Salernitana, Sabatini e i procuratori: una gestione controversa

Pochi temi sono tanto delicati e cruciali quanto il rapporto tra club e procuratori. Un caso emblematico è quello della Salernitana.

Articolo di admin13/12/2023

Nell’ambiente calcistico, pochi temi sono tanto delicati e cruciali quanto il rapporto tra club e procuratori. Un caso emblematico è quello della Salernitana, un contesto complesso che merita un’analisi approfondita. Ricordiamo il giugno dell’anno scorso, quando divergenze sui rapporti con i procuratori hanno portato all’allontanamento di Walter Sabatini dal ruolo di Direttore Sportivo, per decisione del presidente Danilo Iervolino. Il presidente ha più volte espresso la sua frustrazione nei confronti dei procuratori, criticandone alcuni per comportamenti ritenuti dannosi per l’etica sportiva e per i rapporti tra calciatore e club. Le parole di Iervolino risuonano ancora: “Non possiamo essere ostaggio di certi comportamenti, di certe pressioni.” E ancora: “Bisogna porre un argine a certi comportamenti, discuterne in Lega e in FIGC, allontanare gli agenti che ragionano così.” Queste dichiarazioni riflettono una chiara volontà di riforma e un appello coraggioso per un cambiamento nel calcio italiano.

Sotto il profilo economico, il mondo del calcio vede cifre importanti passare nelle mani dei procuratori. Dati di Calciofinanza.it rivelano che, nel corso del 2022, le società della massima serie hanno versato oltre 205 milioni di euro ai procuratori, con una media di circa 10,2 milioni per squadra. La Salernitana, in particolare, ha pagato quasi 8,8 milioni di euro, una cifra significativa che sottolinea l’impatto di queste figure sul bilancio del club.

Dopo la sostituzione di Sabatini con Morgan De Sanctis, ci si aspettava una linea più intransigente nei confronti dei procuratori. Ma la realtà si è dimostrata molto diversa. Un esempio lampante è la controversia legata alla clausola rescissoria nel contratto di Lassana Colimbaly, che ha portato alla frettolosa e rovinosa rottura tra Iervolino e Sabatini. Nonostante il cambio di direzione, De Sanctis ha comunque pagato 800.000 euro ai procuratori di Coulibaly per eliminare la clausola. 
Il mercato in entrata della scorsa campagna acquisti ha visto la Salernitana spendere ben 7,5 milioni in compensi ai procuratori, inclusi i 300mila euro per l’intermediazione nel riscatto di Lorenzo Pirola dall’Inter e 1,8 milioni per l’acquisto di Boulaye Dia.

In conclusione chi predica bene, non sempre si trova in condizione di razzolare in coerenza con i suoi principi, ma molto spesso è costretto a scendere a compromessi e il caso della Salernitana ne è una eloquente testimonianza. A questo punto sorge spontanea una domanda: ma allora perché licenziare Sabatini? Perché ci si è privati, a cuor leggero, di uno dei più carismatici e autorevoli conoscitori del calcio italiano per risparmiare solo 200.000 euro? E pensare che si può fare ancora in tempo a ricomporre i pezzi per salvare la Salernitana. 

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