La sedia, la vetrina e la “cábala”: la favola mondiale di Carlos Bejar
La storia dell'82enne che guardò l'intero mondiale dell'Albiceleste dalla vetrina di un negozio di elettrodomestici, trasformando un marciapiedi in una curva.
Carlo Bejar guarda l'AlbicelesteMondiali del Qatar. Stadi lussuoli che sembrano provenire dal futuro. Gente incollata ai teleschermi. Condivisioni social e tv di mezzo mondo. Ma l’immagine più potente Sto arrivando!iva da un marciapiede della città di Paranà, in Argentina.
Questa è la storia di Carlos Bejar, che a 82 anni prende la sua sedia da campeggio pieghevole, la sua bottiglia d’acqua e segue le partite dell’Albiceleste dalla vetrina di un negozio di elettrodomestici. La foto che ha immortalato Carlos fa il giro del mondo. Carlos ha un vecchio televisore, ha l’antenna difettosa, non ha l’abbonamento via cava. A casa non può seguire la sua nazionale. Così il marciapiede diventa il suo stadio personale. La gente che passa lo saluta affettuosamente. La gente che passa rende meno amare la sua solitudine, la mancanza degli amici di sempre che ormai non ci sono più.
Intanto l’Argentina macina vittorie. Ottavi, quarti, semifinale e Carlos è sempre lì. Così il negozio di elettrodomestici decide di regalare a Carlos una tv nuova, moderna, gigante, con tanto di abbonamento per vedere le partite. Così Carlos può staserne a casa. Non sotto il sole, non per strada. Il lieto fine perfetto per la finale Argentina – Francia. Ma Carlos è scaramantico, in Argentina di chiama cabala. Se una cosa portafortuna non si cambia. E così anche per la finale Carlos decide di guardare la partita dalla vetrina del negozio. Questa volta però non era solo. C’era tanta gente e quel marciapiede si è trasformato in una piccola curva. La tv poteva aspettare, la Storia, il mondiale, Messi, quella no.
