Siamo così sicuri che a De Laurentiis convenga vincere lo scudetto?

Competitivi o vincenti? Una analisi costi/benefici delle due soluzioni può farci capire il motivo della scelta di essere solo competitivi.

de laurentiis napoliFoto Mosca
Articolo di Redazione SDS30/12/2021

©️ “DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA

Scrivo questo articolo su invito dell’amico Vincenzo Imperatore, con il quale in occasione delle partite del nostro amato Napoli ci scambiamo su Whatsapp messaggi che, ahimè, soprattutto nelle ultime settimane sono state più di sconforto che di gioia sportiva (a parte la parentesi della bella e sofferta vittoria a Milano).

Come professionisti delle risorse umane parliamo non solo degli aspetti tecnici e sportivi, argomenti dei quali alla fine non siamo esperti, ma discutiamo anche del modello di gestione delle risorse umane (ebbene anche nel calcio o forse dovremmo dire soprattutto in questo sport è una tema molto delicato e importante) e del modello di business di un gioco in cui prevalgono sempre meno gli aspetti ludici a favore di quelli economici.

Faccio una premessa: il sottoscritto ritiene, a differenza di quello che pensa la maggior parte dei tifosi napoletani, che De Laurentiis sia un ottimo presidente e che obiettivamente parlando ha l’indubbio merito di aver garantito un lungo periodo di bel calcio e campionati di ottimo livello dopo i disastri degli anni dell’epoca post Maradoniana.

Questo è indiscusso e analogamente gli va riconosciuta una grande capacità come talent scout (pensiamo a Sarri o alla scoperta di giocatori come Koulibaly, Hamsik, Higuain, Cavani, Lavezzi che nel nostro team sono esplosi) e un’abilità gestionale che in Italia ed in Europa ha pochi uguali.

L’uomo è sicuramente in gamba e capace

Difetta non poco nelle relazioni umane e nella comunicazione e sebbene lui si definisca uomo di comunicazione le sue “sparate” gli alienano le simpatie della tifoseria, del “Palazzo”, dei media ed anche di allenatori e calciatori.

Più che per i soldi e per fame di maggiori successi sportivi, abbiamo perso Sarri ed Higuain con i quali almeno uno scudetto lo avremmo vinto a causa di battute, modi di fare, atteggiamenti poco felici che li hanno indotto a voler lasciare la piazza di Napoli.

Al di là di questo aspetto relazionale e andando oltre la sua mancanza di tatto, qualità che sarebbe gratis, resta il fatto che De Laurentiis da abile uomo di affari, ricordiamoci che non è/era tifoso, ha compreso che l’azienda Napoli è più profittevole se è competitiva ma non vincente.

Per quanto possa sembrare paradossale questa affermazione è evidente che le squadre vincenti in Italia ed in Europa siano alla frutta e si salvino solo perché hanno grossi capitali alle spalle, vedi PSG e Juventus.

Per fare il salto di qualità ed arrivare all’ambito e tanto desiderato scudetto servirebbero una serie di investimenti e spese che probabilmente metterebbero a rischio il futuro del Club: si metta quindi l’animo in pace il tifoso partenopeo perché per vincere il Presidente non farà il passo più lungo della gamba come fece Ferlaino, non a caso gran tifoso.

Se invece il modello di buona gestione economica/finanziaria alla fine nel calcio prevarrà allora potremo scendere in piazza a festeggiare come facemmo nel 1987 e 1990.

Forza Napoli!

Dalla redazione Sport del Sud, dott. Nello Acampora.