Parole in gioco: il cuore
La squadra ci ha messo cuore, questo atleta ha un cuore grande, vittoria di cuore, partita non per deboli di cuore: tutte espressioni tipiche dello sport.
Foto MoscaNello scorso articolo abbiamo parlato della mente. Parola usata spesso nel gergo sportivo per definire il carattere o l’approccio ad una competizione. Cosa dire allora della parola cuore?
Se con il termine mente, generalmente, ci riferiamo alla capacità di calcolo, di lucidità, con il termine cuore, comunemente, ci si riferisce a qualche qualità in più o, in ogni caso, diversa. Ma quanto diversa?
La squadra ci ha messo cuore, questo atleta ha un cuore grande, vittoria di cuore, partita non per deboli di cuore: tutte espressioni tipiche dello sport, qualsiasi esso sia. Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di cuore negli sport? Cuore non è il contrario di Mente, ma, in una visione più amia, potrebbe esserne il suo completamento
Il cuore
Il cuore è sempre stato indicato come la dimora delle emozioni; la mente come la dimora della capacità di calcolo e del pensiero, ovvero la cognizione. Sappiamo, in realtà, che almeno dal punto di vista scientifico, le cose non stanno esattamente così. Forse ciò che chiamiamo cuore è proprio nome che diamo alla nostra relazione intima con le emozioni; indichiamo con questa parola non tanto cosa proviamo, ma come noi stessi, intimamente, utilizziamo le emozioni che proviamo. La distanza minima tra ciò che proviamo e ciò che saremo.
Indagare sulla parola cuore, ci aiuta, per esempio, a capire meglio la parola coraggio, da cui deriva direttamente. Il coraggioso è colui che espone il proprio cuore, appunto, alla paura, cercando con quest’ultima un dialogo aperto. I cugini d’oltralpe, dicono che coraggio (in francese, appunto, courage) nasce proprio dalla fusione di due parole, coeur (cuore) ed enragé (arrabbiato).
Prima ancora che un organo, il cuore è forse la metafora più usata anche nel mondo della letteratura per potersi riferire a più qualità, come quella della generosità, dell’affettuosità, della solidarietà e del coraggio. È sempre stato, il cuore, un posto abbastanza speciale: misterioso e vitale. Gli antichi Egizi, presso il tribunale di Osiride, dinanzi al dio Anubi, pesavano il cuore dei defunti e dalla pesatura (e dal confronto con la piuma della dea Maat) derivava poi il destino del defunto.
Anche nelle pratiche orientali e nello Yoga, uno dei sette chakra è rappresentato proprio dal Chakra del Cuore, posto al centro del corpo e posto in cui i flussi energetici risiedono, si sviluppano e si irradiano dandoci la forza necessaria per affrontare il quotidiano.
Ci sono sportivi conosciuti per il loro grande cuore che rimane uno degli aspetti più apprezzati dal pubblico. Pensiamo al grandissimo Ayrton Senna conosciuto fuori e dentro la pista per la sua grande generosità, passione e gestione delle relazioni. Un vincente fuori e dentro il paddok. Il mai troppo celebrato Roberto Baggio, persona generosissima e discreta, è stato uno sportivo molto apprezzato per il suo comportamento dentro e fuori dal campo.
Su tutti, però, c’è l’immenso Alex Zanardi. Uomo che ha reinventato il concetto di limite, ma non solo. C’è un piccolo grande episodio che è bene condividere su queste pagine. Eric Fontanari, un ragazzo di 17 anni tetraplegico durante laVenice Marathon si trova al venticinquesimo chilometro ed avverte seri problemi a causa di alcuni scompensi fisici. A seguito delle sue difficoltà l’amico e collega Alex Zanardi cerca di spronarlo. Quando si rende conto che il diciassettenne non è in grado di arrivare a destinazione, sgancia la ruota anteriore della handbike di Eric e con una corda decide di trainarlo. Con varie difficoltà arrivano vicino alla meta, poi Alex aiuta il diciassettenne a tagliare il traguardo.Non è un caso che a Zanardi è stata dedicata, da due grandi cantautori italiani, Vecchioni e Guccini, una canzone dal titolo “Ti insegnerò a Volare”.
Il cuore, in questo senso, smette di essere caratteristica e diventa essenza, anima, dello sport. Sport in cui la generosità, l’onesta, la fratellanza sono sempre sul podio.
