Una pioggia di emozioni al Ceravolo
La green card della settimana va al pubblico del Ceravolo che, durante la partita Catanzaro-Avellino, ha trasformato una partita in una iniziativa di solidarietà, dove le rivalità si sono fermate e l’umanità ha preso il sopravvento.

Il campo che abbraccia
La pioggia dei peluche destinati ai piccoli in difficoltà, che ha avvolto il Ceravolo non è stata solo una coreografia suggestiva, ma un gesto capace di commuovere il cuore di tifosi e appassionati di calcio e divulgare i valori di solidarietà. In un freddo pomeriggio d’inverno, il pubblico ha acceso una luce calda, intensa, che è andata ben oltre il rettangolo verde. In un calcio sempre più spesso segnato da violenza, tossicità e da un’ossessione esasperata per il risultato, il lancio dei peluche rappresenta un ritorno alle origini, un inno autentico ai veri valori dello sport. Per qualche minuto, il Ceravolo è diventato un luogo sospeso nel tempo, capace di unire tifosi di casa e ospiti in un unico, silenzioso abbraccio collettivo. Un gesto semplice, ma potentissimo, arrivato nella settimana dedicata ai diritti umani, istituita dall’ONU il 10 dicembre 1950: una coincidenza che ne amplifica il significato.
Parla il cuore dello sport
Queste iniziative non devono restare confinate al periodo natalizio, ma devono diventare esempio, memoria viva di ciò che lo sport può e deve essere: competizione, certo, ma anche rispetto, inclusione, condivisione. Recuperare questi valori significa restituire al calcio la sua vera funzione sociale, rendendolo un modello positivo per le nuove generazioni. Perché quando dagli spalti piovono peluche, non cadono solo giochi: cadono barriere, pregiudizi e rivalità. E per una volta, vincono davvero i valori dello sport.

