Bari, non solo la sconfitta: ci sono due notizie peggiori

La sconfitta contro il Catanzaro non è la notizia peggiore: il Bari, infatti, non solo non vede la luce fuori dal tunnel, ma sembra non poter fare più di quanto sta dimostrando. Insomma, il Bari quest'anno è questo.

Bari
Articolo di Giovanni Cortese28/02/2024

Il Bari è in questa situazione, e non riesce proprio a emergere dal tunnel dell’inconcludenza. I biancorossi si smarriscono nella nebbia del Ceravolo contro un Catanzaro che si conferma una squadra ben organizzata e in un buon momento di forma.

Mister Iachini modifica il sistema di gioco, abbandonando il 4-3-1-2 delle precedenti partite e optando per un 3-5-2, schierando in campo il capitano Di Cesare in difesa insieme a Matino e Vicari, Pucino e Ricci come esterni, Lulic a centrocampo per la prima volta da titolare e in attacco il duo composto da Nasti e Menez. Mister Vivarini risponde schierando le aquile giallorosse con il solito 4-4-2, con Ambrosino e Iemmello in avanti.

Cronaca e analisi del match del Bari

La partita comincia e il Bari ha subito l’opportunità di passare in vantaggio con Lulic, che da pochi passi viene neutralizzato da Fulginati, un errore che costa caro, come si suol dire, “gol sbagliato, gol subito”, o forse perché lo stesso Lulic atterra Ambrosino e l’arbitro Pezzuto assegna un calcio di punizione, trasformato magistralmente da Vandeputte, che mette il pallone in rete alle spalle di Brenno.

Dopo essere andato in svantaggio, il Bari impiega un po’ di tempo per riprendersi, tanto che il Catanzaro sfiora il raddoppio con Iemmello, che supera Lulic e calcia, ma Brenno si oppone con i guantoni e la palla sfiora il palo. Il Bari diventa pericoloso al 18′, quando Pucino crossa in area e Nasti colpisce di testa, senza però trovare la porta.

Nel finale di gara, ci sono occasioni da entrambe le parti, con Iemmello che non trova la porta con un tiro potente e con un tiro-cross di Ricci respinto da Fulignati. Il primo tempo si conclude con le aquile giallorosse in vantaggio per 1-0 sui biancorossi.

Nel secondo tempo, il Bari rientra in campo con una diversa determinazione e si rende pericoloso per ben quattro volte con Pucino su calcio di punizione, Lulic e Ricci che non riescono a trovare la porta in area di rigore. Tuttavia, i biancorossi vanno vicini al gol con il solo Capitano Di Cesare, che colpisce la traversa su sviluppo di calcio d’angolo.

Forse il capitano è l’unico a lottare e a credere in una squadra che, alla minima difficoltà, incassa il secondo gol sugli sviluppi di uno scambio tra Ambrosino e Iemmello, che porta il nove giallorosso in area di rigore beffando la difesa e il portiere biancorosso, che non si intendono, e mette il pallone in rete portando il risultato sul 2-0, che spegne ogni possibilità di ritorno in partita per gli uomini di Mister Iachini, i quali non riescono a reagire neanche con i cambi dalla panchina.

Il Bari non riesce ad evitare la seconda sconfitta consecutiva fuori casa e, sebbene la prestazione in Calabria sia stata diversa da quella al Druso, almeno nel secondo tempo, non basta a evitare l’ennesima sconfitta esterna di questa stagione, che conferma i limiti strutturali di questa squadra: in quattordici partite sono solo 12 i punti totalizzati dai biancorossi, con sole 2 vittorie e 12 reti messe a segno lontano dal San Nicola, che confermano i limiti in attacco della squadra.

Sono numeri da bassa classifica e, se, dopo aver cambiato 3 allenatori, la squadra non riesce ad avere una svolta a questo punto della stagione (27ª giornata, a 11 giornate dal termine), ora bisogna solo limitare i danni. Il doppio k.o. ha fatto scivolare il Bari all’undicesimo posto, a soli meno quattro punti dai playout.

Quindi, ora bisogna tornare a guardarsi alle spalle e alzare subito la testa, a partire dalla sfida contro lo Spezia la prossima domenica, che rappresenta un bivio di questa stagione e contro cui sarà importante ottenere un risultato, se si vuole uscire dalle sabbie mobili della classifica e, almeno, essere più tranquilli nel finale di campionato.

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