequartista galleggiava tra le linee senza dare punti di riferimento, come un classico numero 10. Il calciatore viola ha cercato (e trovato per la maggior parte dei primi 45 minuti), filtranti per Vlahovic. Gli azzurri, schiacciati, non possono fare altro che attendere concentrati e ripartire. Dopo l’espulsione di uno sciagurato Dragowski, la Fiorentina non si disunisce ed aggredisce come se giocasse in 12 contro 11. Il Napoli, d’altro canto, non modifica il suo atteggiamento restìo e passivo.
In parità numerica, dopo l’espulsione del subentrato Lozano, gli azzurri non reagiscono e continuano a tenere nascosta la coda tra le gambe. Mertens sulla trequarti, oggi come in tutte le partite in quella posizione, perde di profondità. Il belga è murato da Petagna. Il gol, da fermo, è frutto della sua follia.
Con l’avvento dei tempi supplementari, e con la seconda espulsione azzurra (come se non bastasse) il Napoli spreca forze preziose in vista del campionato. L’ingresso di Cioffi non ha migliorato la già tragica situazione.
Il migliore ed il peggiore del Napoli
Con Lobotka in regia è come se il Napoli giocasse con un uomo in più a centrocampo, poiché lo slovacco, palla al piede, supera sempre almeno un avversario. Gli uomini di Spalletti, infatti, si rendono pericolosi principalmente con le sponde al centro del campo. A ricevere è quasi sempre Petagna, che sfrutta il passaggio teso del regista e spizza ad uno dei compagni di reparto: il pallone viaggia ad alta velocità, dalla difesa agli ultimi 15 metri.
Elmas, non al pieno della brillantezza, sembra un aquilone in un cielo ventoso. Il macedone prima cerca la giocata, perdendo i tempi necessari per essere pericoloso, poi vola a destra e sinistra, alla ricerca disperata di un pallone da strappare tra i piedi avversari. Nel secondo tempo, invece, oltre ad un colpo di testa poco pericoloso, è invisibile.
