De Laurentiis è preoccupato per il Napoli: la conferenza di ieri ne è la prova
La conferenza stampa di Aurelio De Laurentiis non è piaciuta a nessuno, ma il presidente del Napoli è tutt'altro che sereno ma non può mostrare al pubblico le proprie paure.

©️ “DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA
Nella giornata di ieri il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha preceduto la consueta conferenza stampa di Walter Mazzarri alla vigilia del match contro il Verona presentandosi ai microfoni dei giornalisti in quel di Castel Volturno.
A dicembre il patron partenopeo promise una riunione con la stampa campana per fare il punto della situazione riguardante i campioni d’Italia e, a distanza di un mese, ha rispettato la promessa fatta parlando del calciomercato appena conclusa e non solo. ADL ha annunciato l’addio di Zielinski, ha spiegato i mancati arrivi di Dragusin prima, e Nehuen Perez poi, ha accusato la Lega e fatto chiarezza sull’acquisto di Lindstrom, tutto questo lo ha fatto come sempre a modo suo, con una comunicazione che, più delle altre volte, ha lasciato a desiderare in termini di concetti e di dialettica.
La conferenza stampa di ieri, però, nonostante i tanti argomenti trattati, è parsa confusionaria, ironica, per certi versi imbarazzante da parte di una società che, seppur oramai solo per una questione di formalità, ha ancora cucito lo scudetto sulla propria maglia. De Laurentiis ha parlato e anche tanto, ma senza concludere nulla, mostrando sempre quell’aria da capitano sicuro al timone della propria nave, ma le sue parole non hanno fatto piacere ai tifosi che si aspettavano dichiarazioni ben diverse dopo la stagione di anonimato che sta disputando il Napoli.
Eppure, seppur sia difficile da credere, ADL è il primo a essere realmente preoccupato dell’annata che sta passando la sua squadra, semplicemente, un po per orgoglio e un po per non far tracollare ancora di più il club, non può mostrare pubblicamente i propri timori e le proprie paure. Non è la prima volta che il numero 1 del Napoli si presenta alla stampa offrendo una comunicazione tutt’altro che impeccabile, così come la piazza non è nuova a delle uscite inadatte e infelici del proprio presidente come quella di ieri, e allora perché questa volta le cose sono diverse?
Semplice, in passato nonostante il disappunto che si poteva provare nel linguaggio di De Laurentiis, il patron partenopeo appariva sempre sicuro di sé, dando l’impressione di avere la situazione sotto controllo e rimanendo fermo con le sue scelte attendendo il momento in cui avrebbe trionfato dinanzi a piazza e tifosi con un bel “ve l’avevo detto”, “avevo ragione io”.
Ieri, invece, ADL è apparso chiaramente in difficoltà è ha dovuto spostare l’attenzione sulla propria ironia per nascondere le paure di un presidente che mai come quest’anno ha capito gli errori commessi, e che una stagione di anonimato da parte della sua squadra può costare tanto per il futuro del club. Le paure più grandi di De Laurentiis? Certamente la mancata qualificazione in Champions League è tra queste, ma non è l’unica e, secondo il parere di chi scrive, non è la più grave.
Il presidente azzurro teme che possa interrompersi la striscia di qualificazioni alle coppe europee che va avanti da ben 15 anni consecutivi, il che darebbe il via a una serie di fattori negativi che danneggerebbero e non poco l’immagine del club agli occhi degli esterni, oltre a una perdita economica non indifferente per una società come il Napoli. Si teme di ricevere una altra fila di “no” da parte di una lista di allenatori e di dover rigettare le speranze sulla quinta o sesta scelta, proprio come è capitato quest’anno con Garcia.
Una cosa è certa: questa annata ha insegnato al Napoli, e a De Laurentiis, che la programmazione e l’essere lungimiranti è fondamentale in qualsiasi momento, anche dopo un successo come quello dello scudetto. Per tutte le squadre nell’arco della stagione arriva “quel momento”, che trascina con sé difficoltà legate alla stanchezza, a un periodo di scarsa brillantezza, qualche infortunio di troppo, che rendono complicato un determinato periodo dell’anno.
Ogni società ha a che fare con questo famoso “momento” e quando quest’ultimo si presenta ci si aggrappa al proprio progetto e si cerca di tutelarlo e di difenderlo fino alla fine. Nell’anno dello scudetto del Napoli questo “momento” è stato nemico di molte antagoniste di partenopei. L’Inter, per esempio, a novembre della passata stagione aveva già più di 4 sconfitte in Serie A e molti tifosi chiedevano la testa di Inzaghi; alla fine il tecnico ex Lazio è rimasto sulla panchina nerazzurra e ha portato la squadra alla conquista di due coppe, una qualificazione in Champions League, e a giocarsi una finale contro il Manchester City.
Il Napoli, invece, questo famoso progetto da tutelare quest’anno non l’ha mai avuto. In estate non è mai stato dichiarato un obiettivo, il progetto tecnico è stato bocciato dopo appena 2 mesi e mezzo dall’inizio del campionato, e l’allenatore di adesso, Mazzarri, a giugno saluterà indipendentemente dai risultati che porterà. Anche sul calciomercato, tolti gli acquisti di Mazzocchi e Ngonge, i partenopei hanno preso solo giocatori in prestito che, in caso non convincano, potranno tornare nei loro rispettivi club al termine della stagione e, alla fine, il tanto atteso difensore che avrebbe dovuto dare equilibrio al reparto non è più arrivato.
Il motivo di queste scelte di mercato? Probabilmente sono legate alla mancata decisione sul prossimo allenatore. Il Napoli pare non aver ancora bloccato nessun tecnico per l’anno nuovo. De Laurentiis fa la corte a Conte, ma il mister pugliese sembrerebbe preferire la sponda rossonera di Milano come metà di un futuro molto prossimo. Successivamente ci sono i piani B come Italiano, Palladino, Thiago Motta ecc, i quali però non si sono ancora liberati dai rispettivi club e, di conseguenza, non sono stati intavolati dialoghi abbastanza approfonditi da permettere a De Laurentiis di prendere una scelta e iniziare a programmare il futuro della sua squadra per quanto riguardo la guida tecnica.
Non sapendo chi sarà a sedere sulla panchina azzurra l’anno prossimo ADL e Meluso avranno pensato che non era saggio investire una cifra importante sul mercato per dei giocatori che potrebbero non rivelarsi idonei alle esigenze del nuovo allenatore, rischiando così di bruciare una serie di investimenti che sarebbero costati una cifra importante per il mercato dei partenopei.
Ora più che mai, però, è il momento di essere lucidi e De Laurentiis deve dimostrare nuovamente di saper gestire le situazioni più complicate come solo lui sa fare. Il presidente del Napoli ha dato appuntamento alla stampa mercoledì per rilasciare nuove dichiarazioni. La speranza è quella di ascoltare qualcosa di concreto e non la solita commedia dettata da un copione che ormai tutti conosciamo a memoria.
