La Juventus e Andrea Agnelli indagati per falso in bilancio

La Procura di Torino si muove sul tema delle plusvalenze e dei movimenti di mercato delle ultime stagioni per la Juventus.

Articolo di Redazione SDS27/11/2021

© ”JUVE-AGNELLI” – FOTO MOSCA

La Procura di Torino si muove sul tema delle plusvalenze e dei movimenti di mercato delle ultime stagioni per la Juventus. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Procura ha infatti mandato la Guardia di finanza nella sede della società bianconera.

Il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex direttore sportivo Fabio Paratici (oggi al Tottenham) e altri tre dirigenti ed ex dirigenti bianconeri dell’area finanziaria sarebbero indagati con l’ipotesi di falso in bilancio e false fatturazioni, in operazioni per circa 50 milioni.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Torino, delegati alle indagini, sono stati incaricati di reperire documentazione ed altri elementi utili relativi ai bilanci societari approvati negli anni dal 2019 al 2021, con riferimento sia alle compravendite di diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci. Allo stato, le attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti del vertice societario e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva.

Nel mirino della Covisoc un mese fa erano finite 62 operazioni, tra le quali anche quella che aveva portato l’attaccante Victor Osimhen al Napoli, ma ben 42 affari – tra nomi più o meno noti e spostamento effettivo di denaro ridotto, se non nullo – vedevano coinvolta la Juventus.

L’operazione più importante tra quelle analizzate è stato lo scambio che nell’estate del 2020 ha portato il centrocampista bosniaco Miralem Pjanic al Barcellona (per circa 60 milioni), con il brasiliano Arthur Melo che ha compiuto il percorso inverso, accasandosi in bianconero per 72 milioni di euro.

Si tratta di una delle pochissime operazioni – insieme al trasferimento di Cancelo al City e a quello di Audero alla Sampdoria – che ha coinvolto due calciatori affermati ad alto livello, mentre le altre hanno riguardato principalmente giovani giocatori che si dividevano tra la formazione Primavera e la squadra Under 23 del club bianconero.

Cosa vuol dire essere indagati?

Tale status si acquisisce con la iscrizione del nominativo della persona indiziata di un fatto costituente reato nel relativo registro. Si tratta di un atto dovuto, in quanto conferisce all’indagato una serie di garanzie e diritti e che non presuppone una valutazione qualitativa in merito ai fatti, ma permette di svolgere, da quel momento in poi, i doverosi accertamenti investigativi atti a verificare se il reato è stato commesso e da chi.

Dopo i necessari approfondimenti investigativi, il Pubblico Ministero potrà decidere se archiviare la notizia di reato oppure se rinviare a giudizio quella persona al fine di provarne, dinanzi a un giudice terzo e imparziale, la responsabilità penale.

Fino al momento del rinvio a giudizio, dunque, l’iscrizione del nominativo di una persona tra gli indagati rappresenta un dato tecnico e neutro, che nulla aggiunge in merito alla veridicità dei fatti sui quali si indaga. Anzi, talvolta l’iscrizione nel registro degli indagati risulta un atto utile all’indagato a dimostrare la propria innocenza.