Le “pagelle raggianti” dei granata in Salernitana-Fiorentina

Complessivamente, la prestazione della Salernitana contro la Fiorentina lascia l'amaro in bocca come un caffè scaduto. Ma siamo sempre pronti a supportare i nostri ragazzi con un pizzico di ironia

SalernitanaFoto Mosca Salernitana
Articolo di admin21/04/2024

Ecco qui, tifosi granata, le “pagelle raggianti” della partita tra la nostra amata Salernitana e la Fiorentina, un match che ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca, ma sempre pronti a supportare i nostri ragazzi con un pizzico di ironia. Basandomi su quanto visto in campo e arricchendo il tutto con una spolverata di spirito ironico, ecco le valutazioni dei nostri “leoni”:

Guillermo Ochoa – 6

Il guardiano del tempio granata torna dopo un’assenza e si trova subito a parare un’invasione di palloni nemici. Si è trasformato in un ipnotista respingendo alcune conclusioni nemiche. Purtroppo, sui gol di Kouamé e Ikoné, anche Houdinì avrebbe avuto le sue difficoltà.

Federico Fazio – 5,5

Il nostro gladiatore della difesa ha guidato il reparto come un centurione romano per un’oretta, poi, complice la stanchezza, ha mostrato più incertezze di un turista senza Google Maps. Nonostante gli anni, il nostro Fede combatte ancora come un giovane leone, ma a volte anche i leoni devono ammettere il peso degli anni quando la dentiera non è più salda come un tempo.

Niccolò Pierozzi – 5,5  

Un’altalena di emozioni, in alcuni momenti sembrava avere il controllo della fascia e in altri si trovava invischiato in una giostra che girava troppo veloce. A tratti solido, a tratti un po’ meno. Ma l’impegno contro Sottil non è mancato.

Domagoj Bradaric – 5,5

Tentativi eroici di spiccare il volo con slanci sulla fascia, ma a volte sembra aver dimenticato come si usano le ali. Un Icaro che rischia di avvicinarsi troppo al sole e di cadere. Converge, converge, ma poi il destro! Amico mio, è il momento di capire che quel piede non serve solo per camminare. Avrà pensato fosse un optional. La sua prestazione ha alternato momenti di decente copertura a momenti in cui sembrava stesse giocando a “un, due, tre, stella!”.

Lorenzo Pirola – 5,5

Ha combattuto come un cavaliere, ma a volte la sua armatura sembrava troppo pesante. Difesa generosa ma non sempre precisa, come un pittore che non riesce a stare dentro i bordi. Troppe palle buttate al vento, come se giocasse a frisbee piuttosto che a calcio. Un infortunio lo ha costretto a lasciare il campo prematuramente, e tutti ci auguriamo che il suo rientro sia rapido come un ritorno da una pausa pubblicitaria.

Junior Sambia – 5

Ha avuto la sua chance dal primo minuto, ma è sembrato più disorientato di un turista senza bussola. Qualche miglioramento nel secondo tempo, ma nel complesso, ha offerto meno sostanza di un piatto di aria fritta. Ogni volta che scende in campo a Morgan fischieranno tanto le orecchie.

Antonio Candreva – 5

Antonio, oh Antonio, il nostro veterano ha raggiunto le 500 presenze in Serie A, ma questa non sarà ricordata tra le migliori. Ha toccato così pochi palloni che avremmo potuto metterlo su un francobollo e spedirlo per commemorare l’evento. E quella palla invitante ciccata in area? Avrebbe fatto meglio a chiamare un Uber per cercare la porta.

Agustín Martegani – 5

Entrato per dare nuova linfa alla squadra esausta, ma sembrava più un fusibile bruciato. Ha perso palloni come se fossero monete in una fontana dei desideri, sperando forse in qualche miracolo che non è arrivato.. Leggerino, caro Agustín, oggi lo eri più di una piuma al vento.

Mateusz Legowski – 5,5

Ha cercato di rompere le linee avversarie come un piccolo bulldozer, ma non ha azzeccato nemmeno un passaggio. I suoi piedi di piombo meritano di essere riportati in fonderia per tentare di migliorarli con una nuova colata.

Chukwubuikem Ikwemesi – 5

Ikwemesi, il nostro attaccante dal nome più complesso da pronunciare dopo una birra, ha mostrato sprazzi di quello che potrebbe diventare. Ha messo in difficoltà Kayode in avvio di secondo tempo, guadagnandosi applausi meritati. Tuttavia, come un attaccante, si è dimenticato di fare la cosa più importante: provare a concludere. Ha giocato come colui che promette di pagare il prossimo giro al pub ma poi magicamente scompare.

Loum Tchaouna – 5

Tchaouna ha sgroppato più di un cavallo nel Kentucky Derby, ma senza mai trovare la via del gol. Il ragazzo ha energia da vendere, peccato che non sia riuscito a concludere. Si muoveva con tanta promessa, ma alla fine, è stato come quei fuochi d’artificio che fanno un bel botto ma poi non colorano il cielo. Tuttavia, resta uno dei pochi che ha provato a scuotere le acque in una partita altrimenti piatta.

Nwanko Simy – 5

È stato mandato in campo con la speranza di accendere le luci, ma nessuno l’aveva svegliato prima di scendere in campo.

Stefano Colantuono – 5,5

Il nostro mister ha cercato di barcamenarsi con una formazione obbligata dalle numerose assenze, ma la squadra ha mostrato poco mordente. A volte, sembrava che stesse dirigendo il traffico piuttosto che una squadra di calcio, con la stessa efficacia di un semaforo guasto.

Salernitana

Complessivamente, una prestazione che lascia l’amaro in bocca come un caffè scaduto. La Salernitana ha mostrato qualche sprazzo di gioco ma senza mai realmente impensierire la Fiorentina. Accontentiamoci dell’unica buona notizia: peggio di così non potete fare, ragazzi!

Forza Salernitana, e speriamo che questo campionato finisca al più presto!

Bodø/Glimt

Bodø Glimt: La squadra che accende il buio

Dove il buio avvolge il mondo, Bodø Glimt accende il sogno: una luce che nasce...

Magia del calcio

La magia del calcio nel regno di Babbo Natale

Dove finisce il mondo e comincia la leggenda, dove le renne tracciano sentieri sulla neve...

Il calcio a Mariconda

L’oro nella polvere: l’infanzia col pallone nel labirinto dei sogni di Mariconda a Salerno

Un’infanzia di ginocchia sbucciate e palloni consunti nei campetti polverosi di Mariconda, Pastena e Mercatello,...

Højlund Abbatte la Juventus - credits Instagram officialsscnapoli

Højlund come Vinicio, Clerici e Hamsik: quando un gol alla Juventus diventa appartenenza

In molti hanno giudicato una partita. Pochi hanno capito di aver assistito a un’eredità che...