Pirola: “Sogno l’Inter, ma questo è il posto migliore per crescere”
Lorenzo Pirola commenta la sua stagione e quella della Salernitana ai microfoni di Tuttomercatoweb: le sue parole.
Foto Mosca© “PIROLA” – FOTO MOSCA
Lorenzo Pirola è stato intervistato ai microfoni di Tuttomercatoweb: la stagione, terminata nel migliore dei modi grazie alla salvezza raggiunta appena ventiquattro ore fa, è stata interamente ripercorsa durante l’intervista, e sono stati toccati anche i momenti più bui. Queste le parole del difensore:
Che sensazione si prova a festeggiare sul divano?
“Una sensazione bellissima. Siamo felicissimi della stagione che abbiamo disputato e abbiamo assolutamente meritato di mantenere la categoria. Ora dobbiamo e vogliamo chiudere nel migliore dei modi”.
Qual è stato il momento più importante della stagione?
“Tutte le vittorie hanno un sapore speciale e valgono tre punti, quindi non direi che c’è stato un momento particolare. Forse potrei menzionare il 3-0 sul Sassuolo. La sera prima c’era stata la vittoria del Verona sul Bologna e un nostro passo falso poteva rendere il finale decisamente più complicato. Invece abbiamo disputato una partita strepitosa“.
Super Salernitana in avvio, con risultati positivi contro Lazio e Juve. Poi un crollo clamoroso, il doppio esonero di Nicola e la sconfitta di Verona che vi avvicinava alla zona retrocessione. Cosa è successo tra novembre e febbraio e quali responsabilità ha avuto Nicola?
“Sinceramente non mi sento di attribuire particolari colpe al nostro ex allenatore. Ricordo sempre che sono i calciatori a scendere in campo e, dunque, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Quel pomeriggio a Bergamo è duro da digerire, fu una sconfitta pesantissima. Poco tempo dopo perdemmo anche a Verona e, per la prima volta, la terzultima accorciò le distanze su di noi. Ci fu un attimo di destabilizzazione, è innegabile. Per fortuna la forza del gruppo ci ha permesso di risollevarci e di acquisire un buon margine sulla zona retrocessione”.
Derby di Napoli giornata speciale per voi e per la tifoseria. Quanto è stato bello trovare 5000 persone in festa davanti allo stadio e che pensa delle continue polemiche sponda azzurra rispetto ai festeggiamenti post gara?
“Sinceramente non ho pensato nemmeno a un secondo alle polemiche che ci sono state prima e durante la partita. Eravamo consapevoli che il Napoli si giocasse la possibilità di festeggiare lo scudetto in casa e in uno stadio pieno, noi siamo stati bravi a prepararla nel migliore dei modi e a pareggiarla nel finale con un grande gol di Dia. Per noi fu un punto fondamentale per la salvezza, per questo abbiamo gioito tanto. E trovare tanta gente che festeggiava all’esterno dell’Arechi è stato motivo d’orgoglio”.
Si dice che il pubblico di Salerno sia tra i pochi in Italia a fare la differenza, ad aggiungere punti alla classifica e le statistiche dicono che i gol decisivi nascono sempre attaccando sotto la Sud. C’è un coro che le piace particolarmente?
“Mi emoziona quando modificano le canzoni che ascoltiamo nel riscaldamento adattandole a tema Salernitana. Si crea un clima speciale ancor prima del fischio d’inizio, avvertiamo la carica dello stadio e questo ci trasmette adrenalina. È vero, sono un’arma a nostro favore a tratti fondamentale. Ci hanno dato spesso quella spinta in più che ci ha consentito di conseguire risultati importanti. Tante squadre possono contare su un seguito numeroso come il nostro, ma la spinta dei supporters granata è merce rara anche in serie A. Li ringrazio per tutto l’affetto che mi stanno dimostrando”.
A inizio stagione disse che il sogno era di tornare all’Inter, tra un mese si deciderà il tuo futuro. È dello stesso avviso o sarebbe felice di passare a titolo definitivo alla Salernitana come ha detto De Sanctis in conferenza?
“Quando ho detto quella frase mi riferivo a un sogno che avevo da bambino. Posso dire che a Salerno sto benissimo e restare qua mi farebbe davvero piacere, per un giovane calciatore è un contesto ideale per completare il percorso di crescita. Poi tra un anno o cinque non sappiamo cosa accadrà. Sono pronto a restare, vedremo poi cosa accadrà nel periodo del mercato”.
Tifoseria decisiva, società economicamente solida, un allenatore di livello internazionale, un ds giovane e di qualità, progetto basato su giovani affiancati da calciatori top. Nel tempo è utopia immaginare la Salernitana in Europa?
“Abbiamo già fatto meglio della passata stagione, ci sono ancora tre gare e ci piacerebbe aggiungere punti alla classifica. Il nostro obiettivo deve essere quello di migliorarci anno dopo anno, di scalare posizioni in graduatoria e provare a mettere in difficoltà qualunque avversario. La società ha un progetto molto ambizioso, c’è un allenatore effettivamente di grande spessore e, come detto prima, c’è un pubblico che incide e che spinge tantissimo. È un dato di fatto ci siano i presupposti per una Salernitana stabilmente in A e da protagonista”.
Un giudizio complessivo sulla sua stagione a Salerno…
“Sono molto autocritico. Se devo darmi un voto dico 7-. Nella prima parte della stagione ho effettivamente pagato il salto di categoria, poi sono cresciuto e credo di aver disputato un gran bel campionato. Nella seconda parte di stagione ho dato un ottimo contributo”.
