“Giù le mani dall’America Latina”: La Curva Nord di Pisa contro Trump

I tifosi del Pisa contro Trump. Il Venezuela non si tocca. Striscione al Garibaldi contro l'intervento USA.

PisaLo striscione della curva del Pisa
Articolo di Redazione SDS11/01/2026

In un contesto geopolitico sempre più teso, i tifosi del Pisa hanno ribadito la loro storica vocazione internazionalista e anti-imperialista. Durante l’ultima sfida casalinga all’Arena Garibaldi, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile rivolto al Presidente degli Stati Uniti: “Trump: giù le mani dall’America Latina. No al colpo di stato in Venezuela”.

Una voce fuori dal coro

Mentre le cancellerie europee e i media mainstream osservano con cautela l’evolversi della crisi in Venezuela — segnata recentemente da notizie drammatiche come il presunto coinvolgimento di forze speciali USA e le dichiarazioni di Trump sulla cattura di figure chiave del governo Maduro — gli ultras pisani hanno scelto la via della condanna diretta.

Non è la prima volta che la tifoseria del Pisa si spende per cause simili: la Curva Nord ha una lunga tradizione di solidarietà verso i popoli dell’America Latina e di opposizione a quelle che definiscono “ingerenze imperialiste”.

Il calcio come megafono politico

Lo striscione non ha criticato solo l’intervento militare o diplomatico, ma ha puntato il dito contro la figura di Donald Trump, percepito come il catalizzatore di una politica aggressiva volta a destabilizzare la sovranità nazionale degli Stati del Sud America.

“Il nostro non è solo tifo, è coscienza sociale. Non possiamo restare indifferenti mentre si calpesta il diritto dei popoli all’autodeterminazione” — si legge in alcuni comunicati diffusi dai gruppi della Nord sui social.

I precedenti

Solidarietà da parte di movimenti della sinistra radicale e associazioni pacifiste che vedono negli ultras un raro esempio di partecipazione civile nel mondo del calcio. Critiche, invece, da chi ritiene che la politica debba restare fuori dagli stadi o chi sostiene la necessità di un cambiamento democratico in Venezuela, vedendo l’intervento USA come una liberazione.

Questo episodio richiama alla mente un gesto analogo compiuto dalla stessa tifoseria nel 2019, dimostrando una coerenza ideologica che resiste al passare degli anni e dei campionati.

Il messaggio lanciato dall’Arena Garibaldi conferma che per una parte del tifo pisano, il calcio rimane uno strumento per dare voce a chi non l’ha, trasformando lo stadio in una piazza di protesta globale. In un’epoca di sport business e neutralità forzata, la Curva Nord di Pisa continua a rivendicare il proprio ruolo di “sentinella” politica, indipendentemente dalla categoria o dall’avversario in campo.

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