Bari, c’è vita oltre Sibilli?

Gol, assist e tante giocate, Giuseppe Sibilli è senza dubbio l'anima di questo Bari. Ma quanto vale questa squadra senza di lui? La risposta arriverà a La Spezia.

Bari SibilliFOTO UFFICIALE SSC BARI
Articolo di Luca Paesano13/12/2023

©️ SIBILLI – FOTO SSC BARI

Continua a procedere tra tanti alti e bassi la stagione del Bari. Nulla che insomma non fosse stato già immaginato a priori, quando gran parte della tifoseria esprimeva, anche con toni più o meno accesi, il dissenso nei confronti di un mercato che tutto pareva fuorché ambizioso. Il campo lo ha confermato, come già in tempi non sospetti abbiamo ribadito: il Bari non ha certamente una rosa da retrocessione, ma neppure da promozione, e forse neanche da play off. Sembra strutturata proprio per fare quello che sta facendo: galleggiare nel mezzo della classifica, un po’ più su e poi di nuovo un po’ più giù. Insomma, la società ha ricercato mediocrità, e mediocrità sta producendo.

La rassegnazione ormai è dilagata e trovar barlumi di speranze appare una missione impossibile. Anche contro il Sudtirol ci si è trovati di fronte all’ennesima prova insipida, nonostante la superiorità tecnica, nonostante la superiorità numerica. Quest’anno va così: bisogna badare al sodo senza troppe aspettative, alla classifica, ai punti, a prescindere da come questi arrivino. E non resta che aggrapparsi a Giuseppe Sibilli, senza ombra di dubbio il trascinatore fin qui di una squadra senz’anima.

Sibilli è l’anima del Bari

Dal mazzo di carte maldestramente mescolato in estate, un jolly la dirigenza è riuscita a pescarlo. Se per meriti o per pura fortuna è davvero difficile dirlo, ma nel mare magnum di acquisti l’ex Pisa è l’unico dei nuovi che ad oggi supera a pieni voti il primo quadrimestre. Sembrava uno dei tanti, messo lì per completare il reparto, ed invece si è rivelato imprescindibile. Il resto? Un paio rimandati, tutti gli altri già bocciati.

Sibilli è l’unico in grado di spostare l’interruttore da “Off” ad “On” ed accendere la luce di una squadra che pare portatrice sana di tristezza ed apatia. Questo Bari non trasmette nulla, se non nei momenti in cui il pallone arriva nei pressi del numero 20 biancorosso. È in quel preciso istante che qualcosa può accadere, che la scevra monotonia potrebbe rompersi, che il tifoso ormai assopito ha un sussulto. E allora si risveglia, attende trepidante che la sfera arrivi tra i suoi piedi e che da lì nasca qualcosa.

I numeri di Sibilli in questa stagione

Il gioco del Bari, la pericolosità della squadra che era di Mignani prima e di Marino poi, non sembra poter offrire di meglio. Ad oggi non si può farne a meno e a confermarlo sono i numeri. Con 5 gol e 2 assist, Sibilli è sia il miglior marcatore che il miglior assistman dei Galletti. Le sue reti sono state decisive nelle due vittorie di misura contro Cremonese ed Ascoli e nel pareggio contro il Modena, portando quindi 7 punti su 21 ai biancorossi.

Ma non solo: è il sesto giocatore della Serie B per partecipazioni al gol (gol+assist), mettendo la firma in 7 dei 17 gol segnati dal Bari (41%). Solamente Casiraghi (55%), Mendes (50%) e Coda (45%) hanno inciso maggiormente nelle reti delle rispettive squadre. Insomma, se oggi il Bari è dove è, gran parte del merito lo deve a Giuseppe Sibilli.

Non c’è dunque troppo spazio per le obiezioni: siamo di fronte ad una squadra decisamente Sibilli-dipendente, che ad oggi non pare in grado di offrire ulteriori alternative. La prende per mano e la trascina. Ed allora però è lecito domandarsi: cosa sarebbe il Bari senza Sibilli? Cosa sarebbe in grado di fare il Bari senza Sibilli? Senza lanciarci in ipotesi che potrebbero essere tanto avventate quanto tristemente veritiere, per la risposta basterà attendere ancora qualche giorno.

Bari, a La Spezia senza Sibilli

Nella prossima giornata di campionato i biancorossi voleranno in trasferta a La Spezia senza l’MVP di novembre, squalificato dopo l’ammonizione ricevuta con il Sudtirol. Un match in cui sulla carta si potrebbero e si dovrebbero fare punti, soprattutto considerando che quest’anno al Picco lo Spezia ha ottenuto solo 4 pareggi e non è mai riuscito a vincere. Ma, senza Sibilli, a chi saranno affidate le chiavi offensive del Bari? Chi si prenderà la responsabilità di assumersi i rischi, di provare una giocata, di inventare? Parafrasando proprio una recentissima intervista di Sibilli, chi sarà in grado di far tutto da solo per portare alla vittoria i compagni più scarsi?

Un altro jolly, un cervello creativo, il Bari non lo ha. Poteva esserlo uno tra Aramu e Menez, ma uno è lontano parente del trequartista che tanto bene aveva fatto con Venezia e Genoa, mentre l’altro è ancora convalescente dopo la rottura del legamento. E allora tutto sembra far pensare alla solita scialba partita che racconterà di palloni gettati alla rinfusa verso Nasti, di spioventi mal indirizzati verso compagni immaginari, di lanci lunghi accompagnati da preghiere. Speriamo di sbagliarci, ma del divertimento che Marino portava come grido di battaglia in fase di presentazioni ancora non c’è traccia.

E allora ritorniamo sopra, all’inizio di questo articolo. In questo Bari c’è vita oltre Sibilli? Ad oggi sembra un po’ come andare alla ricerca di forme aliene nell’universo o dell’acqua su Marte. C’è il sospetto che effettivamente qualcosa ci sia, magari si scorge anche qualche piccola traccia qua e là, ma non c’è nulla che lo confermi incontrovertibilmente.