Lecce, Blin: “La salvezza con il Lecce è uno dei momenti più belli della mia vita”
Il centrocampista del Lecce, Alexis Blin, ha parlato dei suoi primi momenti con la maglia giallorossa e non solo nel corso di un'intervista.

Il centrocampista del Lecce, Alexis Blin, ha parlato in esclusiva ai microfoni di “Calcio Lecce“. All’interno dell’intervisto il calciatore francese ha raccontato i suoi primi momenti in giallorosso e non solo:
Sull’arrivo a Lecce: “Arrivato a Folgaria mi sono sentito subito a mio agio in una società che ti mette sempre tutto a disposizione. Abbiamo lavorato sodo, poi all’esordio in campionato di Cremona abbiamo sbagliato tutti partita dopo una preparazione pesante. Anch’io ho giocato male, ed a quella prestazione ha fatto seguito un problema al polpaccio che mi ha tenuto fuori. Quando sono tornato la squadra stava facendo molto bene con Hjulmand tornato mediano e Majer e Gargiulo ai suoi fianchi. Quando la squadra fa bene devi stare zitto ed allenarti per mettere qualche dubbio nell’allenatore. Morten era devastante in quel ruolo, e così è stato nei due anni in cui abbiamo giocato insieme. Quando è così tu devi aspettare il tuo momento, io mi caricavo dicendomi che il mio momento sarebbe arrivato e così è stato, anche se magari un po’ tardi ed in un ruolo differente da quello di inizio stagione. Questo è coinciso con 10 partite incredibili, sia a livello collettivo che personale. Perché ho dato tutto”.
Sulla Serie A: “È un campionato molto difficile con tante squadre più o meno allo stesso livello con l’atteggiamento a fare la differenza in termini di prestazioni. Questo è importantissimo per migliorare qualità e livello della squadra. L’anno scorso tutti ci davano in Serie B, ma noi abbiamo sempre avuto il giusto spirito soprattutto nelle fasi clou del campionato. E non è stato semplice perché la pressione di faceva sentire”.
Sulla salvezza ottenuta con il Lecce nella passata stagione: “Semplicemente uno dei sentimenti più belli che io abbia mai provato in vita mia”.
Sul suo ruolo all’interno del Lecce e sulle gerarchie della squadra: “È sempre molto difficile partire un attimo dietro nelle gerarchie. Siamo in 30 e tutti vorrebbero giocare, quando non lo fai però dai il massimo ogni giorno, è questa l’unica cosa importante. Poi i frutti li raccogli perché il mister vede come ti alleni e ti sceglie e soprattutto perché, quando vieni scelto, poi fai bene. Se in settimana lavori al 50% perché sai che tanto andrai in panchina, quando poi scendi in campo per i tuoi venti minuti non combini nulla. Se invece vai al 150% in allenamento è sicuro che ti fai trovare pronto. Un minuto o 90, l’importante è dare tutto quando sei chiamato in causa. Devi dimostrare sempre di essere da Serie A, questo è il mio spirito. Poi ripeto è chiaro che vorrei giocare sempre, ma quando non gioco devo accettarlo e dare tutto, in allenamento come in partita”.
