Lo Bello del Var
I (mis)fatti della settimana - e del Var - analizzati e giudicati dall’ex arbitro internazionale Rosario Lo Bello.

©️ “LO BELLO/MARADONA” – ARCHIVIO PERSONALE ROSARIO LO BELLO
Come diceva Eduardo Galeano: “Il suo (dell’arbitro) lavoro consiste nel farsi odiare. Unica unanimità del calcio: tutti lo odiano. Lo fischiano sempre, non lo applaudono mai…Ma l’arbitro è arbitrario per definizione…Col fischietto in bocca, l’arbitro soffia i venti della fatalità del destino e convalida o annulla i gol; col cartellino in mano, alza i colori della condanna: il giallo, che castiga il peccatore e lo obbliga al pentimento, e il rosso che lo condanna all’esilio”.
È un lavoro brutto quello dell’arbitro. Sui social ironizzerebbero: qualcuno dovrà anche farlo.
È cosi in effetti e vien quasi da pensare che quel qualcuno conservi nel suo spirito una vena di masochismo.
Come si sceglie di essere un arbitro? Come può un uomo esserlo, quando tutti i suoi mali – secondo le scritture – provengono proprio dall’arbitrio, libero.
Libero di fatto, però, è un arbitro di calcio e non di vita, quando giudica, in solitudine, un episodio di campo.
Libero da costrizioni e strutture – sperano i tifosi – sanziona o non lo fa, intento a scegliere il giusto, a perseguirlo, sapendo – sua spada di Damocle – che comunque andrà sarà un (in)successo.
Ci sarà sempre una frangia pronta a scagliargli le pietre del venduto.
Lui carnefice del destino di intere stagioni, resta comunque lì, in piedi, col fischietto in bocca, un braccio teso e un pensiero “convalido, o annullo, castigo o no?”. Fa quello per cui è deputato, plasma la propria realtà a seconda della propria percezione e che Dio (il Var) mi abbia in gloria. In fondo quella libertà, tanto libera, ormai non lo è più.
Il Var (Dio degli arbitri) ha tolto a quegli uomini il ruolo di giocatori di biliardo, li ha resi stecca. Ma nel gioco delle decisioni, si mostra anch’esso divino imperfetto, e nel dar le regole stecca (non da biliardo) a sua volta.
E per questo che dalla prossima settimana ci avvaleremo della collaborazione di Rosario Lo Bello, ex arbitro di fama internazionale, per erigerci nell’alto dei cieli dell’arbitrio e giudicare – a nostra volta – gli episodi più controversi delle partite di Serie A, cercando di dare un senso a ciò che a volte un senso – per dirla alla Vasco – non ha.
Se i piani del Signore sono infiniti, non possono esserli quelli del Var, c’è solo da scoprirli.
