Spalletti risponde agli insulti dello Spartak Mosca in conferenza stampa
Spalletti presenta la gara contro la Lazio di Maurizio Sarri, brutto cliente per un Napoli che non vince da tre partite di fila.

© SPALLETTI – FOTO MOSCA
Il Napoli deve ritrovare la vittoria, dopo essere stato imbattuto per più di un mese, non vince da ben tre partite tra Europa League e campionato. Domenica arriva la Lazio di Maurizio Sarri, come di consueto, Luciano Spalletti presenta in conferenza stampa la gara.
L’INTERVISTA
Napoli in emergenza, è l’occasione giusta per tirare fuori la mentalità anche da chi gioca di meno?
“Va bene ciò che si dice, ma facciamo delle precisazioni: la rosa è di un certo livello, già nelle prime partite era fuori Mertens ed avevamo parecchie assenze a centrocampo. È chiaro che da queste risposte si darà un’impronta al cammino che vogliamo fare. Noi non dobbiamo dimostrare niente, innervosirci o avere cose da ribaltare, dobbiamo lavorare ogni giorno in maniera seria. Dobbiamo essere superiori a ciò che s’è proposto la volta precedente, senza farci condizionare. Il primo che deve fare un esame sul lavoro sono io. È più importante a volte un silenzio per ritrovare il comportamento anziché frasi fatte”.
Giornata suggestiva ed emozionante con la statua per Diego, che energia può dare? Qual è il suo ricordo di Maradona?
“Maradona è sempre nei pensieri dei calciatori, non solo dello sportivo per averlo ammirato, ma ci sono anche calciatori che vorrebbero ripercorrerne la grandezza. In ritiro sono venute fuori anche le canzoni di Diego. In sintesi io dico che non importa capire se è stato un buon esempio o meno, il più grande numero 10 o no, ma ciò che è fondamentale è il vuoto che ha lasciato, la sensazione di spazio lasciato al niente, lo smarrimento totale che non si era mai visto nella storia del calcio. È riduttivo parlare solo di storia del calcio, è stato il più grande di tutti, ci ho giocato una volta contro e ricordo benissimo cosa creò. Per capire la sua anima, va ascoltato, quando cantava forse più che visto in campo. Il suo essere grande è stato il modo in cui faceva sentire gli altri, quanto li faceva diventare grandi”.
Dopo due sconfitte, che peso specifico ha la partita di domani?
“Assume un peso diverso perché veniamo da 2-3 risultati che non sono stati quelli che avremmo voluto e perché davanti abbiamo una squadra del nostro livello. Fa parte di quelle 7 proprietà del condominio anche la Lazio, servirà una continua evoluzione. Dentro ogni partita ci sono episodi che cambiamo bruscamente l’andamento delle cose, purtroppo è così, anche se hai perso non significa che il lavoro è stato sbagliato“.
Lo Spartak ha deriso la sua mancata stretta di mano.
“Vedo questa passione nel voler farmi cambiare, ma io non ci tengo, mia mamma a 90 anni mi dice non cambiare. In Russia ci sono stato, ci sono persone vere che hanno un comportamento serio. Ci sono società serie, che sanno stare nel calcio europeo, e poi c’è lo Spartak che può fare ciò che gli pare, è diverso dalle altre. Le offese si fanno di persone e non dai tweet o nelle conferenze. Si fa come ho fatto io, di persona. Ad altri non interessa a nessuno che i giocatori dell’Inter mi hanno abbracciato alla fine, mentre tutti dicono che s’è fatta confusione nello spogliatoio, oltre ai dirigenti e gente che lavora dietro le quinte. Quello non è interessato a nessuno”.
Come stanno Insigne e Fabian?
“Sono a disposizione, hanno svolto l’intera seduta in gruppo, con grande intensità e sono pronti per partire dall’inizio”
Cosa cambia senza Osimhen?
“È un giocatore unico, è completo, deve migliorare e raffinare la tecnica, ma poi le altre ce l’ha tutte, è difficile trovarne altri. Mertens nel posizionamento non sbaglia, ma se deve fare uno strappo di 70 metri o saltare di testa è diverso, ma se gli capita una palla e tira la mette dove vuole. Si perdono delle caratteristiche, se ne prendono altre, ma conta essere al top. Petagna ne ha altre ancora, siamo assortiti bene, per ora si lavora correttamente restando tranquilli”.
Sarri che avversario è?
“Difficile, qui l’hanno visto come organizza il gioco collettivo, tenendo la squadra corta, con la ragnatela di passaggi stretti, la percezione di dove si può far male. Loro stanno anche bene per come si sono mostrati in settimana e sarà una partita vera, di livello”.
Quanto l’essere camaleontico può giovare in questo momento non semplice?
“Se affronto un discorso del genere è perché lo ritengo un vantaggio, cambiare modulo può dare qualcosa, anche perché le distanze che si cambiano sono poche, si può fare anche come nell’ultima partita. Secondo me bisogna lavorarci più in profondità, ma è un vantaggio per la squadra”.
Il centrocampo della Lazio è di qualità, alzando l’esterno basso può dare più densità?
“È una cosa corretta quella che lei dice, quello che dicevo è un po’ quello che dice lei. Se ci dà il suo assenso, va bene (ride)”.
Sarri inventò Mertens punta, può punirlo con la sua stessa arma?
“Non ha tanti problemi nella confidenza con la porta, è uno di quelli che sa fare il ruolo del 4-2-3-0, cioè l’attaccante che c’è o non c’è, che vedi e poi non lo trovi, funziona così. Mi sono divertito quando un attaccante con caratteristiche diverse, tipo chiedono al centrale difensivo chi ti piacerebbe marcare e loro dicono quello più visibile e grosso e piace meno marcare invece quello piccolino, poi è chiaro va costruito sulle caratteristiche, quello grosso quando pressi bene se gliela butta lui la controlla e partono tutti, sono situazioni diverse e tutte e due redditizie se le fai funzionare”.
