Internapoli, l’altra anima calcistica di Napoli: ascesa, miti e declino di un sogno biancoceleste

Per “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani ripercorre la storia dell’Internapoli, la squadra che per decenni contese al Napoli il secondo posto nel cuore cittadino. Dalle origini nel Cral Cirio agli anni d’oro del Collana, tra Massa, Chinaglia, Wilson e Vinício, fino al lento dissolversi di un progetto che aveva sfiorato la Serie B e acceso le ambizioni di un’intera comunità.

Articolo di Giancamillo Trani11/01/2026

Le grandi e medie città  italiane del Nord  hanno tutte due squadre di calcio, fenomeno che investe anche grandi capitali europeee: la sola Londra, megalopoli da oltre nove milioni di abitanti, nella stagione 2025/26 ospita ben sette clubs della Premier League a venti squadre!

E nella nostra città? Accanto al grande Napoli, due squadre si sono disputate, con merito, il podio del secondo posto cittadino nel calcio: l’Internapoli ed il Campania Ponticelli.

I miei lettori sanno già che, nei primi anni del XX secolo, Napoli ospitava l’Internazionale Naples che, in seguito, parteciperà alla fusione propedeutica alla nascita del Calcio Napoli, nel 1926.  Nel 1909, al Vomero, giocava la S. S. Alba Napoli (da alcuni conosciuta anche come A. C. Vomero), che disputò sempre tornei minori.

Per iniziativa dell’imprenditore Francesco Cirio, piemontese, Presidente dell’omonima industria alimentare – conserviera, nel 1935 venne fondato il CRAL Cirio (o Dopolavoro Cirio) che rilevò l’Alba Napoli  e si spostò a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli. Il sopraggiungere della II Guerra Mondiale non consentì lo sviluppo delle ambizioni del fondatore, né le cose mutarono nel Dopoguerra.

In pieno boom economico, nel 1964, Giovanni Proto e l’indimenticabile Carlo Del Gaudio (che sarà anche Capo Delegazione della Nazionale italiana al trionfale Mundial ‘82) diedero vita ad un nuovo sodalizio calcistico, rilevando i titoli sportivi del CRAL Cirio e della Società Calcio Flegrea, fondando così l’Internapoli Football Club. I due imprenditori riportarono la sede al Vomero,  allo Stadio “Arturo Collana”, e la iscrissero al Campionato di Serie D, con nuovi colori sociali che passarono dal verde al bianco-celeste. Molti dei giocatori della nuova società provenivano proprio dal Cral Cirio e dalla Flegrea. Saranno gli anni più gloriosi di questa società calcistica!

Uno dei primi allenatori fu lo stabiese Jone Spartano, ex calciatore del Napoli. Dopo un paio d’anni furono ceduti gli attaccanti Giuseppe Massa (alla Lazio) ed Angelo Mammì (al Catanzaro. Quest’ultimo, con un suo goal, siglò quella che – finora – è  l’unica vittoria della squadra calabrese sulla Juventus n.d.r.).

Nel 1966, la squadra juniores dell’Internapoli vinse il campionato italiano di categoria, battendo in finale il Prato ai rigori.

Nella stagione 1966/67  la squadra, guidata dall’ex portiere Arnaldo Sentimenti (secondo dei cinque famosi fratelli calciatori), vinse il campionato e fu promosso in Serie C, raggiungendo il nono posto nella successiva stagione. In quella 1967/68,  la squadra “Berretti” guidata da Gianni Di Marzio, vinse lo scudetto battendo nella finalissima l’Empoli per 1-0,  grazie ad una rete di “Long John”, Giorgio Chinaglia (questa competizione, abolita nel 2020, era riservata alle squadre di Lega Pro, composte da atleti di età compresa tra i 15 ed i 19 anni, più tre calciatori di 20 anni).

Nella stagione 1968/69 (lo slogan di quegli anni era: “Porro e Chinaglia, Internapoli a mitraglia!”), grazie al Presidente Peter Signorini,  con il nuovo allenatore Luís Vinício (’O Lione) e con Gianni Di Marzio come vice, l’Internapoli sfiorò la promozione in Serie B, arrivando terza. Si misero in luce alcuni giovani tra i quali il prefato Giorgio Chinaglia ed il capitano, il libero Giuseppe “Pino” Wilson  che, a fine stagione,  verranno ceduti alla Lazio, dove saranno protagonisti dello storico primo scudetto dei biancocelesti guidati dal mitico Tommaso Maestrelli, nel 1974, ed in seguito convocati nella nazionale maggiore ( a beneficio dei più giovani ricordo che Chinaglia e Wilson, a fine Anni ’70, migrarono negli USA, nel New York Cosmos, divenendo pionieri del soccer in quel Paese insieme a compagni di squadra leggendari come Pelé, Carlos Alberto, Neeskens, Van Der Elst, Beckenbauer). In quella formazione dell’Internapoli  giocava anche il centrocampista Antonio Girardo, che aveva collezionato oltre 200 partite con il Napoli nelle stagioni precedenti.

L’anno seguente, con Gianni Seghedoni (da calciatore grande bandiera del Bari) in panchina, la squadra sfiorò nuovamente la promozione arrivando terza.

Purtroppo, con l’ingresso nella seconda metà degli Anni Settanta,  cominciò l’inesorabile declino, fatto di continue retrocessioni, cambi di proprietà e denominazione: l’unico lampo, nel 1981, allorché  l’Internapoli del Presidente Stefano Di Fede vinse la Coppa Italia Dilettanti, battendo in finale la Mobilieri Ponsacco per 1- 0, con rete del bomber Iacono.

Nel 2012 la squadra fu ufficialmente sciolta, per risorgere dieci anni dopo, nel 2022,  come A. S. D. Calcio Internapoli 1964, per iniziativa del neo Presidente, Massimo Maggio. Oggi conserva solo le squadre giovanili e, nella stagione in corso, non è iscritta ad alcun torneo.