Che fine ha fatto il Napoli di Sarri?

sarri maccarone

Stagione 2017/18, la storia poteva diventare leggenda. Una delle squadre più belle d’Europa sfiorò l’impresa scudetto, era il Napoli di Maurizio Sarri.

Se vi è mai capitato di passeggiare per le strade di Napoli, avrete sicuramente notato che, oltre ai capolavori culturali, culinari e storici che la città offre, il popolo partenopeo vive di pane e calcio. Un’atmosfera quasi magica, quella che collega la gente con la squadra, un filo rosso invisibile che non si può spezzare.

Se avete avuto la fortuna di passare per Napoli, e se siete amanti di calcio, avrete sicuramente notato come le persone non hanno mai dimenticato i propri beniamini, tutt’altro, in ogni vicolo, in ogni strada si ricordano le gesta, le imprese al “vecchio” San Paolo.

Maradona, Bruscolotti, Ferrara, Careca, e ancora Hamsik, Insigne, Mertens, Cavani. Poi spunta fuori un nome, che non appartiene ad un calciatore, bensì ad un allenatore, Maurizio Sarri.
L’allenatore toscano sbarcò ai piedi del Vesuvio nell’estate del 2015, dopo l’addio di Rafa Benitez. In tre anni fece innamorare tutti, il suo calcio non era solo l’impostazione tattica di undici titolari presenti sul terreno di gioco, era molto di più, era una vera e propria manifestazione d’arte.

Nacque così il “Sarrismo“, che da semplice slogan di uno spettacolo che ogni domenica gli azzurri mettevano in scena sul campo, divenne un termine riconosciuto, degno di considerazione addirittura della Treccani.
Sarrismo: è la concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; anche, il modo diretto e poco diplomatico di parlare e di comportarsi che sarebbe tipico di Sarri.

La stagione 2017/2018

L’apice di quel calcio fu raggiunto per l’appunto durante la stagione 2017/18. Il Napoli non riuscì però a conquistare lo scudetto nonostante i 91 punti ottenuti. Quella squadra faceva tremare l’Europa intera, ricevette addirittura i complimenti da Pep Guardiola, allenatore di quel City che Sarri affrontò nei gironi di Champions. E solo una tripletta di Giovanni Simeone a Firenze non permise alla banda del comandante di riportare in città il terzo scudetto della storia del club.

Sono passati 5 anni da quell’annata, sulla panchina del Napoli ora siede Luciano Spalletti, Marek Hamsik non è più il capitano della squadra, e si è sciolto il tridente dei “piccoletti” formato da Insigne-Mertens-Callejon.

Ma che fina hanno fatto tutti i protagonisti di quell’annata quasi leggendaria?

Che fine ha fatto l’undici titolare del Napoli della stagione 2017/18?

Maurizio Sarri

E’ giusto e doveroso iniziare proprio da colui che diede inizio a tutto questo.

Dopo lo scudetto mancato con 91 punti (record per una seconda classificata) Sarri ha salutato Napoli. Ironico, strano, forse anche paradossale pensare che quella squadra, che tanto aveva fatto divertire e sognare, finì il proprio ciclo senza portare a casa nessun trofeo.

Alla conclusione di quel campionato, Sarri fece le valige per dirigersi in Premier League al Chelsea, dove conquistò la sua prima coppa europea, l’Europa League. L’avventura del mister in Inghilterra, però, durò solo un anno. Nell’estate del 2019 il ritorno in Italia alla Juventus. Nessuno poteva crederci, specialmente a Napoli, colui che aveva sempre difeso la maglia azzurra, avrebbe allenato l’acerrima rivale.

L’esperienza bianconera, come quella al Chelsea, ebbe breve durata, ma anche in questo caso Sarri riuscì a portare nella bacheca d’Agnelli un trofeo, l’ultimo scudetto prima dell’attuale tracollo della Juve, ma l’eliminazione in Champions League agli ottavi contro il Lione fu fatale per le sorti dell’ex Napoli.

Oggi il tecnico di Figline allena la Lazio di Ciro Immobile.

Pepe Reina

Come il comandante, anche lo spagnolo ha lasciato Napoli nell’estate del 2018. Due anni al Milan dopo aver lasciato il Vesuvio. Solo qualche presenza in Coppa Italia, per il secondo di Gigio Donnarumma.

Successivamente protagonista di una breve parentesi con l’Aston Villa nel 2020, ha contribuito alla salvezza del club in Premier League, Reina è tornato in Italia vestendo la casacca biancoceleste della Lazio, prendendosi anche il posto da titolare per 2 anni, proprio sotto la guida Sarri.

Oggi è accasato al Villareal.

Elseid Hysaj

Arrivato a Napoli nel 2015 rubò subito il posto a Christian Maggio. Con Sarri era sempre titolare, un fedelissimo che il tecnico toscano si portò dietro dall’esperienza all’Empoli e che aveva chiesto come rinforzo di mercato a Juventus e Chelsea.

L’albanese è rimasto in maglia azzurra fino alla stagione 2020/2021, con qualche difficoltà, tanta panchina con Ancelotti per via degli arrivi di Di Lorenzo e Malcuit e, con Gennaro Gattuso, cambio di corsia con la nascita di un dualismo continuo con Mario Rui.

Alla fine Sarri e Hysaj si sono ritrovati alla Lazio, ma il difensore non è più intoccabile per il suo mister, che gli preferisce Lazzari o Marusic su entrambe le fasce.

Raul Albiol

Entrato da subito nel cuore dei napoletani e considerato da tutti il “professore” di Kalidou Koulibaly.

Raul Albiol ha lasciato Napoli nel 2019, dopo un’annata da titolare con Carlo Ancelotti, lo spagnolo ha fatto ritorno in patria con la maglia del Villareal, squadra dove è ancora protagonista e capitano e con la quale ha conquistato l‘Europa League nel 2021 in finale contro il Manchester United.

Kalidou Koulibaly

L’addio più recente ma è stato uno di quelli che ha fatto più male ai supporter del Napoli. Arrivato ai piedi del Vesuvio nel 2014, Kalidou Koulibaly si è affermato e consacrato con Maurizio Sarri in panchina.

Il senegalese è rimasto in maglia azzurra per 4 anni dopo l’impresa sfiorata del 2018, ma al termine della passata stagione, nella quale si poteva vincere e non lo si è fatto, il centrale ha deciso di fare le valigie e di mettersi alla prova in Premier League, salutando Napoli dopo 9 anni, salutando quella città che lo ha amato e difeso come lui ha fatto con la casacca azzurra.

Faouzi Ghoulam

Nel 2018 il titolare era Mario Rui, ma l’algerino merita un posto nell’elite del club per il giocatore che era prima dell’infortunio contro il Manchester City. Infortunio che ha segnato l’inizio di un tunnel senza fine per Ghoulam, che prima di quel momento viveva il periodo migliore della sua carriera, per molti, Faouzi era inferiore solo a Marcelo del Real Madrid su quella fascia.

Il numero 31 è rimasto a Napoli fino alla passata stagione, dove si è accontentato di essere un leader all’interno dello spogliatoio, piuttosto che un valido elemento sul terreno di gioco. Ad oggi Ghoulam è svincolato, forse rimarrà in Italia, forse proprio in Campania, al Benevento del napoletano Fabio Cannavo.

Ghoulam verrà ricordato per l’uomo prima ancora del campione, e rimarrà forte il rammarico del pensiero del giocatore che sarebbe potuto diventare ma non ha avuto l’opportunità di essere.

Allan

Il mastino brasiliano è arrivato a Napoli nel 2015 dall’Udinese, affermandosi come uno dei centrocampisti più forti di Italia e di Europa.

Capace di andare a pressare tutti, il brasiliano era la mezzala perfetta per lo scacchiere di Sarri: muscoli, eleganza, bravo in fase difensiva e di inserimento, un giocatore completo. Con l’addio del comandante, e l’arrivo di Carlo Ancelotti, nonostante il passaggio al 4-4-2, la musica non cambiò: Allan era imprescindibile.

Ha lasciato Napoli nell’estate del 2020, attratto dalla Premier League e dall’Everton di Ancelotti. Il soggiorno inglese è stato altalenante per il brasiliano, il quale ha dovuto fare i conti con qualche acciacco fisico di troppo, che ne ha limitato il minutaggio e la qualità delle prestazioni.

Ora l’ex Napoli ha firmato con l’Al-Wahda negli Emirati Arabi.

Jorginho

Era il faro di quel Napoli, Sarri lo fece diventare un top-player. Nel 2018 si consacrò definitivamente diventando anche il secondo rigorista dei partenopei dopo Mertens.

A fine anno seguì Sarri al Chelsea. Oggi è ancora protagonista in blues e in Nazionale. Ha conquistato una Champions League, una Supercoppa Europea e un Europeo in azzurro, risultando nel 2021 l’italiano ad aver vinto più titoli. Il tutto condito è stato condito con il terzo posto nella classifica del Pallone d’Oro.

Marek Hamsik

Capitano e punto fermo del Napoli di Sarri. Nonostante fosse sostituito sempre dopo il 60′, Hamsik era sempre titolare.

Dopo il 2018 e con l’arrivo di Ancelotti, lo slovacco si ritrova regista. Ma i rapporti tra il 17 e Ancelotti non erano dei migliori, e nel gennaio del 2019 la storia d’amore tra Hamsik ed il Napoli finì senza un lieto fine.

Dopo l’addio alla maglia azzurra, per Marek iniziò l’avventura in Cina nel Dlian che durò 2 anni. Dopo l’esperienza asiatica il centrocampista è tornato in Europa vestendo le maglie del Goteborg e del Trabszonsport, squadra con la quale ha vinto il campionato turco nella passata stagione.

Callejon

Era l’insostituibile, instancabile, esterno capace di segnare e far segnare, e di dare il proprio contributo in fase difensiva. Lo spagnolo rimase al Napoli fino alla stagione 2019/20, salutando i compagni dopo l’eliminazione in Champions League agli ottavi contro il Barcellona.

Callejon rimase in Italia altri 2 anni dopo l’esperienza partenopea firmando con la Fiorentina, ma le prestazioni non erano le stesse degli anni migliori all’ombra del Vesuvio.

Ora Josè è tornato in Spagna, dove ha firmato con il Granada.

Dries Mertens

Ciro e Napoli o Ciro è Napoli, il belga è uno dei pezzi di storia più belli del club e della città. E Dries ha goduto delle intuizioni di Sarri forse più di chiunque altro.

Nella stagione 2016/17 arrivò in azzurro Arkadiusz Milik per sostituire Gonzalo Higuain. Il polacco sorprese tutti per i gol e per la tecnica, fino all’infortunio in Nazionale, che lo costrinse ai box per quasi tutta la stagione.

Ecco la genialata di Sarri: spostare Mertens da esterno a falso 9 nel 4-3-3. Il belga segnò a profusione, tanto che falso 9 divenne riduttivo, era una punta vera e propria.

Mertens è rimasto a Napoli fino alla passata stagione, andando in scadenza di contratto e cercando un rinnovo che non è mai arrivato. Ciro ha lasciato l’Italia e ora gioca in Turchia al Galatasaray.

Lorenzo Insigne

Il capitano post Marek Hamsik, ha vissuto con Sarri gli anni migliori della sua carriera. Incontrando poi le maggiori difficoltà con Carlo Ancelotti e scarso minutaglie. Con Gattuso prima, e Spalletti dopo, ha ritrovato, ma come per Mertens e Koulibaly, l’avventura in azzurro era arrivato al capolinea, ed è terminata lo scorso maggio.

Ora Insigne gioca nel Toronto in MLS.

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