Bologna–Salernitana: le pagelle tragicomiche dei granata

Salernitana, un altro 3-0 che brucia, ma non ci perdiamo d'animo; ci prendiamo gioco della sfortuna e guardiamo avanti.

SalernitanaFoto Mosca
Articolo di admin01/04/2024

Ecco a voi, amici granata, le pagelle tragicomiche, quelle che solo un vero tifoso ardente e ironico della Salernitana potrebbe scrivere dopo la sfida contro il Bologna per leccarsi le ferite. Un 3-0 che brucia, ma non ci perdiamo d’animo; ci prendiamo gioco della sfortuna (aiutata dalle scelte scellerate operate in estate) e guardiamo avanti, sempre con quel pizzico di sarcasmo che ci distingue.

Salernitana:

Benoît Costil – 5

Ah, Benoît, l’artista del volo senza ali. Ha tentato di spiccare il volo sul primo gol ma, ahimè, sembrava più un pinguino che un’aquila. Sul secondo gol, la traiettoria di Saelemaekers lo ha beffato come un mago che fa sparire la colomba. Forse la prossima volta dovremmo dotarlo di un radar, o almeno di un paio di occhiali da sole, per vedere meglio la palla.

Lorenzo Pierozzi – 6

Tornato in campo come un cavaliere senza paura, pronto a duellare con Saelemaekers. Ha dato tutto, anche se a volte sembrava un Don Chisciotte contro i mulini a vento. Il giallo? Un distintivo d’onore per il suo coraggio. Bravissimo, almeno non ha tirato indietro la gamba, forse perché sapeva che non avrebbe comunque colpito la palla.

Kostas Manolas – 5,5

Ah, Kostas, il comandante di una difesa che sembrava più un formaggio svizzero che un muro greco. Ha giocato d’esperienza, ma a volte sembrava più un anziano che racconta di quando “una volta battevamo tutti”. Certo, il Bologna abboccava, ma più che un pesce sembrava un vecchietto con la dentiera malmessa. Tutto sommato, un vecchio gladiatore, un po’ confuso nella nebbia della battaglia, ma che non abbandona mai l’arena.

Lorenzo Pirola – 6

Il nostro giovane guerriero, appena scappato dagli impegni della U21 per correre in nostra difesa. Attento e vigile, come un boy scout al campo estivo. Peccato che il campo da calcio non sia un bosco, e gli avversari non sono scoiattoli. Comunque, ha fatto il suo, senza troppi fronzoli.

Matteo Pellegrino – 5

Povero Matteo, trasformato in terzino come un cuoco costretto a fare il pizzaiolo. Orsolini lo ha fatto danzare più volte, ma lui, coraggioso, ha tentato di tenere il passo, anche se a volte sembrava più un elefante in una cristalleria che un ballerino.

Loum Tchaouna – 6

L’unico che sembrava avere un po’ di pepe che gli ardeva nel sedere, ha provato a scuotere la partita con qualche timida discesa. Ha lottato come un leone, ma purtroppo era in una giungla dove gli altri erano già in letargo. Un punto per l’impegno, mezzo in meno per la mira.

Giulio Maggiore – 5

Giulio, il nostro guerriero solitario nella terra di mezzo. Ha cercato di arpionare avversari come un pescatore intraprendente, ma anche il più abile dei marinai ha bisogno di una ciurma. Un capitano senza nave, in attesa di rinforzi. Ha arpionato, ha lottato, ma alla fine sembrava più un pescatore che tira una rete bucata senza prede.

Toma Basic – 5

Toma, oh Toma, in mezzo ai rossoblù ti sei trovato come un bambino in una casa degli specchi: disorientato e un po’ spaesato. Poco efficace sia in rottura che in costruzione, come un operaio che ha dimenticato sia il martello che i chiodi a casa. Oggi il mare era troppo agitato per te. Poco incisivo, quasi invisibile, e poi quell’infortunio… Speriamo solo che non sia niente di grave, ma per oggi, meglio dimenticare e guardare avanti.

Domagoj Bradaric – 4,5

Avanzato nel ruolo ma, ahimè, sembrava più un turista in una città sconosciuta senza mappa. Leggerino in fase offensiva come un foglio portato via dal vento. Forse la prossima volta dovremmo dargli un GPS, così almeno sa dove andare.

Antonio Candreva – 4,5

Antonio, Antonio… quando si dice “dalla padella alla brace”. La nostra speranza, la nostra disperazione. Oggi sembravi più un fantasma in cerca di un corpo che un calciatore in cerca di gloria. Quel regalo a Saelemaekers lo ricorderemo come il peggiore scambio di Natale di sempre. E quella palla del 2-0… meglio lasciar perdere.

Simy – 5

Il nostro gigante d’argilla, che però in area sembrava cercare la palla come un miope senza occhiali. Un paradosso ambulante, un attaccante che lotta con il vento ma non riesce a colpire la palla. Generoso, sì, ma a volte sembrava più un cameriere maldestro che un attaccante feroce. Quella palla sparata addosso a Ravaglia? Un bel tentativo, se fosse stato un gioco di mira forse avrebbe vinto una bambolina.

Mister Colantuono – 5,5

Ah, mister, un tentativo di magia che sembrava più l’esibizione di un apprendista stregone. La voglia di cambiare c’era tutta, peccato che il coniglio nel cappello si sia rivelato più un criceto addormentato. Un applauso per il tentativo, ma forse è ora di cambiare libro di incantesimi. L’idea c’era, la volontà pure, ma come si dice, “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. E oggi, quel mare sembrava particolarmente in tempesta.

E così, amici granata, si chiude un’altra pagina per nulla gloriosa della nostra storia. Ma noi non ci perdiamo d’animo; la Salernitana è più di una partita, più di un risultato. È passione, è cuore, è la nostra squadra. E allora, forza Salernitana, sempre e comunque!

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