Consigli freudiani

Consigli freudiani

© “SPALLETTI” – FOTO MOSCA

È noto, non solo agli psicologi: se intervieni con un gol sullo stallo di una partita di football impegnativa, il vantaggio può indurre a scelte negative, ultra difensive, per conservarlo. La decisione comporta spesso il rischio di dare il via libera a sconfitte illogiche. Restando al tema della prudenza esasperata il rischio è di subire il gol del pareggio, poi quello del sorpasso dalla squadra “nemica” in trance agonistica positiva.

Fosse steso sul lettino di un analista, per ricevere indicazioni sul futuro immediato di una partita tutt’altro che facile da gestire per il valore degli avversari, l’allenatore della squadra dell’uno a zero di partenza, o del due a uno successivo, sarebbe invitato a prescrivere ai “suoi ragazzi” di infliggere il colpo di grazia ad avversari scossi dall’andamento sfavorevole del match.

Nella realtà, tutt’altro che virtuale, è accertato che in due analoghe circostanze Spalletti non si è affidato alla scienza degli strizzacervelli e ha imboccato la strada di evitabili debacle per aver suggerito agli “azzurri” di difendere il prezioso vantaggio acquisito: a Reggio Emilia il due a zero con il Sassuolo, allo Stadio Maradona il due a uno sull’Atalanta.

E però, a ben pensarci, potrebbe essere una critica ingiustificata. L’atteggiamento “conservativo” potrebbe dipendere dai giocatori, convinti di amministrare il vantaggio con un “indietro tutta” impegnato al massimo nel contrastare i tentativi di rimonta degli avversari. Ma altra riflessione, di segno opposto: se la scelta suicida fosse colpa dei giocatori, ricadrebbe comunque sull’allenatore per non aver corretto la vocazione a proteggere passivamente situazioni favorevoli e per aver effettuato i cambi all’insegna del “non prenderle”, ovvero escludendo giocatori offensivi per potenziare i reparti arretrati, salvo a ribaltare la scelta com’è accaduto dopo aver favorito il recupero e il sorpasso dell’avversaria. A tempo quasi scaduto nel disperato tentativo di rimediare, inutili cambi di segno opposto.

Per ovviare a questo pensiero strategico, condizionato da eccessi di prudenza, il consiglio del terapeuta è di concedersi un periodo sabbatico, con residenza nel Regno Unito, e di assistere allo spettacolo di squadre british, che segnato un gol, si dannano per farne due, tre, e ottimizzano l’euforia agonistica generata dal vantaggio conquistato.

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