Gli archivi smentiscono il 1° agosto, ma continuano a scriverlo: il Napoli nacque il 25 agosto 1926

La frattaglia di Vincenzo Imperatore ricostruisce, fonti alla mano, perché il 1926 non segnò la nascita di una nuova società ma il cambio di denominazione dell’Internaples in Associazione Calcio Napoli, e perché la data corretta è il 25 agosto, non il simbolico primo agosto.

Articolo di Vincenzo Imperatore17/02/2026

“Primo agosto pioveva, di domenica era…”.
La strofa funziona. È musicale, è evocativa, è diventata quasi notarile. Solo che la storia non si scrive in rima.

Il Napoli non nasce il 1° agosto 1926. È una data simbolica, sedimentata nella tradizione e replicata per comodità dagli almanacchi. Ma le fonti dell’epoca, in primis Il Mattino del 26-27 Agosto 1926 (in foto) recuperato nella affascinante emeroteca Tucci, collocano l’assemblea decisiva nella tarda serata del 25 agosto 1926, ultimo mercoledì del mese. Non è un’interpretazione: è ciò che riportano le cronache coeve.

E il punto più rilevante è un altro: nel 1926 non viene costituita una nuova società. Avviene un cambio di denominazione sociale. La base giuridica è l’Internaples, club nato nel 1922 dalla fusione tra Naples FBC e Unione Sportiva Internazionale Napoli. Nel 1926 quella struttura non viene sciolta e rifondata; assume la denominazione Associazione Calcio Napoli.

La distinzione è essenziale.

Dal punto di vista giuridico, il cambio di denominazione non determina la nascita di un nuovo soggetto. L’art. 2330 del Codice Civile, in continuità con i principi già presenti nei codici precedenti, stabilisce che la società acquista personalità giuridica con l’iscrizione nel registro competente. La modifica della denominazione non incide sulla personalità né sui rapporti giuridici: patrimonio, obbligazioni, titoli sportivi e continuità organizzativa permangono. Non c’è interruzione. Non c’è azzeramento. C’è continuità.

Perché allora quel passaggio fu presentato come una rinascita? Perché fu una scelta strategica.

Nel contesto del 1926, il regime fascista scoraggiava le denominazioni di matrice inglese e imponeva condizioni onerose per l’iscrizione ai campionati in caso di mantenimento di certe strutture. Giorgio Ascarelli operò un’operazione intelligente: abbandonare il nome “Internaples”, adottare una denominazione pienamente italiana e riorganizzare formalmente il club. Un escamotage per garantire la sopravvivenza sportiva ed economica della società, travestito da nascita.

Non una fondazione dal nulla, ma una manovra di continuità.

E la cosa più ironica è che questa smentita non è nascosta in un archivio segreto di qualche biblioteca polverosa. È lì. Nelle raccolte di quel giornale che ancora oggi, con disinvoltura, continua a ripetere la data del primo agosto. Lo stesso giornale che conserva l’edizione che racconta altro. Sarebbe bastato fare una ricerca negli archivi. Bastava aprire il cassetto giusto. Bastava avere voglia.

Il 1° agosto è una data comoda. Il 25 agosto 1926 è quella documentata.
E quello che accadde non fu la nascita di una nuova società, ma la continuità dell’Internaples sotto il nome di Associazione Calcio Napoli.

Il centenario può anche scegliere il simbolo. La storia, però, dovrebbe scegliere le fonti.

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