Quando a Napoli c’era l’Audax: la squadra del popolo che sfidò il Naples Football Club
Per “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani riporta alla luce l’epopea dell’Audax, la società che nei primi del Novecento osò contendere al Naples FBC i trofei cittadini. Campi improvvisati, porte traballanti, giovani reclutati tra ginnasti e canottieri, la Coppa Salsi come mito fondativo: un frammento di storia che racconta come Napoli abbia costruito il suo calcio molto prima del Napoli.

Il calcio degli inizi era qualcosa di epico: Napoli iniziò a respirare il pallone su campi di fortuna, tra l’odore di terra bagnata e quello acre del fogliame incenerito, in un contesto nel quale il calcio non era solo sport ma appartenenza, ambiente e sogno! Nerboruti e baffuti giovanotti dai capelli impomatati (non di rado con la retìna per capelli in testa n.d.r.), reclutati allo scopo tra ginnasti, canottieri e studenti universitari, cominciarono a dare calci ad un pallone più pesante e meno elastico, sguazzando nel fango e tirando verso porte che rischiavano di crollarti addosso.
Nella pionieristica storia del calcio d’inizio Novecento, a Napoli, un posto di rilievo l’occupa di diritto la squadra dello Sport Club Audace (conosciuta a Napoli anche come Audacia Napoli o più comunemente come Audax). Poiché le fonti storiche sono alquanto limitate, ci limiteremo a collocare la sua nascita tra il 1905 ed il 1908, ad opera di un gruppo di promotori che rispondevano ai nomi di Gustavo Romano, dei fratelli De Giuli e del portiere Giuseppe Cangiullo detto Pepèn che giuocò al calcio fino al 1924. I colori sociali furono dapprima il bianco/verde mentre, in seguito, venne adottata la divisa viola bordata di giallo.
La prima partecipazione attestata della squadra ad un campionato nazionale risale al 1908, anno in cui lo S.C. Audace si iscrisse al Campionato Regionale di Terza Categoria. Del girone facevano parte la Società Sportiva Napoli (colori sociali rossonero e da non confondere con l’Associazione Calcio Napoli nata poi nel 1926), il Naples Foot-Ball Club (divise biancazzurre) e l’aristocratico Open Air Sporting Club (divisa di gioco dai colori bianco e violetto). Per la cronaca, dopo partita di andata e ritorno, la finale si svolse tra la S.S. Napoli ed il Naples F.C., con la vittoria di quest’ultima.
L’anno successivo, viceversa, fu lo S.C. Audace ad aggiudicarsi il Campionato Regionale di Terza Categoria. La Guerra di Libia prima, e la “Grande Guerra” dopo, concorsero a distogliere, tragicamente, i giovani dalla pratica calcistica e sportiva più in genere.
Lo S.C. Audace, nel 1919/20, giocò nel Girone A del Campionato Promozione Campania (all’epoca era la seconda serie); l’anno successivo fu ripescata in Prima Categoria ed inserita nel Girone B, unitamente a Internazionale Naples, Bagnolese e Pro Napoli. Purtroppo, perse tutte le partite, retrocedendo in seconda divisione. La formazione base di quell’annata era: Cassandra, Postiglione, Picone, Smith, Lopez, D’Aversa, Laterza, Beatrice, Mercadante, Gesummaria, Galante II.
Intanto a Napoli, nel 1917, era sorta l’Unione Sportiva Audace che coesisteva con lo S.C. Audace. La nuova società nel 1923/24 giocò – a livello regionale – sia il Campionato di Seconda Divisione, sia il Campionato di Terza Divisione (con la seconda squadra), di cui sarà Campione. Nel 1924/25 risultava iscritta al Campionato di Seconda Divisione.
Qui si fermano le notizie storiche “alligata et probata” sullo Sport Club Audace. Oltre quel limite di carte ingiallite e registri incompleti, però, comincia un’altra storia, quella che non si scrive ma si tramanda. Nei cortili, nelle cucine, nelle sere d’inverno, i nonni raccontavano di una squadra che il popolo chiamava Audax, con affetto e rispetto. Dicevano che, anche dopo la guerra, quando Napoli provava a rialzarsi tra macerie e desideri, quel nome continuava a circolare come un segno di stima, quasi un piccolo orgoglio cittadino: l’Audax era una squadra che valeva nei campionati minori, che si ricordava, che non si confondeva con le altre. Uno di quei ricordi che resistono, ostinati, quando i documenti finiscono e inizia la memoria viva delle persone.
Tuttavia, c’è un altro evento sportivo che merita di essere ricordato nella storia di questo club.
Intendo riferirmi alla Challenge Salsi (o Coppa Salsi), istituita dall’imprenditore e mecenate napoletano Luigi Salsi (Napoli, 1889 – 1933). Fu tra i fondatori del Naples Foot-Ball Club (la vera madre dell’attuale squadra di calcio del Napoli. La “leggenda” narra che la squadra nacque in una pizzeria di Via San Severino n°43, gestita da tale Guglielmo Matacena ad opera di Salsi, William Poths, Hector Bayron ed i partenopei Conforti e Catterina).
A beneficio dei lettori va precisato quanto segue: abbiamo, in precedenza, assistito al fiorire di molte squadre di calcio cittadine ma, all’epoca, la Federazione ed il movimento calcistico non erano organizzati come lo sono oggi né – tantomeno – c’erano gli investitori contemporanei. Proprio per questo, il calcio partenopeo si confrontava, al suo interno, attraverso trofei cittadini spesso messi in palio all’occorrenza, andando talvolta a disputare anche tornei al di fuori dei confini regionali.
Fu questo il caso della prefata Coppa Salsi, istituita nel 1908, che il Naples Foot-Ball Club si aggiudicò definitivamente nel 1911, dopo averla vinta per due anni, sempre in finale contro lo S. C. Audace.
Troppo forte il Naples F.B.C. di quegli anni, con i primi grandi nomi del calcio napoletano come Bayron, Jackson, Maier, Garozzo, il portiere Saltmarsche e l’ala Michele Scarfoglio, quarto ed ultimo figlio di Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao.
Onore al Naples FBC, dunque, vincitore della sua prima coppa, ma un ricordo anche per una squadra che ha concorso a diffondere e ad onorare il calcio nella nostra città.
