Alberto Lombardi: il bomber col braccio rotto che fece esplodere lo stadio Landieri di Scampia
La straordinaria storia del numero 10 della Stella Rossa Napoli. Dall'infortunio alla promozione in Prima Categoria. Il capitano di una squadra che odia il capitalismo.
Credit photo by profile facebook Stella Rossa Napoli 2006Mentre io scrivo questo articolo Cristiano Ronaldo guadagnerà 12403 euro. 6,89 euro al secondo. Il Burundi è il paese più povero del mondo e il reddito annuo dei suoi abitanti è pari a 625 euro, quello che Cristiano Ronaldo guadagna in 90 secondi. Eppure esistono esseri umani, atleti, società che con i miliardi non hanno niente a che fare.
Duemilasei Scampia. Ombelico della criminalità organizzata. Una faida che ha portato a 144 morti ammazzati. Sta per iniziarne un’altra e nessunolo sa. File di tossici, file di telecamere, servizi televisivi, libri, serie tv, Scampia è conosciuta in tutto il mondo.
Proprio in quell’anno un gruppo di ragazzi decide di fondare una squadra di pallone: la Stella Rossa Napoli. Una stella antifascista, antagonista che si ispira alla blasonata squadra serba. Autofinanziamenti, raccolte di fondi, allenamenti per strada, braciate, sono questi i metodi che la Stella Rossa, in cui nessuno credeva, fa ricorso per iscriversi ai campionati FIGC.
Una società che ha portato in campo sempre dei valori, dei messaggi, e la sua tifoseria rumorosa è una delle immagini sportive più belle del quartiere Scampia.
Ma io oggi voglio parlarvi di un gol. Io oggi voglio parlarvi di Alberto Lombardi. Classe 1992, prodotto del vivaio della scuola calcio Arci Scampia. Ragazzo di Scampia, ragazzo per bene, educato, figlio di buona famiglia, ’o top. Alberto ha sposato il progetto Stella Rossa con entusiasmo e passione.
Stagione 2018-2019, la Stella Rossa milita in Seconda Categoria. Albero Lombardi è il capitano della squadra. L’attaccante, il goleador, il punto di riferimento. La Stella Rossa sta stracciando il campionato. Quest’anno vuol vincere, quest’anno vuole fare il salto di categoria.
Stadio Antonio Landieri, 2 febbraio 2019. Sfida tra la Stella Rossa e il Villaricca. Sfida al vertice. Prima contro seconda classificata. Partita concitata, c’è bisogno di Alberto, dei suoi gol. E invece in un contrasto Alberto si spezza ulna e radio. Il suo braccio diventa una esse. Alberto resta mezz’ora a terra, in attesa di un’ambulanza che non arriva. Poi la corsa in ospedale. Devono ingessarlo e siccome non riesce ad alzare il braccio lo staff medico è costretto a tagliare la sua maglia, la sua seconda pelle, la maglia numero 10 della Stella Rossa. Dopo qualche giorno Alberto viene operato. Al suo fianco c’è suo cognato Enrico Migliore, altro straordinario gioiello di Scampia. La stanza di ospedale di Alberto è invasa dai suoi compagni. Suo fratello Gaetano arriva direttamente da Milano. Centinaia di messaggi di pronta guarigione. Ma la verità è una: la Stella Rossa ha perso il suo bomber. Tutti temono per il prosieguo del campionato. Ad Alberto l’aspetta una fisioterapia lunghissima, lunga mesi. Alberto ha una sola ed unica immagine in testa, tornare in campo prima della fine della stagione, tornare in campo per dare il suo contributo alla sua squadra.
E il destino vuole che la Stella Rossa raggiunga i playoff per accedere alla Prima Categoria.
La Stadio Antonio Landieri è invaso da tamburi, fumogeni, gente che urla, che incita la Stella Rossa. Mai vista una roba del genere a Scampia. Ci siamo tutti sugli spalti, ci sono anche io e mi emoziono come un bambino mentre guarda 11 ragazzi accarezzare un sogno chiamato promozione.
La Stella Rossa sta perdendo 2 – 1 contro il Chiaiano. E al sessantesimo entra Alberto Lombardi. Il suo braccio non è ancora guarito, sono passati meno di 100 giorni da quel brutto infortunio. Meno di 100 giorni dalla maglia numero 10 tagliata a pezzettini in ospedale. Far entrare Alberto è rischioso, pur farsi male di nuovo e se si fa male sono guai.
Quando Alberto entra tutti applaudiamo. Non solo il calciatore simbolo della squadra, ma soprattutto l’uomo. Scampia rende omaggio a un suo figlio con un tributo da pelle d’oca, da film.
Ottantesimo. Mancano 10 minuti al termine della partita. La Stella Rossa è ancora sotto di un gol. Punzione dal limite. Vicinissimo alla lunetta. Va col sinistro Alberto Lombardi. L’attesa prima del tiro è lunghissima. Alberto prende una rincorsa breve. Calcia. Il mondo si ferma. Scampia si ferma. La palla gira, il portiere si lancia. Gol! Alberto corre verso i fumogeni rossi, verso quella rete verde, si arrampica. Esplode il Landieri. Io resto fermo, guardo e penso a Cristiano Ronaldo. Il calcio vero è racchiuso nella storia di Alberto Lombardi, nell’emozione di oltre 500 persone che urlano per una promozione in Prima Categoria. Ridateci quel calcio. Senza soldi. Senza paytv. Il calcio popolare. Il calcio della gente.
