Bergamo anticipa Sanremo: vince “eravamo 4 amici al Var”

A Bergamo proprio non si resiste: il Festival di Sanremo viene ampiamente anticipato. Vince con il brano "eravamo quattro amici al Var" la squadra arbitrale! Uno spettacolo indegno, a cui i fegati dei tifosi napoletani, sono già purtroppo ampiamente abituati.

Napoli penalizzato a Bergamo dal Var - credits to Instagram officialsscnapoliNapoli penalizzato a Bergamo dal Var - credits to Instagram officialsscnapoli
Articolo di Giancarlo Moscato23/02/2026

Finalmente la tanto amata domenica alle 3. Finalmente (forse per alcuni) la tanto attesa unica partita settimanale. I presupposti per una buona domenica di calcio ci sono tutti. Il teatro è Bergamo, senza i tifosi partenopei al seguito ovviamente. Eh sì, perché in questa stagione calcistica tutta italiana ci sono delle ovvietà che sono diventate la normalità.
Che si passi dalle trasferte perennemente vietate, a problemi di campo legati a VAR e simulazioni, si parla sempre molto meno di pallone.

Pronti – via ed ecco che gli uomini di Conte cercano subito di fare la partita. Arrivano a Bergamo con gli infortuni che ormai sono puntuali delle tre rate di Paypal, con calciatori che sembrano essersi persi nel triangolo delle Bermuda, e non fare più ritorno. Ma ormai è la storia di questa stagione travagliata, al netto di dover individuare da qualche parte i colpevoli.

Ma nonostante questo, a Bergamo gli azzurri sembrano fare la voce grossa, e addirittura hanno l’ardire di passare in vantaggio con Beukema su crossi di Gutierrez. “Cose da paaaaaazzi!” direbbe il buon Cetto La Qualunque – Albanese.

Ma ecco che Højlund, ha la faccia tosta di involarsi verso la porta, contatto con Hien, e l’arbitro Chiffi fischia il calcio di rigore. Ed ecco che a Bergamo, come in altre piazze, inizia il valzer del Var. Ma onorando il prossimo Festival di Sanremo prossimo al suo inizio, si sentono le note di “eravamo quattro amici al Var“.

Esatto, perché quello che sta per accadere è soltanto la punta dell’iceberg. E quelli al Var sono più ubriachi di veri amici che bevono al Bar Sport.Sebbene sia corretto dire per onestà sportiva che il contatto, a velocità normale, è molto molto leggero, e nel calcio di oggi probabilmente un rigore del genere non vada assegnato, il contatto c’è, ed è l’arbitro a valutarne l’intensità da campo.Ed è qui che l’Eco di Bergamo, non il giornale, ma quelle delle voci del Var, inizia a farsi sentire tantissimo.

L’arbitro viene richiamato alla review. Ora, fateci capire: si è sempre detto che in caso di contatto, è l’arbitro a valutare l’intensità, cosa che il Var non può fare, ma può intervenire solo se il contatto è inesistente. Cosa si sono detti? Hanno detto che il contatto è leggero?

Davanti alle TV è un perpetuo “ma c’amma fa?”, perché la terna, quaterna, cinquina, tombola arbitrare è più imbarazzante del presentarsi ad un colloquio di lavoro ed avere la camicia bianca che esce dalla zip aperta. Ergo: rigore revocato con la dovuta spettacolarizzazione dell’annuncio. Protocollo VAR tanto declamato quanto calpestato sotto le scarpe. Che siano vecchi ricordi di Genova?

Il valzer del Var

Ma andiamo avanti signori! Pronti via nella ripresa, e il Napoli fa capire subito come la pensa: ancora Højlund manda al Bar Hien, nasce un cross che porta Gutierrez, ancora lui, al gol. 2 a 0 e penserete, partita più in fresco delle paste della domenica che attendono solo che siano fatte di un unico boccone.

Ebbene no, Chiffi, ancora lui, fischia un fallo. Lo fischia solo quando il pallone entra, e non subito. Ok, ma dove sta? Dove è finito quel calcio che in quel di Bergamo, stanno mandando alle ortiche? Un contrasto tra due calciatori potenti, spalla a spalla, rognoso e duro, che ha un vincitore ed uno sconfitto. Dove sta il fallo? Tutti fanno fatica a vederlo.

Ma nel frattempo, i quattro amici al VAR, probabilmente sono veramente al Bar a continuare a bere qualcosa di buono, in quanto in questa fase non intervengono, sbugiardando loro stessi rispetto all’episodio precedente. Tutto incredibilmente meraviglioso: ne scaturisce un risveglio da parte dell’Atalanta.

E che vuoi che succeda? Partita ribaltata in men che non si dica, e la Dea la porta a casa. Premettendo che bisogna ragionare sugli errori che hanno portato ai gol subiti, ma iniziate a convalidare il secondo gol: magari l’Atalanta ne fa comunque 4, ma partiamo da qui, e la partita cambia.

È così stancante dover soffermarsi su questi episodi, su questi temi triti e ritriti, facendo (finalmente) parlare Manna davanti ai microfoni citando Lino Banfi “non siamo dei coglioni”. Ma peggio ancora riesce a fare Palladino, che riesce a confermare l’inconfermabile: aveva una possibilità enorme anche lui di denunciare ciò che sta accadendo nel calcio. Ma preferisce schierarsi dall’altro lato. “Acquaiò, l’acqua è fresca!“. Avanti la prossima partita!

Verrebbe da dire come Zalone: “ma è del mestiere questo?”. I quattro amici al Var, che volevano cambiare il calcio, gongolano, e purtroppo ci stanno riuscendo.
È arrivato il momento che parli, e tuoni forte, il presidente. Non se ne può più.

Ma ogni napoletano ha dentro un sentimento molto forte, che spesso a parole non può essere espresso. Bisogna quindi farsi aiutare dal genio e dal Maestro Eduardo, che inveisce contro il Duca Alfonso Maria di Sant’Agata Dei Fornari: “site proprio ‘a schifezza, d’a schifezza, d’schifezza, d’a schifezza e l’uommene!”.

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