“Infantino dimettiti”: Fifa nella bufera dopo il “caso Venezuela”

Coro di proteste contro Infantino. Molti chiedono le dimissioni. Ha legato la FIFA a Trump. Un abuso di potere e un danno d'immagine.

Gianni InfantinoGianni Infantino, presidente della FIFA
Articolo di Redazione SDS11/01/2026

Non è più solo una protesta isolata, ma un vero e proprio “coro di voci” globale quello che sta chiedendo le dimissioni immediate di Gianni Infantino dalla presidenza della FIFA. Al centro della tempesta c’è il cortocircuito diplomatico e morale tra il Premio per la Pace consegnato da Infantino a Donald Trump lo scorso dicembre e la recente operazione militare statunitense in Venezuela.

Il paradosso del “Premio per la Pace”

Solo poche settimane fa, il 5 dicembre 2025, durante il sorteggio dei Mondiali 2026 a Washington, Infantino aveva sorpreso il mondo premiando il Presidente Trump con l’inaugurale FIFA Peace Prize. In quell’occasione, il numero uno del calcio mondiale aveva lodato Trump definendolo un “leader eccezionale” e affermando che il premio era meritato per le sue azioni a favore della stabilità globale.

Tuttavia, il riconoscimento è invecchiato nel peggiore dei modi: il 3 gennaio 2026, appena una settimana fa, gli Stati Uniti hanno lanciato l’Operazione Absolute Resolve, culminata con l’invasione di Caracas e la cattura di Nicolás Maduro.

Un coro per le dimissioni

L’opinione pubblica, numerose federazioni nazionali e organizzazioni per i diritti umani (tra cui FairSquare) hanno reagito con sdegno. Le accuse rivolte a Infantino sono pesanti. Violazione della neutralità, la FIFA, per statuto, deve restare fuori dalla politica. L’aver assegnato un premio così politico a un leader che stava pianificando un intervento militare è visto come un tradimento dei valori dello sport. Un danno d’immagine per il calcio mondiale è ora associato a un conflitto bellico proprio mentre si prepara a celebrare il Mondiale 2026 in Nord America. Molti osservatori sostengono che il premio sia stato “inventato” da Infantino senza una vera consultazione con il Consiglio FIFA, solo per compiacere l’inquilino della Casa Bianca. Un vero abuso di potere.

“Assegnare un premio per la pace a un presidente che pochi giorni dopo lancia un attacco militare è la prova definitiva del fallimento morale di questa leadership. Infantino non può più rappresentare il calcio mondiale.”

Nicholas McGeehan, direttore di FairSquare.

Il Mondiale 2026 a rischio credibilità

Con i Mondiali ormai alle porte, la posizione di Infantino appare sempre più fragile. Mentre il Venezuela è nel caos e la tensione internazionale sale, il silenzio della FIFA dopo l’attacco è stato interpretato da molti come una conferma del legame troppo stretto tra Zurigo e Washington.

Il Comitato Etico della FIFA ha già ricevuto diverse segnalazioni, ma la pressione esterna è tale che molti sponsor storici starebbero valutando la propria posizione per evitare di essere travolti dallo scandalo.

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