Contro il Milan Garcia salva la panchina ma rinuncia alla vittoria
Rudi Garcia supera in parte l'esame contro il Milan? Il francese salva la propria panchina ma nel finale si accontenta del pareggio e rinuncia alla vittoria.

© “GARCIA” – FOTO MOSCA
Napoli-Milan si è conclusa sul risultato di 2-2 e con la remuntada dei partenopei che, allo scadere del match, hanno sognato la vittoria con la conclusione di Kvaratskhelia sventata da Mike Maignan. Un pareggio che serve a poco per entrambe le squadre ma, allo stesso tempo, non ferisce nessuno.
Sia per Pioli che per Garcia la gara del Maradona poteva essere decisiva per il loro futuro, in particolar modo per il francese, il quale dopo i due successi in trasferta contro Verona e Union Berlino, necessitava di dare continuità ai risultati e la sfida contro i rossoneri era la prova finale per capire la dimensione del suo Napoli.
Esame superato? Mettiamola così: è rimandato al prossimo appello, come lo studente che prende 18 ma il professore sa che può fare di più e preferisce farlo tornare per valutarlo diversamente. Sicuramente, come evidenziato dallo stesso Garcia nel post partita, un pareggio che arriva dopo una rimonta fa meno male, ma i campioni d’Italia dovevano dare un segnale dopo le vittorie di Inter e Juventus, cosa che non è accaduta.
Se dovessimo dare un voto alla partita di ieri del Napoli il risultato sarebbe la media di un primo tempo da 4, e di un secondo tempo da 7; quindi la valutazione finale è 5. Garcia ripropone la stessa formazione vista nel secondo tempo contro l’Union Berlino in Champions League, con Eljif Elmas dal primo minuto a discapito di Cajuste e del ristabilito Anguissa.
Peccato che ieri il macedone in quel centrocampo, e contro la fisicità del Milan, ha sofferto più del dovuto perdendo troppi palloni e contrasti, favorendo le ripartenze della squadra di Pioli. Il primo tempo termina con il risultato di 0-2 per i rossoneri, con la doppietta di Giroud, con un Meret ancora una volta non impeccabile, con le lacune difensive da parte dei partenopei e con i fantasmi del passato che rumoreggiano.
Garcia e il secondo tempo: bene i primi cambi e il nuovo modulo, poi..
Nei secondi 45 minuti il Napoli entra in campo con un nuovo abito e con dei nuovi interpreti: fuori Elmas e Mario Rui per Simeone e Olivera e, dal 4-3-3, si passa al 4-4-2 che a tratti diventava 4-2-3-1 con Raspadori nel ruolo di trequartista per legare l’attacco con il centrocampo.
Chi scrive però sente il dovere di fare una premessa prima di continuare: l’assetto tattico del secondo tempo è ottimo in situazioni come quelle di ieri, ovvero recuperare da uno svantaggio ma, se si pensa di partire dal primo minuto con il 4-4-2 o 4-2-3-1 schierando in campo: Raspadori, Simeone, Politano, Kvara e Zielinski, lasciando il solo Lobotka in mezzo al campo a fare la fase di fraseggio e difensiva non si va da nessuna parte.
L’intuizione di Garcia comunque da i suoi frutti. Il Napoli nel secondo tempo mette il Milan alle corde e, dopo appena 5 minuti dalla ripresa, è Matteo Politano che accorcia le distanze per i partenopei. Successivamente arriva il pareggio dei campioni d’Italia con Jack Raspadori sugli sviluppi di un calcio di punizione.
2-2 e partita tornata sui giusti binari, ed è il Napoli a dare la sensazione di volerla vincere. Appunto, il Napoli voleva vincere, ma forse non era dello stesso avviso l’allenatore. Nel finale escono dal terreno di gioco gli stremati Zielinski e Politano per Anguissa e Zanoli. Se la sostituzione del polacco per il camerunense ha le sue ragioni per riequilibrare il centrocampo e per dare muscoli alla formazione partenopea, l’entrata del terzino classe ’00 è indecifrabile.
In realtà la risposta a questi cambi c’è, ma è difficile da accettare per i tifosi del Napoli: Garcia si è accontentato del pareggio. È vero che una sconfitta avrebbe tagliato psicologicamente le gambe ai campioni d’Italia (sarebbe stata la quarta consecutiva in campionato contro il Milan al Maradona), ma preferire un difensore invece di un Lindstrom che poteva creare superiorità in ripartenza è segno di rinuncia, rinunci alla vittoria e ti accontenti di un punto.
Forse l’ingresso in campo dell’ex Francoforte non avrebbe cambiato la partita, o magari il Napoli questa partita l’avrebbe persa, non lo sapremo mai. Quel che è certo è che quando hai uno scudetto da difendere devi avere il coraggio di rischiare, cosa che Garcia ieri non ha fatto. Il francese è riuscito nell’obiettivo di salvare la propria panchina ma, per fare questo, ha sacrificato una possibile vittoria del suo Napoli.
Doveva essere Leao vs Kvaratskhelia, e per Pioli e Garcia doveva essere il dentro o fuori. Invece, è stata la partita delle catene destre, al duo Pulisic-Calabria ha risposto la coppia Di Lorenzo-Politano. Napoli-Milan termina 2-2, ma i dubbi da ambe le parti restano, così come resta lo sconforto da parte dei tifosi napoletani nel pensare che nelle grandi notti la vittoria manca ancora ad arrivare. Dopo le sconfitte contro Real Madrid, Lazio e Fiorentina, al Maradona arriva solo un punto contro la Milano rossonera, e 12 punti persi su 30 a disposizione nelle prime 10 giornate sono troppi per una squadra che, sulla carta, partiva con l’obiettivo di ripetersi o quantomeno difendere il titolo conquistato l’anno passato.
