Contro l’Udinese va in scena il più classico degli ‘ntuossechi: quello pre-natalizio!
Sono ciociole di calcio. Ancora una volta indigeste però per noi tifosi: un classico pre-natalizio
Udinese in festa contro il Napoli - credits Instagram udinesecalcio.pngContro l’Udinese ci sono quelle aspettative abbastanza cariche, quelle che quasi ti crei personalmente, per te stesso, più che per l’ambiente, per il proprio tornaconto personale. La situazione è come sempre quella ideale, ogni qualvolta si giochi alle 3 della domenica.
Casa – per costrizione per e innumerevoli ormai trasferte vietate – o comunque altro ambiente familiare, pranzo domenicale appena terminato: arriva il momento della partita. L’Udinese arriva come sempre contro il Napoli, carica a pallettoni. Ogni volta che gli azzurri arrivano al Friuli, o qualsiasi altro nome abbia preso l’Arena di Udine, sembra il giorno dei giorni, come canterebbe il cantautore di Correggio.
Ambiente carico fino al midollo, partita della vita, scuole chiuse ad Udine (“si sta ribaltando la situazione!” cit.). E il Napoli che ci arriva non poteva essere più che modesto, per utilizzare un eufemismo. Sai che dovranno scendere in campo per rimediare alla brutta figura Europea contro il Benifca, però hai già quello strano sapore in bocca. Come quando la domenica attendi con ansia quel pranzo casalingo, lo pregusti, ti aspetti il classico ragù pappuliato ore ed ore, e ti ritrovi invece un sugo pronto.
Ma va bene, iniziamola a giocare che più nera della mezza notte non può venire. E invece no, arriva incredibilmente un buio pesto, più pesto del sugo pronto di cui prima. Se lì a guardarti comodamente la partita, ma ti accorgi sin dai primi minuti che qualcosa non va. Innanzitutto i tifosi dell’Udinese arrivavano da ogni dove. Si materializzavano in ogni angolo dello stadio per la loro partita della vita. Sembrava che il Friuli avesse attivato un richiamo ancestrale: “è ora di fare gol al Napoli”. E per dare la dimensione della squadra Friuliana, sicuramente coriacea, ci hanno messo più di un tempo per fare gol a questo Napoli, i cui diversi interpreti sembravano peggio di chi viene invitato ad una partitella di calcetto, dopo anni: “dai ci divertiamo!”, e cammina come uno stambecco per giorni, con i dolori dell’acido lattico ancora in circolo.
Con l’Udinese si materializza l’intossico domenicale
Anche il Var ha cercato di avere pietà degli azzurri: due gol annullati (in maniera sacrosanta) che avrebbero dovuto dare una sonora sveglia agli uomini di Conte. O se non altro l’ha data a noi, che sulle sedie, sui divani, alla radio, o in qualunque luogo ci trovassimo, abbiamo urlato “e jamm bell ja, scetammece!“.
Noi ci siamo sì svegliati, noi. Ed ecco che alla luce dei due gol annullati, e da una traversa colpita in pieno dall’Udinese, all’orizzonte vedi materializzarsi il più classico degli ‘ntuossechi. Quello domenicale, quello che si perpetua per una intera settimana e che ti pregiudica ogni azione mentale e fisica. E quindi quel gol, regolare stavolta, e ovviamente il gol della domenica all’incrocio, arriva puntuale. Annuisci. Perché in fondo lo sapevi. “Non mi aspetto niente, ma sono già deluso”.
I calciatori del Napoli arrivano in ritardo su ogni pallone, più ritardatari del corriere che deve consegnarti l’ultimo regalo di Natale che hai ricordato di fare last minute. E il Napoli, sia contro l’Udinese che contro il Benfica, è un Napoli Last Minute. Con i suoi calciatori che arrivano con il fiato non corto, di più. Messi lì perché dovevano esserci, anche se qualcuno grida ad un turn over da fare contro Benfica o stesso contro l’Udinese).
Rispettabile come idea, certo, ma per citare un intramontabile commedia napoletana: Mettimece d’accordo e ce vattimme. Vogliamo puntare, anche noi lato tifoseria, al campionato? Alla Champions? Bisogna quindi digerire questa domenica, la Domenica delle Salme, racconterebbe De Andrè. E le salme avevano le casacche azzurre in campo. Anche se adesso, è tempo di Supercoppa, che diventa un vero obiettvo stagionale, da inseguire assolutamente.
Un peccato questa battuta d’arresto contro l’Udinese, soprattutto per quanto fatto vedere nelle ultime 3 partite, con le tre vittorie. E per riutilizzare un titolo Troisiano, il Napoli deve ripartire da lì: “ricominci..are da 3“. Da quei tre colpi bussati fortissimi, e che non vanno buttati dopo questo stop.
Nella bocca del tifoso napoletano resta un amaro indicibile, che nemmeno un caffè o lo stesso ammazzacaffè riesce a togliere. Si prospetta un lunedì più lunedì di tutti, una intossicazione sportiva da dover digerire, ma fortunatamente si gioca subito giovedì per la Supercoppa. Chiunque lavorerà da casa o in ufficio, o da qualsiasi altra parte, con il classico mariuolo ‘n corpo, insomma: sorriso falso, ad un euro!
Importante però, come sempre, non scendere subito dai carri. Perché le facce di tutti le ricordiamo, così come le considerazioni.
